Si sono rincorse in questi giorni, le voci di nomine ed avvicendamenti nella giunta di Portoferraio di cui l’amministrazione, fino ad oggi, non aveva dato conferma. Prima dell’inizio del consiglio comunale il sindaco di Portoferraio ha dapprima chiesto uno scatto alla stampa presente e poi confermato quanto
qualche giorno fa anticipato dal direttore della testata Elbareport, ovvero l’avvicendamento tra l’assessore esterno Eller e l’ex vicesindaco dell’amministrazione Ferrari, Roberto Marini. Pare evidente che, in meno di due anni, il progetto iniziale di Portoferraio c’è sia miseramente fallito: sono stati sostituiti 4/5 della giunta e due consiglieri, tra cui quello che aveva ricevuto più preferenze, hanno lasciato, non senza polemica e strascichi, la propria carica. Sull’ultima scelta, che non comprendiamo come possa essere gradita al gruppo consiliare che si era presentato ai portoferraiesi al grido del
rinnovamento, è necessario fare alcune considerazioni. Non sulla persona Roberto Marini, ma su cosa rappresenti questa scelta. Innanzitutto gran parte del consenso ricevuto da Nocentini è nato
sull’onda di una promessa di rinnovamento, soprattutto sulla politica di Bilancio, gravata da quello che è stato definito un “buco”. Ma se uno squilibrio c’è, è indubbio che per almeno la metà è riconducibile al periodo in cui Marini è stato vicesindaco, come appurato dalla Corte dei Conti. Pare così quantomeno curioso che per uscire dalla melma si chiami, proprio in quel ruolo, chi nella melma ci ha portati. Un altro sussulto avrà, immaginiamo, la Cosimo dei Medici, che Marini e co lasciarono a Zini in aperto conflitto con il comune di Portoferraio, addirittura “in causa” e che solo l’intervento dell’ultima
amministrazione ha salvato dal fallimento, con il riconoscimento di una parte dei debiti fuori bilancio prima e la ricapitalizzazione, non votata dalle allora opposizioni, dopo. Chissà come l’avrà presa poi Ferrari che da Marini fu lasciato solo nell’ultima parte del suo mandato. Insomma, un ritorno al passato, anche meno glorioso, in piena regola. E per le “nomine”? Abbiamo appreso dai giornali dell’addio di Gentili dalla presidenza di Esa, ma è già noto il nome del successore. Si tratta di Samuele Manzi, già alle elezioni con Papi a Porto Azzurro (non proprio il comune più vicino alle politiche di ESA) dove racimolò così poche preferenze da essere il meno votato della lista “La Vela”. Manzi è anche il compagno dell’assessora del comune di Portoferraio Lorenza Burelli. Non è la prima volta che Nocentini si affida ai familiari di qualche amministratore. Speriamo tuttavia sia l’ultima perché non è certo con il familismo che si può governare la città capoluogo dell’Isola d’Elba. Con quali criteri allora si sceglierà il successore di Marini a IDEA? Sarà un vecchio amico, il marito, la moglie o il figlio di? Finita qui? Nemmeno per sogno perché come un fulmine a ciel sereno(?) arriva l’affondo di Lara Giusti che pubblicamente rivendica l’estraneità rispetto a certe scelte (compresa la nomina della consigliera Bacci nel consiglio direttivo del PNAT) e afferma che la squadra, quella tanto millantata da Nocentini e della quale ha sempre ostentato la compattezza “evidentemente non c’è”. L’amministrazione di Portoferraio sta implodendo e se non ce ne rendiamo conto in fretta si porterà dietro tutta la città.
PD Portoferraio


