Luca Carboni e la sua autobiografia di artista a tutto tondo

di Jacopo Bononi*

Luca Carboni è una persona per bene. Detta così sembra fin troppo facile, eppure è davvero la realtà delle cose. Un uomo che parla poco, come ci suggerisce la sua autobiografia ‘Luca parlava poco’ (SEM editore, 2026), appena uscita e già un successo per l’interesse che l’autore cattura da decenni nel panorama musicale e culturale italiano. Un artista a tutto tondo che lo scorso anno abbiamo coinvolto facendogli realizzare il quadro premio per Antonio Scurati. Essendo anche lui, come noi, un ‘ragazzo degli anni ottanta’ ricevere il premio da Carboni non è stato solo un onore, ma un grande piacere. Si sa come l’adolescenza e la giovinezza restino per sempre dentro di noi e la musica di Luca ha segnato la nostra crescita e anche chi era affascinato anche da altri e diversi generi musicali ‘ha fatto i conti con lui’. La sua poetica intima e intimista ha sempre trionfato sul suono o meglio si è amalgamata con esso e il suo ‘sussurro’ ha fatto breccia nei cuori di molti. La sua produzione minore, ossia quella meno conosciuta, mette a nudo un’anima pura e sensibile, una persona diretta ma riservata, che parla poco ma sono i suoi occhi che esprimono meglio di tutto i suoi sentimenti. La presenza della compagna Marina, persona gentile e attenta, rende ‘il duo’ un connubio di grande complicità e amore, il figlio Samuele che non ha seguito le orme del papà è un ragazzo che da entrambi ha preso i lati migliori, quelli che si possono sperare di incontrare in chi incontri. Il suo attacamento alle cose che sembrano materiali me lo ha dimostrato facendosi vedere preoccupatissimo del ‘destino’ del suo quadro per Antonio. Segno non di attaccamento alla ‘materialità delle cose’ quanto piuttosto a quanto si cela dietro di essa, all’amore che si mette nelle cose che si fanno, che si creano e che quindi poi ‘sono’, vivendo di vita propria. Siamo stati molto onorati della sua partecipazione e saremo contenti di coinvolgerlo alla Marina in una presentazione speciale della sua autobiografia questa estate, tour estivo permettendo. Del volume tra le molte recensioni leggiamo: ‘Ogni capitolo inizia con una Lista, una specie di flusso di coscienza, in cui si affastellano pensieri, idee creative, luoghi, persone…Carboni racconta episodi della sua vita con pennellate che accarezzano i colori, e molte pagine vedono protagonista l’amico e mentore Lucio Dalla: i racconti delle loro “fughe” solitarie in auto a ricantare le canzoni, mandate a volume su cassetta, nelle notti bolognesi, sono esilaranti e viene fuori la stima enorme per un artista incredibile, visionario come Dalla. Il primo a capire, da un mucchio di testi scritti a penna, ‘l’Avvenire Carboni’. C’è anche il suo amore per la pittura e per il disegno: la copertina del libro è una sua creazione, pienamente calata nel suo stile etnico-picassiano (…). Ci sono poi tanta spiritualità, e la devozione per San Luca che gli ha salvato letteralmente la vita in un episodio raccontato, sulla strada di ritorno da un concerto, o comunque in generale come posto magico-mistico, in cui spesso ricercare se stessi. Cantare la canzone omonima con l’amico Cesare Cremonini nel 2024 è stato un nuovo inizio, non senza fatiche, come racconta, per ritrovare la sua voce, e restituirla anche a chi lo segue con passione da tanto tempo (…).Vorrei aggiungere con le sue parole: ‘Il viaggio è la metafora della vita e l’approdo del navigatore sull’isola, è la rappresentazione della realizzazione di un progetto o dell’incontro con il grande amore. Il brano è dedicato all’Elba, un luogo che amo e dove trascorro molto tempo. L’ho scritto su uno scoglio dove la realtà di isola si fondeva con l’aspetto simbolico della fine del viaggio: la canzone parla di una navigazione verso il tramonto con la prua a ovest, ma contiene molti elementi latini e del sud’. Così Luca descrive la composizione e il significato di uno dei brani più significativi ed intriganti della sua vasta produzione discografica, ‘La mia isola’, dedicato all’amata isola d’Elba. Poi aggiunge: (…) Nella pittura mi ispirano le donne, i colori piatti delle bandiere, i cartelli stradali, i portici e le chiese. Nella produzione di solito mi piace mescolare la tempera, i colori acrilici, le bombolette spray per la pittura di strada, il tutto applicato sempre su diversi tipi di supporto, a volte la tela classica ma anche legni di recupero, compensati vari e altri materiali come il ferro, il cartone, la carta da pacchi e da regalo (…). Insomma, un autore poliedrico che è molto amato, uno spirito sensibile prestato al pop, come siamo noi che siamo ‘sensibili’ e ‘pop’ al contempo. Il premio Letterario La Tore 2026 è promosso da Franco e Lucia Semeraro e dall’Hotel Gabbiano Azzurro. Partecipa all’evento la Libreria Libri in Piazza di Marciana Marina. Acqua dell’Elba, nella persona dell’amico Architetto Fabio Murzi, acquisterà l’opera premio per il vincitore, mentre il dott. Marcello Bruschetti, patron di Evo Enoglam, lo omaggerà coi suoi preziosi distillati. Condurrà la serata il prof. Angelo Filippo Rampini dell’Università di Brescia. Il premio vede il Patrocinio del Comune di Marciana Marina e la partecipazione della Pro Loco marinese.

*Jacopo Bononi
(Presidente del Premio letterario La Tore isola d’Elba)

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