Con l’avvio della stagione turistica sull’Isola d’Elba riemerge una realtà che non può più essere ignorata: la qualità del turismo passa dalla qualità del lavoro. Le lavoratrici e i lavoratori non chiedono privilegi, ma il rispetto dei contratti, dei diritti e della dignità professionale.
Dove le regole sono applicate correttamente, il sistema funziona meglio e migliora anche la qualità dei servizi. Auspichiamo inoltre che possa finalmente cessare una modalità di gestione del lavoro che, in troppi casi, si traduce in part-time non coerenti con gli orari effettivi, straordinari non riconosciuti, riposi non garantiti e condizioni poco trasparenti. Situazioni che alimentano precarietà, sfiducia e abbandono del settore turistico. Non si tratta di casi isolati né di semplici difficoltà organizzative: sono dinamiche che rischiano di diventare strutturali se non affrontate.
Per questo è indispensabile rafforzare la consapevolezza dei lavoratori sui propri diritti. Firmare un contratto senza comprenderne contenuti e implicazioni espone a situazioni di sfruttamento difficili da correggere dopo. Chiediamo alle imprese di assumersi le proprie responsabilità. Le aziende corrette non devono essere penalizzate dalla concorrenza di chi scarica i costi sul lavoro.
La strada per un turismo sostenibile non passa dalla compressione dei diritti, ma dal loro rispetto. Dove il lavoro è tutelato migliorano organizzazione, qualità del servizio e stabilità delle imprese. Continueremo a essere presenti nei luoghi di lavoro, a raccogliere segnalazioni e a intervenire contro irregolarità e abusi.
È il momento di aprire un confronto tra lavoratori e aziende per costruire insieme un modello turistico più giusto, rispettoso e capace di dare valore al territorio.
*Andrea Cirica (Filcams-Cgil provincia di Livorno)

