Nel cuore del borgo, all’interno della Chiesa di San Niccolò, si conserva un dipinto che merita attenzione non solo per il suo valore artistico, ma per il significato storico e culturale che porta con sé. L’opera raffigura San Rocco, il santo pellegrino invocato contro la peste, colto nel momento della sofferenza e della supplica. Il mantello scostato rivela la piaga, mentre lo sguardo si alza verso la Madonna con il Bambino, raffigurata nella parte superiore tra angeli e luce. In basso, tra fiamme e volti segnati dal dolore, si intravede l’umanità colpita dalla malattia, in una composizione che unisce terra e cielo, disperazione e speranza. Un’immagine potente, che riflette la paura delle epidemie che per secoli hanno segnato anche l’Isola d’Elba, ma allo stesso tempo la profonda fiducia nella protezione divina. Il contesto storico e la figura di Mellini Il dipinto si inserisce in un periodo storico complesso e affascinante, che riporta alla luce la figura di Giacomo (Jacques) Mellini, nato a Portoferraio il 14 ottobre 1759. Uomo di formazione tecnica e militare, Mellini viene descritto nei documenti francesi come matematico e abile disegnatore. La sua vita attraversa le grandi trasformazioni europee tra Settecento e Ottocento: nel 1793 è tenente del Genio militare francese, dopo aver servito anche il Regno di Sardegna; partecipa alle vicende della Francia rivoluzionaria; nel 1815 risulta comandante del Genio all’Isola d’Elba, durante il periodo napoleonico. Una figura colta e poliedrica, capace di muoversi tra scienza, tecnica e cultura, e che testimonia il legame dell’Elba con i grandi eventi europei. Arte, devozione e identità locale Non è possibile attribuire con certezza a Mellini la realizzazione del dipinto, ma il suo profilo – tecnico, disegnatore, uomo di cultura apre scenari interessanti sul ruolo che figure come lui potevano avere anche nella produzione artistica o nella circolazione di modelli figurativi. Il quadro di San Rocco riflette pienamente la tradizione della pittura devozionale del Settecento:
la narrazione “a registri”, con cielo e terra in dialogo; la centralità della Madonna come figura salvifica; il santo come intercessore tra l’uomo e il divino; la rappresentazione della malattia come esperienza collettiva.
Oggi questo dipinto rappresenta un elemento significativo del patrimonio culturale elbano. È un’opera che conserva la memoria di una comunità e del suo passato.
Riscoprirlo permette anche di riportare l’attenzione su figure come Giacomo Mellini, poco note ma utili per comprendere meglio la storia dell’isola.
Un’occasione, quindi, per osservare con maggiore attenzione ciò che già esiste: anche in un piccolo borgo come Poggio si trovano testimonianze che collegano l’Elba a vicende più ampie della storia europea.
Foto: Il dipinto di San Rocco conservato nella chiesa di San Niccolò a Poggio



