Legambiente: “grazie dei sacrifici fatti dai nostri volontari”

Finora sono 280 le tartarughe nate all'Elba. Ora si attende l'apertura degli ultimi tre nidi

Saranno stati i tarta-giochi e le voci divertite dei bimbi sulla spiaggia, sarà stata la partecipata iniziativa organizzata al Bar il Pino Solitario da Parco Nazionale Arcipelago Toscano, Legambiente e Birra Salina, sarà stato il fresco vento di nord… ma finalmente le attesissime e desiderate tartarughine marine di Fetovaia, la magnifica e famosa spiaggia del Comune di Campo nell’Elba, sono nate dopo estenuanti giorni e notti di sorveglianza dei volontari del Cigno Verde, circondate dalla meraviglia dei turisti. Piccole star nate in una notte stellata.

Infatti, alle 22,38 del 5 settembre si è aperto nella sabbia il tanto atteso “cratere” che annuncia (anche se non sempre) la nascita delle tartarughine marine, anche se, per dire la verità, più che il classico cratere a imbuto era in realtà una piccola voragine dai margini irregolari creatasi nello strato più superficiale e duro della sabbia di questo nido che è stato definito “perfetto” per lontananza dal mare e scelta del luogo, soprattutto rispetto a quelli molto più a rischio e tardivi di Marciana Marina, La Foce a Marina di Campo e L’Innamorata a Capoliveri.  «C’erano gli insetti e poi baam cratere!!!!», ha riassunto efficacemente Sara, una delle volontarie.

E’ bastata questa apertura nella sabbia per scatenare una piccola tempesta nei gruppi WhatsApp che riuniscono i circa 200 volontarie e volontari  che in questa estate elbana delle tartarughe hanno permesso e stanno permettendo finora a circa 280 tartarughine (compreso lo strano ritrovamento di 6 piccoli a Ortano)  di raggiungere il mare senza disturbo antropico e senza essere manipolate o calpestate come successo purtroppo in altri siti di nidificazione.

Poi le tartarughine sono uscite tutte insieme intorno alle 23,10, sotto la luna di Fetovaia e le luci rosse turtle friendly dei volontari con le magliette blu di Legambiente e Parco Nazionale, che sono diventate uno dei più richiesti simboli dell’estate elbana.

Fuori da quell’attesissima piccola voragine, diventata un brulicante portale di vita tra la sabbia e il mare, si sono precipitate un’ottantina di tartarughine, numerosa avanguardia di un nido che potrebbe riservare altre sorprese nei prossimi giorni.

«Un successo che premia la pazienza e l’attesa dei nostri meravigliosi volontari e volontarie – sottolinea Isa Tonso, coordinatrice del progetto tartarughe marine di Legambiente e Parco Nazionale – Un nuovo piccolo miracolo che fa ben sperare per il successo degli altri tre nidi rimasti ancora da schiudere all’Elba. Speriamo che i tartagiochi di stasera portino fortuna anche per la schiusa del nido a Marciana Marina e poi per quello della Foce».

Un’altra schiusa di successo nell’Isola delle Tartarughe e dati utilissimi per il progetto europeo LIFE Tartlenest coordinato da Legambiente nazionale e al quale partecipa anche ARPAT come partner, mentre a livello regionale i dati raccolti all’Elba dai volontari confluiscono nel progetto NatNet di Regione Toscana al quale  partecipano attivamente le tre università di Pisa, Siena e Firenze insieme a Istituto Zooprofilattico e ARPAT.

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