Solidarietà

La Toscana al fianco della popolazione ucraina con ANPAS

Partita la "carovana" con aiuti a ssistenza sanitaria. Alla guida un team leader elbano

La Toscana al fianco della popolazione ucraina con una missione umanitaria che unisce solidarietà, assistenza sanitaria e cooperazione internazionale.

È arrivata a destinazione la “carovana della solidarietà” promossa da Regione Toscana e Protezione Civile Regionale – con la partecipazione delle Associazioni di Volontariato – che lo scorso mercoledì 14 luglio è partita in direzione delle città ucraine di Leopoli e Chernivtsi. 12 mezzi e ben 40 operatori hanno portato in queste zone di conflitto presidi sanitari, ausili medicali e oltre 8 tonnellate di generi alimentari e beni di prima necessità destinati alle persone colpite dalle conseguenze di una guerra che non riesce a trovare una fine.

Come sottolineato dal coordinatore della Zona Elba, Jonathan Gani, la nostra isola è presente con un ruolo particolarmente significativo: è infatti elbano il volontario scelto come team leader della missione, che supporterà le attività logistiche e umanitarie del convoglio.

“Come tutti ben sanno, il nostro movimento va ben oltre l’impiego locale, regionale e nazionale. Come Protezione Civile, mettiamo sempre a disposizione personale estremamente preparato tecnicamente. Ci tengo a ringraziare ogni nostro singolo volontario, ogni suo familiare, ogni datore di lavoro, perché è grazie a tutto l’insieme delle persone che possiamo svolgere al meglio la nostra quotidiana missione di Volontariato”.

Alla missione partecipa anche l’assessore alla Sanità e alle Politiche Sociali, Monia Monni.

Una risposta a “La Toscana al fianco della popolazione ucraina con ANPAS

  1. Amedeo anselmi Rispondi

    Bellissima cosa, aiutare chi è in difficoltà và sempre bene!!!! Però una domanda la vorrei fare: in base a cosa scegliete di aiutare la popolazione ucraina e non anche la popolazione russa? Il discorso vale anche per le altre guerre….libanesi, palestinesi in particolar modo, dove migliaia di bambini sono morti e stanno ancora morendo per mancanza di cibi, acqua e medicinali.. le persone comuni non indossano una divisa!!
    Amedeo Anselmi

    20 Luglio 2026 alle 14:39

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