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La settimana del cuore: il campo scuola saluta i ragazzi

Protezione civile, volontariato e istituzioni insieme per insegnare il valore del gruppo

L’ultima sera di un campo scuola è sempre un momento difficile da dimenticare. Dopo una settimana intensa, fatta di attività, incontri, esercitazioni, sorrisi e nuove esperienze, arriva il momento dei saluti. Ma soprattutto arriva quello in cui ci si rende conto che qualcosa è rimasto: nei ragazzi, nei volontari e in tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questa esperienza. Si è concluso così il campo scuola della Pubblica Assistenza Santissimo Sacramento, un progetto nato con l’obiettivo di avvicinare i più giovani al mondo della protezione civile e del volontariato. Una settimana nella quale i ragazzi hanno imparato che stare insieme significa prima di tutto aiutarsi, che le differenze non devono essere un limite e che, quasi sempre, è il gruppo a permettere di raggiungere risultati che da soli sembrerebbero impossibili. Hanno conosciuto il significato della parola volontariato e hanno potuto vedere da vicino il lavoro di chi, ogni giorno, si prepara per essere pronto quando arriva un’emergenza. «Speriamo di aver lasciato dentro ai ragazzi qualcosa di unico, qualcosa che possano portarsi sempre nel loro bagaglio culturale», racconta il responsabile del campo William Gani. E magari, un giorno, qualcuno di quei ragazzi potrebbe tornare. Non più come partecipante, ma con una divisa da volontario. Perché la protezione civile non è soltanto emergenza. È soprattutto previsione, prevenzione, preparazione, gestione dell’emergenza e superamento dell’emergenza. È formazione continua, esercitazione, collaborazione e capacità di lavorare insieme. Il campo ha permesso ai ragazzi di incontrare e conoscere numerose realtà del territorio: i Vigili del Fuoco del Distaccamento di Portoferraio, le Colline Metallifere, la Guardia Costiera, la Polizia di Stato, i Carabinieri di Portoferraio e la Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza. Prezioso anche il contributo della Novac di Capoliveri, con i suoi volontari e il presidente Antonio Braschi, e di Moreno Cignoni, referente AIB di Rio, che ha consentito ai ragazzi di visitare l’elicottero messo a disposizione dalla Regione per le attività di antincendio boschivo. Una particolare esperienza è stata la dimostrazione cinofila curata da Emma Feole, mentre Renzo Mazzei ha affrontato il tema della sensibilizzazione sulle categorie fragili nell’ambito della protezione civile. Un grande lavoro di squadra che ha coinvolto anche il Conad Superstore, l’Amministrazione comunale e l’Audace, fondamentali per consentire il regolare svolgimento del campo. Dietro tutto questo, però, c’è stata soprattutto la passione di un gruppo di volontari. «Quando a gennaio proposi il campo alla mia associazione, – racconta Gani – mi guardarono un po’ come se fossi pazzo. Ma mi hanno subito supportato. Un po’ è vero: a 22 anni organizzare un campo scuola di questo spessore è una pazzia. Ma le sfide mi piacciono e credo che bisogna sempre cercare di superare il proprio limite personale». Una sfida vinta grazie a tante persone. A partire da Francesca Fabrizi, «un’amica, una seconda mamma e una spalla sempre presente», fino alle consigliere Cinzia Prianti, responsabile dei volontari, ed Elisa Appoloni, responsabile delle turnazioni. Un ringraziamento particolare anche al coordinatore di zona Jonathan Gani, fratello del responsabile, che con la propria esperienza nel settore della protezione civile ha rappresentato un punto di riferimento durante l’organizzazione. E poi tutti i volontari della Pubblica Assistenza Santissimo Sacramento, che per una settimana hanno lavorato affinché ogni cosa funzionasse nel migliore dei modi. Un ringraziamento speciale è andato anche ai volontari arrivati da fuori Elba per dare il proprio contributo: quelli della PA “L’Avvenire Prato”, della PA Stazzema e della PA Croce Verde Lido di Camaiore. «Io sono perché noi siamo». È uno dei principi che hanno accompagnato questa esperienza. Un concetto che racchiude perfettamente lo spirito del volontariato e della protezione civile: dove non arrivo io, puoi arrivare tu. Infine, un pensiero carico di emozione è stato rivolto a Paolo Magagnini, ricordato come «il nonno delle Pubbliche Assistenze Elbane». «Molti di noi sono cresciuti con lui e una parte degli insegnamenti che ho portato ai ragazzi deriva anche da Paolo. Diceva sempre: “Se una cosa si vuole fare, si fa”. Ciao nonno Paolo». Poi l’ultimo, forse più importante, ringraziamento: ai genitori che hanno affidato i propri figli all’associazione. Perché organizzare un campo scuola significa assumersi una responsabilità, ma anche ricevere fiducia. E quella fiducia, alla fine di questa settimana, sembra essere stata ripagata. «Ringrazio di cuore tutti. È stato un successo. Le cose da soli non si fanno. Come diciamo noi: tutti sono utili, nessuno è indispensabile». Il campo finisce, ma il suo messaggio resta. E forse il risultato più bello sarà proprio vedere, tra qualche anno, quei ragazzi tornare, questa volta dall’altra parte, pronti a indossare una divisa e a mettere il proprio tempo al servizio degli altri.

Viva il Sacramento, viva i volontari, viva l’Anpas.

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