Portoferraio

Organizzazione uffici, nessuna certezza riguardo benefici

di Partito Rifondazione Comunista

Il Consiglio Comunale di Portoferraio nell’ultima seduta è stato chiamato ad esprimersi sulla nuova organizzazione degli uffici, con abolizione della dirigenza, proposta dalla Giunta di centro-destra.
L’onore di spiegare i dettagli, incredibilmente mai illustrati in commissione o ai capigruppo, è spettato all’Assessore Burelli, fresca di nomina nella delega al personale.
Al di là delle slides e delle espressioni in inglese (organizzazione a “line e staff”), si era potuto notare una grande approssimazione nel valutare i carichi di lavoro e il sottodimensionamento di alcuni settori. Nessuna certezza, inoltre, riguardo benefici e costi della nuova organizzazione.
Davanti a tanta leggerezza, ai gruppi di minoranza non restava altro che il voto di astensione.
E questa scelta era anche fortemente sorretta dai tanti lavoratori del Comune che si erano rivolti al nostro partito per informarci degli errori che stavano per essere compiuti dalla maggioranza di Nocentini.
Premesso che nessuno rimpiange la perdita dei dirigenti, viste le non positive esperienze del passato recente e meno recente, l’Assessore Burelli ha voluto giocare in seduta l’asso: “anche i sindacati sono d’accordo”, frase ripetuta più volte.
Scopriamo oggi, letto il comunicato della Cgil Funzione Pubblica, che al Consiglio comunale (e quindi alla città) è stata fornita dalla Giunta un’informazione non veritiera: i Sindacati (soprattutto quello più rappresentativo all’interno delle RSU del Comune di Portoferraio, ovvero la Cgil) non hanno espresso alcun parere favorevole alla nuova organizzazione proposta dalla Giunta.
Approssimazione, sottostima dei carichi di lavoro, poca consapevolezza del funzionamento reale del nostro comune. Il tutto condito da una bella “bugia”?
Suggeriamo alla Giunta di riflettere, prendere tempo, osservare con maggiore attenzione le risorse presenti e valutare le indispensabili nuove assunzioni. E soprattutto non rappresentare consensi che non ci sono. Nel rispetto dei lavoratori del comune e di tutta la cittadinanza.

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