Lite familiare porta alla scoperta di 2 chili di hashish

Intervento dei carabinieri a Porto Azzurro: un arresto, due denunce e droga sequestrata

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Quello che inizialmente sembrava un normale intervento per una lite familiare si è trasformato in una significativa operazione antidroga. I carabinieri della Stazione di Porto Azzurro, con il supporto dei militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Portoferraio, hanno sequestrato circa due chilogrammi di hashish e arrestato un uomo con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’episodio risale al primo pomeriggio di giovedì 10 luglio, quando una donna si è recata nell’abitazione dove aveva vissuto con il marito per recuperare alcuni effetti personali in seguito alla separazione. All’interno dell’appartamento ha trovato un’altra donna e ha richiesto l’intervento dei carabinieri. Poco dopo è giunta una seconda chiamata al numero di emergenza 112: il marito, rientrato nell’abitazione, ha riferito di essere stato aggredito e minacciato con un coltello da cucina. Una volta arrivati sul posto, i militari hanno trovato l’appartamento in disordine, accertando che durante il litigio erano stati provocati danni all’interno dell’abitazione e lievi lesioni a uno dei presenti. Gli accertamenti sono quindi proseguiti con una perquisizione dell’immobile. Nel corso delle verifiche i carabinieri hanno rinvenuto diversi panetti di hashish, in parte custoditi nell’abitazione e in parte nascosti in una pertinenza esterna. Complessivamente sono stati sequestrati circa due chilogrammi di sostanza stupefacente, suddivisi in numerosi panetti da 100 grammi, oltre a un bilancino di precisione ritenuto utile per l’attività di confezionamento. L’uomo è stato arrestato e posto agli arresti domiciliari su disposizione del sostituto procuratore di turno. La donna presente nell’abitazione è stata denunciata in stato di libertà per concorso nel reato di detenzione ai fini di spaccio, mentre l’altra donna è stata deferita all’autorità giudiziaria per minacce aggravate e lesioni personali. Successivamente il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Livorno ha convalidato l’arresto, confermando la misura cautelare degli arresti domiciliari, ritenendo sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato. Come previsto dalla normativa vigente, si ricorda che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che l’eventuale responsabilità dell’indagato potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva e irrevocabile di condanna.

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