Ripartendo dagli ultimi interventi comparsi sulla stampa sul problema ungulati all’Elba, assistiamo ancora una volta ad un inverecondo balletto che, da una parte, nonostante gli impegni (elettorali) presi a suo tempo, ancora tarda a trovare soluzione, in quanto il promesso Commissario straordinario ad hoc ancora non è stato nominato.
Dall’altra parte si cerca di sfruttare la situazione, ancora una volta, per strategie elettorali acchiappavoti.
In mezzo c’è poi anche chi, sempre cercando di tirare il carro dalla propria parte, ripropone soluzioni che sono ormai – come ampiamente dimostrato – contraddittorie e irrealizzabili, come la filiera della carne di cinghiale.
Tra tutti questi contendenti resta un territorio con i suoi problemi di sicurezza, di economia e di biodiversità da difendere. Continuiamo a ribadire che l’unica soluzione REALE al problema sia la completa eliminazione su tutto il territorio di queste specie alloctone, invasive e devastanti a tutti i livelli per la nostra Isola.
Al presidente della Regione, l’unico che può veramente intervenire, chiediamo di muoversi con urgenza per rispettare quelle pubbliche promesse ormai “datate”, procedendo senza indugi alla nomina del suddetto Commissario, avviando l’iter istituzionale già previsto e studiato, da effettuarsi con intervento serio e con metodo scientifico. Altro non c’è da fare!



agnese
Il presidente Giani, non ha solo detto della nomina del Commissario, ha dichiarato l’Elba area non vocata al cinghiale ( non idonea) e ha promesso anche l’eradicazione del cinghiale per altro dell’Est Europa introdotto a meri fini venatori. La fauna è patrimonio dello Stato e i primi ad dover intervenire dovevono essere le Regioni e a seguito gli altri enti ossia Provincia e Comuni. Competono anche i risarcimenti dei danni prodotti dalla fauna selvatica e non solo sulle produzioni agricole, ma anche di tutti i danni materiali, quali argini, fossi distrutti, voragini ovunque, sentieri sgrufolati, non cè una sola area dell’Elba non devastata. La Regione, come tutti gli altri enti, dovrebbero ricordarsi che ci sono stati e continueranno ad esserci – se non si elimina questa specie dal nostro territorio -oltre ai danni all’agricoltura e all’ambiente, diversi feriti e purtroppo anche un morto. Quindi l’eradicazione è la sola strada da percorrere, se si vuole continuare un economia turistica con un Parco Nazionale che non è solo marino, ma anche terreste e queste numerose bestie stanno distruggendo tutto, oltre i sentieri che molti turisti amano percorrere in vari periodi dell”anno e sono distrutti dal continuo sgrufolare.
13 Giugno 2026 alle 23:47
Antonio
Vecchio problema che pare nessuno voglia risolvere. Non sono bastate devastazioni di colture e giardini, muretti a secco e quant’altro, non sono bastati numerosi incidenti con feriti anche gravi e addirittura uno mortale, la politica è sempre uguale che siadi destra o di sinistra, promette e mai mantiene. Non è lo schieramento politico il problema ma i politici in generale che unavolta al potere diventano tutti uguali, triste molto triste ma purtroppo vero molto vero,
Speriamo di non dover piangere altri amici o altre persone.
In Regione avete unacoscienza ?
Antonio
13 Giugno 2026 alle 13:53
Renzo
Giani ha altri pensieri… deve tagliare i nastri di inaugurazione o di commemorazione.. , può avere altro tempo per pensare ai cinghiali Isolani!!!!! Ce lo abbiamo voluto e … puppiamolo.
13 Giugno 2026 alle 13:43