Il video e l'intervista

Manetti all’Elba: cultura, Europa e formazione per i giovani

Dai musei ai fondi europei, l’assessore indica l’Elba laboratorio culturale per le isole

È proseguito all’Isola d’Elba il tour dell’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti, dedicato alla valorizzazione della cultura diffusa e dei luoghi che custodiscono il patrimonio storico, artistico e identitario della Toscana. La giornata a Portoferraio ha portato l’assessora in alcuni dei principali luoghi della memoria napoleonica e della storia dell’isola, dal museo della Villa dei Mulini al Forte Falcone, fino alla Villa di San Martino, dove si è svolto il punto stampa con i giornalisti. Un’occasione per parlare non soltanto di tutela e valorizzazione del patrimonio, ma anche delle opportunità che l’Elba può costruire guardando alla formazione, ai giovani e all’Europa. «L’Elba ha un grandissimo patrimonio culturale – ha sottolineato Manetti – che parte dalla preistoria e attraversa la storia, dagli Etruschi ai Romani, fino alle diverse dominazioni che hanno caratterizzato il Mediterraneo». L’assessora ha evidenziato la particolare posizione dell’isola, da sempre crocevia di popoli e culture, ricordando le presenze spagnole, francesi e napoleoniche e, più in generale, il ruolo strategico dell’Elba nel Mediterraneo. Un patrimonio che, secondo Manetti, può rappresentare una risorsa ancora più importante per il futuro dell’isola, affiancando alla tradizionale vocazione turistica legata al mare una proposta culturale strutturata e riconoscibile. Tra le prospettive indicate dall’assessora c’è anche quella di creare nuove opportunità formative direttamente sull’isola, attraverso convenzioni con università e istituzioni. «La Regione potrebbe pensare a qualcosa che coniughi la valorizzazione del patrimonio culturale e la formazione dei giovani – ha spiegato – attraverso convenzioni con le università, per realizzare master o corsi di formazione post-laurea». L’obiettivo sarebbe duplice: da una parte valorizzare ulteriormente il patrimonio culturale elbano, dall’altra offrire percorsi di alta formazione senza costringere necessariamente i giovani a lasciare l’isola. Una formazione che potrebbe essere strettamente collegata alle caratteristiche del territorio, dal turismo al mare, fino alla cultura e alla gestione del patrimonio. «L’Elba è conosciuta per il mare, per la sua bellezza e per il turismo, ma ha veramente un patrimonio culturale importante. È qualcosa di abbastanza unico», ha aggiunto Manetti. Altro tema centrale dell’incontro è stato quello dei finanziamenti europei e della possibilità per l’Elba di assumere un ruolo più ampio nel sistema delle isole mediterranee. Secondo l’assessora, più che immaginare una semplice presenza istituzionale europea sull’isola, sarebbe necessario costruire un grande progetto capace di coinvolgere l’intero Arcipelago. «L’Europa è molto attenta ai territori più distaccati e soprattutto alle isole – ha spiegato Manetti – e nell’Interreg esiste un filone di finanziamento dedicato». L’idea è quella di mettere attorno allo stesso tavolo Comuni, categorie economiche, associazioni e realtà del territorio, creando una squadra capace di intercettare le opportunità della nuova programmazione europea. «Ci vuole comunque una squadra di lavoro dietro», ha sottolineato l’assessora, ricordando anche la presenza degli uffici regionali a Firenze e a Bruxelles. Una prospettiva particolarmente significativa in vista della nuova programmazione finanziaria europea, che potrebbe modificare meccanismi e modalità di accesso ai finanziamenti, con una crescente attenzione verso i progetti presentati direttamente alla Commissione europea. Nel corso dell’incontro è emerso anche il forte legame storico tra l’Elba e la Toscana, con particolare riferimento alla figura di Cosimo I de’ Medici. «La presenza di Cosimo I di Medici ha veramente modificato quest’isola – ha detto Manetti – lasciando un’impronta medicea ancora incredibilmente attuale». Secondo l’assessora, proprio questa eredità potrebbe diventare il punto di partenza per costruire nuovi ponti culturali tra l’Elba e la terraferma, coinvolgendo Firenze e la Toscana. «Cosimo I è colui che ha pensato la Toscana moderna come la viviamo adesso – ha ricordato – e penso che possa essere un bel ambasciatore culturale per creare questa unione fra l’Isola d’Elba, Firenze e la Toscana». Infine, un riferimento inevitabile a Napoleone, altro grande ambasciatore internazionale dell’isola. «Tutti vengono all’Elba pensando a Napoleone – ha osservato Manetti – ed è questa la caratteristica in più dell’Isola d’Elba: oltre al mare ha delle ricchezze che difficilmente in isole così troviamo». Per l’assessora, proprio Cosimo I de’ Medici e Napoleone rappresentano due figure capaci di raccontare l’Elba al mondo, attraverso due epoche e due patrimoni culturali profondamente diversi ma entrambi ancora presenti nell’identità dell’isola. Nel pomeriggio la visita dell’assessora regionale è proseguita con l’incontro con i sindaci e gli assessori alla Cultura dei Comuni dell’Elba nella Sala della Gattaia di Portoferraio, per un confronto sulle prospettive culturali dell’intero territorio.

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