Necropoli del Profico, la ricerca archeologica del Mellini

di Marcello CAMICI

NECROPOLI DEL PROFICO A CAPOLIVERI .

GIACOMO MELLINI FA RICERCA ARCHEOLOGICA   FINANZIATO DAL GOVERNO GRANDUCALE

L’interesse  e il coinvolgimento  del governo granducale agli scavi iniziati nella necropoli del Profico  è tale che interviene a finanziare  economicamente le spese sostenute dal Mellini.Il carteggio presente nell’archivio storico di Portoferraio lo evidenzia in modo chiaro.

SECONDA PARTE

 

Agli inizi dell’anno 1816 il tenente colonnello Giacomo Mellini ha iniziato un tentativo di scavo archeologico nelle vicinanze di Capoliveri stimolato,”animato”dal conte Strasoldo,governatore militare e civile dell’Elba.

Strasoldo avvisa il governo granducale di quanto sta accadendo.

Il governo,ai massimi livelli,nella persona del principe Corsini,   ministro dell’interno alla segreteria di stato in Firenze,risponde dicendo di continuare il tentativo di scavo e di far conoscere “almeno per approssimazione la spesa che sia occorsa e possa occorrere per tale oggetto”.

Confortato dall’interesse del governo,Strasoldo ,rende noto con lettera del 15 maggio 1816  indirizzata allo stesso  Mellini del volere del governo che si continui lo scavo e che si faccia sapere i costi dello scavo.

Il Mellini non tarda a farlo: è quanto si apprende da lettera che Strasoldo scrive a Mellini.

In questa lettera appare con evidenza il grande interesse del governatore Strasoldo  per gli scavi in quanto ,in persona,autorizza ”a procedere immediatamente”  per conto dell’imperiale  e regio governo il tentativo di scavo augurando “il più sublime successo”.

 

“Al Tenente colonnello Mellini

 

Poiché VS Ill.ma mi previene colla preg.ma sua dello scorso giorno  che la spesa occorrente per proseguire gl’incominciati scavi nelle vicinanze di Capoliveri sarà oggetto (  ),io l’autorizzo a procedere immediatamente alla continuazione degli scavi medesimi per conto dell’I. e R. Governo e tenere conto della spesa che potrà abbisognarvi.

Ella favorirà di darmi conto più spesso che le è possibile dell’esito delle sue ricerche e di ciò che può (   ) dalle medesime; ed augurandole il più sublime successo nella di lei intrapresa,vengo colla maggiore stima

15 maggio 1816

Strasoldo ”

 (Affari  generali del Governo dell’isola d’Elba anno 1816.Filza 3.Carta 187.Archivio storico comune Portoferraio .Cfr  in pg 348-360  di “Storia di Portoferraio e dell’Elba dal 1815 al 1818 attraverso documenti d’archivio” M. Camici. Marchetti editore 2017. Pisa)

Dopo aver scritto al Mellini,Strasoldo si rivolge il 18 maggio 1816  al principe Corsini,ministro granducale.

E’ una lettera  da cui si evince che il Mellini ha iniziato gli scavi pagando di tasca propria“quattro paoli al giorno all’uomo che lavora nello scavo e chiede un altro occorrente in aiuto”

Il governatore Strasoldo scrivendo al Corsini dice “io glielo concedo nella lusinga che V.E. non sarà per disapprovarlo”-

In queste ultima parole è evidente l’interesse e il coinvolgimento del governatore dell’Elba negli scavi al Profico che concede denaro del pubblico erario di sua iniziativa senza ancora aver avuto permesso di farlo.

 

“Eccellenza

 Ho avuto l’onore di prevenire V.E. che in virtù della (  ) approvazione comunicatami dall’E.V. con sua lettera de 4 stante ha autorizzato il T. Colonnello Mellini a continuare le ricerche nelle vicinanze di Capoliveri ed egli vi si è portato ieri l’altro con un Uomo,questa mattina ricevo il rapporto dal predetto Mellini con il quale mi dà conto d’aver trovato altri 10 pezzi dei quali mi faccio un dovere d’inviarle la nota.

Egli mi dice d’avere pagato quattro Paoli al giorno all’Uomo che lavora nello scavo e chiede un altro occorrente in aiuto ed io glielo concedo nella lusinga che V.E. non sarà per disapprovarlo.

Supplico l’E.V. a indicarmi da qual cassa dovranno essere (  ) questi due occorrenti e di passare gl’ordini in conseguenza

18 maggio 1816

 Strasoldo”

 

(Idem come sopra)

  

Il 4 giugno  1816 ,Strasoldo scrive ancora a Corsini rendendo conto dei risultati dello scavo,dell’entità della spesa sostenuta di tasca propria dal Mellini e  dice che lui stesso ,Strasoldo, si è rivolto al direttore delle Regie Rendite in Portoferraio per la copertura del saldo delle spese sostenute .

 

“                Eccellenza

 Il T. Colonnello Mellini mi ha diretta la lettera che trasmetto a V.E. nel suo originale,dalla quale si compiaceva riscontrare che l’istesso Sig. Mellini l’escavazione nel (  ) determinato luogo à ritrovato degl’altri Pezzi d’antichità ch’egli mi ha mandato qui in custodia,d’alcuni dei quali ha poi anco ricavato il disegno e quale io mi faccio in dovere d’inviare all’E.V. perché voglia umiliarlo a S.A.I. e R.

Siccome il ridetto Sig. T. Colonnello Mellini è in  disborso di lire 135 ed a cui mi chiesto il rimborso,mi sono diretto a questo amministratore generale delle Regie Rendite Sig. Giuseppe Cantini perché Egli oltre al saldo di questo conto li somministri una piccola(  ).

Prego V.E. di far disporre ordini opportuni al Sig. Giuseppe Cantini perché li sia abbonato fatto di lire 200 per l’escavazione dei monumenti d’antichità nelle vicinanze di Capoliveri.

Da quando mi faccio un dovere di rendere noto all’E.V. di quest’escavazione (  ) che la spesa è tenuissima come ho avuto l’onore di prevenirlo con mia de 19 del mese di maggio scorso.

La detta escavazione non interessa che un piccolo spazio ,che è quasi ammezzato consistente in un pezzetto di terreno…non resteranno da farsi altre escavazioni,giacchè può ragionevolmente presumersi che in questo piccolo spazio di luogo soltanto esistevano dei preventivi indizi da meritare la ricerca che si è incominciata con successo e che sembra non doversi tralasciare fino al termine,giacchè la spesa di questo scavo è così tenue che non forma oggetto a fronte di ciò che è stato ritrovato e che verosimilmente si troverò in appresso.

Starò in attenzione agl’ulteriori ordini di V.E. sul tal particolare mi darà.

Frattanto ho l’onore di protestarmi con distinto ossequio

 Di V.E.

4 giugno 1816

Strasoldo “

 (Idem come sopra)

 Si evidenzia nelle parole di Strasoldo tutto il suo interesse a far proseguire lo scavo fino al termine e la sua premura che ciò avvenga assicurando il governo che la spesa da sostenere è davvero bassa “giacchè la spesa di questo scavo è così tenue che non forma oggetto a fronte di ciò che è stato ritrovato”

 Dopo pochi giorni dalla lettera di cui sopra  arrivano a Strasoldo  due lettere che entrambe portano la data di 11 giugno 1816,una dalla Segreteria di Stato e l’altra  dalla Segreteria di Finanze da Firenze

Con queste lettere il governo granducale, dà risposta positiva alle richieste avanzate dal Mellini tramite il governatore Strasoldo

 

“A Strasoldo

Governo militare e civile dell’Elba

                                                             Ill.mo Sig. Sig. Pron. Colend.mo

 E’ stato reso conto a S.A.I. e R. del resultato dell’escavazione di oggetti d’antichità che va facendosi nel territorio di Capoliveri,del quale VS Ill.ma ha dato riscontro con lettera del 4 giugno stante.

Dal Dipartimento delle Reali Finanze era già stato ingiunto a codesta amministrazione delle R.R. Rendite di soddisfare le spese di tal lavoro e verrà rinnovato un tal ordine quando ciò sia necessario per quelle ulteriori che occorressero per ultimare il detto scavo e che sembra che non possino ammontare ad una somma rilevante.

Ho l’onore di confermarmi con distinto ossequio

Di VS Ill.ma

Dall’I.e R. Segreteria di Stato

Lì 11 giugno 1816

 Dev.mo Obbl.mo Serv.re

Iannuzzi

 Visto N. Corsini “

 (Idem come sopra)

 

Lettera della Segreteria di Finanze a Strasoldo di 11 giugno 1816

“A Strasoldo

Governo militare e civile dell’Elba  

                                                                     Ill.mo Sig.Sig.Pron Col.mo

 E’ stato reso conto a S.A.I. e R. il resultato dell’escavazione di oggetti di antichità che va facendosi nel territorio di Capoliveri, del quale VS Ill.ma ha dato ha dato riscontro con sua lettera dè 4 giugno stante.

Dal Dipartimento delle R.R. Finanze era già stato ingiunto al Direttore dei Conti della R. Depositeria di soddisfare le spese di tal lavoro,come pure gli è stato ordinato di abbuonare a codesto Direttore delle RR Rendite la somma di lire dugento da essa pagata al Tenente Colonnello Mellini e verrà rinnovato un tal ordine per quelle ulteriori spese  che occorressero per ultimare il detto lavoro nella persuasione che possa tale operazione finire in breve tempo e la spesa doveva essere in conseguenza di poco rilievo.

E col più distinto ossequio passo a confermarmi

Di VS Ill.ma

Dall’I. e R. Segreteria di Finanze

Lì 11 giugno 1816

 Dev.mo Obb.mo Serv.re

 Luigi Poirot

 Visto L. Frullani”

(Idem come sopra)

Frullani è direttore della Segreteria di Finanze in Firenze.

MARCELLO  CAMICI

 

 

 

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