“Tremenda voglia di vivere”: il documentario su Exodus

E' stato girato all'Elba per raccontare l'attività della Fondazione di Don Mazzi

Tutto esaurito al Cinema La Compagnia di Firenze, dove qualche giorno fa c’è stata la la première
di “Tremenda voglia di vivere “, il documentario girato all’Elba dentro la realtà educativa “La
Mammoletta” della Fondazione Exodus di don Antonio Mazzi.
Alla serata hanno partecipato i ragazzi della comunità, insieme ai responsabili Marta del
Bono e Stanislao Pecchioli. Presenti anche gli autori del documentario Massimo Alì (Teatro a
Manovella), Francesco Matera e Lorenzo Scoles che, al termine, hanno raccontato
l’esperienza dell’osservare e filmare la vita che si svolge alla Mammoletta. “Nel documentario
– sottolineano – è stato ridotto ad un cenno essenziale il riferimento agli aspetti più tragici
delle vicende personali. Però quella che rimane in Tremenda voglia di vivere non dev’essere
considerata una realtà edulcorata, una storia falsata e parziale composta dall’accostamento di
elementi selezionati; è invece un distillato dei lampi di consapevolezza che, magari anche
soltanto per un istante, hanno illuminato la strada e la vita dei ragazzi”.
Al termine della proiezione è intervenuta anche Mimma Dardano, consigliera speciale del
sindaco di Firenze per la lotta alle dipendenze, la quale ha sottolineato l’importanza dei
percorsi educativi di Exodus e la forza della comunicazione dell’esperienza.
Ma cosa ne pensano i ragazzi? Chiediamo di esprimere coralmente le loro impressioni sulla
serata fiorentina. “La serata è stata molto bella; non ci aspettavamo tutte queste persone. Si
respirava un’aria familiare come se l’obiettivo di quell’incontro non fosse solo il film ma il
ritrovarsi insieme. È stato molto importante per noi condividere un documento così intimo e
siamo grati della risposta del pubblico che è stata piacevole. Ci ha colpiti molto anche la
partecipazione e la presenza dopo la fine della proiezione, ci hanno dimostrato quanto fossero
davvero interessati a quello che avevamo da dire e ringraziamo per gli interventi e i
commenti che molti di loro ci hanno regalato”.
Il documentario è piaciuto: “Uno dei punti di forza è sicuramente la chiarezza e la
trasparenza delle immagini, il riuscire a trasmettere le emozioni del quotidiano, è questa la
bellezza che attira la gente all’interno del film. Non vi è solo il lato ‘brutale’ di un percorso in
comunità, non si da risalto alla tossicodipendenza ma al percorso del singolo e del gruppo, le
sue fatiche e le sue conquiste. È genuino e realistico, noi siamo stati sinceri, non ci è
sembrato di avere le telecamere intorno, è stato tutto spontaneo”.
Tante le emozioni vissute durante la proiezione. “Le scene di vita quotidiana, da Stany e Sofia
nell’orto a Simone che canticchia mentre cura le piante, rendono a pieno l’essenza della vita alla
Mammoletta. Rivederci nel grande schermo non ci ha stonato perché è stato come guardare i nostri
ricordi e siamo sicuri che anche il pubblico si sia sentito parte del nostro gruppo, lo testimoniano le
risate e i momenti di tensione che hanno attraversato la sala durante la proiezione”.
A questo punto, non resta che attendere le proiezioni all’Elba, mentre l’evento è già programmato a
Milano alla presenza di don Antonio Mazzi.

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