Isola d’Elba, non è tempo di pensare a invertire la rotta?

Lettera firmata

Da cittadina elbana, da tempo mi pongo una domanda che credo oggi meriti una riflessione seria, senza ideologie e senza pregiudizi: l’attuale frammentazione amministrativa dell’Isola d’Elba, divisa in sette comuni, sta davvero aiutando il nostro territorio a crescere e a risolvere i suoi problemi?
Anni fa il referendum sul Comune Unico non passò. Probabilmente influirono paure, dubbi, modalità con cui la proposta venne presentata e il timore di perdere identità locali che rappresentano la storia e le tradizioni dei nostri territori. Ma oggi, a distanza di anni, molti dei problemi dell’Elba sono ancora gli stessi. In alcuni casi si sono addirittura aggravati.
Pensiamo alla continuità territoriale, agli orari dei traghetti estivi e invernali spesso scollegati dalle coincidenze ferroviarie, ai disagi per residenti, lavoratori, studenti e turisti. Pensiamo all’aeroporto elbano, il cui sviluppo è stato fermato da un referendum che interessò soltanto i cittadini di un singolo comune, Campo nell’Elba, nonostante si tratti di un’infrastruttura strategica per tutta l’isola.
Pensiamo ancora ai problemi della sanità e dell’ospedale, alle difficoltà della viabilità elbana, alla gestione della fauna selvatica come i cinghiali — introdotti anni fa e oggi diventati un problema per la biodiversità e soprattutto per la sicurezza — fino ad arrivare alla denatalità, che rischia di portare alla chiusura delle scuole nei paesi più periferici.
E poi c’è il lavoro, forse il tema più importante di tutti. La quasi totale scomparsa della bassa stagione sta mettendo in difficoltà aziende, famiglie e lavoratori. Sempre più attività vivono pochi mesi all’anno, mentre il resto del tempo il territorio si svuota e perde attrattiva.
Di fronte a problematiche che da anni vengono discusse senza trovare vere soluzioni strutturali, credo sia legittimo domandarsi se l’attuale organizzazione amministrativa sia ancora quella più adatta per affrontare le sfide future dell’Elba.
Forse è arrivato il momento di riaprire una riflessione seria e moderna su una gestione più omogenea del territorio: un Comune Unico, oppure una riorganizzazione in pochi comuni massimo tre, più forti e coordinati, mantenendo comunque i servizi locali e l’identità dei singoli paesi attraverso municipi territoriali.
Non si tratta di cancellare le identità locali, che sono una ricchezza preziosa dell’Elba ma anzi di valorizzarle. Si tratta di capire se una progettazione unitaria del territorio possa finalmente permettere di affrontare in modo più efficace problemi che oggi coinvolgono tutta l’isola indistintamente.
La mia è una domanda sincera da cittadina elbana: quanti di coloro che anni fa votarono contro il Comune Unico, vedendo la situazione attuale, oggi sarebbero disposti almeno a ripensarci?
Abbiamo e viviamo in un isola dalle mille risorse che non stiamo valorizzando. Aprire un confronto non dovrebbe fare paura, perché il vero rischio, forse, è continuare a discutere degli stessi problemi ancora per altri vent’anni senza riuscire ad arrivare a soluzioni concrete.

6 risposte a “Isola d’Elba, non è tempo di pensare a invertire la rotta?

  1. agnese Rispondi

    Ancora con questa storia? Ma siete più duri del granito…!! Non riscono a gestire il territorio di un comune, lo volete anche unico??? Prima di pensare in grande stile battuta del film “Frankestein Junior”, bisogna cambiare la testa delle persone, visto che non sono neppure in grado di curare davanti casa loro, studiarsi la storia dell’Elba..etc etc perchè l’Elba al massimo può ritornare a 3 comuni, poi forse si può pensare ad accorpare…L’Elba ha un patrimonio culturale e di tradizioni enorme che verrebbe distrutto dal solito incurante voglioso poltronificio…che ancora non demorde. Non ha senso unire popoli diversi e i problemi sul tavolo, non si risolvono accorpando, pensando di risolvere cosa? Possono convivere pienamente 7 comuni per avere quello che serve sull’isola senza comuni unici… Avete voluto trasformare la Comunità Montana in Mondana e cambiarle nome? L’avete voluta sopprimere ? Vi siete accorti che quando c’era ossia l’interlocutore e rappresentanza di tutti i comuni, le cose funzionavano un tantinino meglio prima che diventasse Mondana? Di Napoleone ce n’era uno…è sufficiente quello che abbiamo purtroppo avuto, sempre da dati storici che sarebbe meglio leggersi e non a senso unico…

    19 Giugno 2026 alle 9:47

  2. Guido Romanelli Rispondi

    Siamo trentini e veniamo da molti anni sull’ isola. Abbiamo notato che , malgrado siano passati molti anni la situazione generale è peggiorata, in particolare la viabilità che è disastrosa e pericolosa, in moto non ci veniamo più in quanto abbiamo rischiato la vita più di una volta. Con i dovuti distinguo in Trentino tutto è valorizzato mentre l’ Elba ( che riteniamo stupenda) è avvilita dal degrado generale. Guido , Trento.

    18 Giugno 2026 alle 21:04

  3. Grimaldi walter Rispondi

    COME AL SOLITO PENSATE SOLO POLITICAMETE E NON RIUSCTE HA FARE NULLA. IO È DAL 1976 CHE VENGO A L’ELBA MA UNA SITUAZIONE DI DEGRATO COSI NON L’HO MAI VISTO , PRINCIPALE LE STADE LA SEGNALETICA INESISTENTE E NON DICO ALTRO SENNÒ VENGO DENUNCIATO.

    17 Giugno 2026 alle 10:48

  4. isolato Rispondi

    i primi due commenti ripropongono pari pari le vecchie divisioni, di pancia e senza finalità costruttive. se si scambia identità per individualità e gestione di retta di un piccolo potere locale l’isola sarà sempre quella che è. Una terra alla deriva nel senso che aspetta led ecisioni, i fatti e gi eventi che accadono altrove e si impongono anche qui. Lo è stato per il turismo, lo è per la decadenza del turismo riassunta in stagione sempre più corta così come per l’emigrazione dei giovani più qualificati professionalmente e l’immigrazione sull’isola di soggetti con più basse professionalità. Prima ancora di parlare di comune unico occorre riuscire a costruire una cultura condivisa dell’insularità, altrimenti il rischio è una deriva verso l’assistenzialismo, magari lenta, ma pur sempre deriva.

    16 Giugno 2026 alle 9:19

  5. Carlo Alberto Ridi Rispondi

    Comune unico? Il resto dell’Elba periferia di Portoferraio. L’ho dico non per campanilismo.

    15 Giugno 2026 alle 22:16

  6. Marcello Rispondi

    Il comune unico, bella cosa! Ma come si fa se i comuni più piccoli , più ricchi e comuni più grandi , non vogliono il comune unico.
    Primo perche’, ognuno pensa al proprio orticello e perdere qualcosa che hanno ora , potere più i voti, consensi, nessuno rischia. Secondo, purtroppo, non abbiamo politici che siano in grado di amministrare un comune più grande.
    Vedi Portoferraio, sindaci poco capaci e molto permalosi, che non vogliono critiche.
    Le consociate comunali non hanno funzionato, sempre per questioni di soldi e perdita di consensi.

    15 Giugno 2026 alle 20:53

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