L’improvvisa visita del 22 luglio del Presidente della Regione Toscana a Portoferraio è esemplare del modo di intendere la politica di Giani e della maggioranza che lo sostiene. Nessuno, se non qualche fedelissimo, era stato avvisato della sua venuta. La comunicazione è stata inviata alla stampa dagli uffici della Regione poco prima di cena quando le redazioni erano già chiuse. Nessuna comunicazione neppure ai consiglieri comunali di Portoferraio. Evidentemente si è cercato di evitare che qualcuno potesse organizzare qualche protesta o contestazione, come sta avvenendo in altre località della Toscana, o, molto semplicemente, che fosse posta al Presidente qualche domanda scomoda. La visita è stata giustificata con l’inaugurazione della Casa di Comunità. Evidentemente nella frenesia Giani si era dimenticato di aver già inaugurato la struttura addirittura prima che iniziassero i lavori. Lo ricordiamo infatti poco più di due anni fa protagonista della surreale inaugurazione del futuro inizio dei lavori fissato tre mesi dopo per la ristrutturazione della “palazzina USL” destinata a Casa di Comunità. Ovviamente la creazione di questa nuova struttura è un fatto tendenzialmente positivo, sempreché fornisca servizi aggiuntivi e migliorativi e non costituisca una semplice razionalizzazione o spostamento di servizi già esistenti. Sarebbe stato quindi molto importante coinvolgere le forze politiche, i sindacati, i comitati, le cittadine ed i cittadini, per fornire tutte le informazioni ed i chiarimenti necessari. La Casa di Comunità deve ispirarsi ai principi della medicina proattiva, puntare alla prevenzione, alla individualizzazione dei bisogni dell’utente e al coordinamento delle prestazioni offerte a livello sanitario ed assistenziale. Negli intendimenti del legislatore dovrebbe trattarsi di strutture sempre aperte e facilmente accessibili all’utenza. Ci sarebbe piaciuto poter partecipare per domandare – ad esempio- se la Casa di Comunità ha una propria Carta dei Servizi, come previsto per legge, ed avremmo chiesto che venisse pubblicata e resa nota alla cittadinanza. Sono domande che avrebbero probabilmente voluto fare anche i cittadini e le cittadine sempre più preoccupati per il progressivo peggioramento della sanità all’Elba, reso purtroppo evidente anche da recenti tristissimi episodi. Ma lo scopo della visita era evidentemente quello di arrivare all’improvviso e farsi due foto pubblicitarie con il consueto codazzo di persone fidate e la presenza dei sindaci elbani tutti intenti a recitare il consueto ruolo di yes man plaudenti. Da anni si disinteressano di sanità, di trasporti e di altre questioni comprensoriali…. Perché svegliarsi proprio adesso dal torpore? Raggiunto lo scopo Giani sarebbe potuto ripartire tranquillamente per Firenze ma non ha resistito alla tentazione di lanciare l’ennesimo annuncio a sorpresa: quello dell’arrivo dei cinghiali anche a Pianosa allo scopo di attivare un progetto per la creazione di un prestigioso maiale di “Cinta elbana”. Già ci immaginiamo la preziosa isola, uno dei luoghi di maggiore tutela e pregio ambientale del Parco dell’Arcipelago Toscano, subire il destino dell’Isola d’Elba dove imperversano i cinghiali con danni all’ambiente e pericolo per le persone. Una proposta così poco sensata da mettere in imbarazzo perfino la blindatissima maggioranza regionale con il locale circolo di AVS che è stato costretto a dissociarsi pubblicamente. Ancora una volta il Presidente della Regione dimostra scarsa conoscenza del nostro territorio e delle esigenze della popolazione che vi abita. Servono meno inaugurazioni e fotografie pubblicitarie e più fatti.
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo Isola d’Elba

