Elba, fanalino di coda della sostenibilità nell’Arcipelago

I dati della ricerca di Legambiente sugli obiettivi di sostenibilità europei e italiani

Sin dal 2018, Legambiente e l’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del Consiglio nazionale delle ricerche  (CNR-IIA), attraverso l’Osservatorio Isole Sostenibili, hanno riconosciuto la peculiarità delle piccole isole in termini di vulnerabilità ai cambiamenti climatici ma al tempo stesso di potenzialità verso una gestione delle risorse sostenibile. Tuttavia, poche indagini e studi si occupano delle piccole isole ed è quindi molto difficile trovare dati sulle isole cosiddette “minori”. La sostenibilità, la transizione energetica e la cura del patrimonio ambientale delle isole rappresentano solo un pezzo della questione “insulare”, ma sono fondamentali per accelerare il passo e per colmare i ritardi accumulati nei decenni, per dare a questi territori una possibilità di futuro che possa essere di qualità per il territorio e per i loro abitanti.

Ancora una volta dal sesto rapporto “La transizione ecologica delle Isole Minori” di Legambiente e CNR-IIA emerge che i  dati sono il primo punto debole delle isole, poiché in generale in Italia, gli istituti di statistica non pubblicano molti dati a livello comunale, se non per le Città metropolitane o i Comuni capoluogo, oppure soltanto per alcuni temi. Le fonti di questo rapporto sono quelle ufficiali, ma come di consueto sono stati richiesti più dati che le riguardano.

I punteggi di sostenibilità delle isole sono stati assegnati in base a 4 parametri: consumo di suolo, rifiuti, acqua, mobilità ed energia, ognuno dei quali può arrivare fino a un massimo de 20% del punteggio totale.

L’indice medio di performance è del 46%, con il valore massimo raggiunto dall’Isola di Capri (62%), seguita dall’isola di Sant’Antioco (60%), Isola del Giglio (57%), Isole Tremiti (55%), l’isola di San Pietro (54%) e Ustica (53%).

Ognuna delle isole analizzate dell’Arcipelago Toscano ha dei punti di forza, come la presenza di aree protette sia terrestri che con forme di tutela tutelate a mare a Capraia, Giglio (Giannutri), Elba (Scoglietto), Santuario internazionale dei Mammiferi marini Pelagos e Zone di protezione speciale.

Le altre isole dell’Arcipelago non sono autonome e fanno parte del Comune di Livorno (Gorgona), Campo nell’Elba (Pianosa), Portoferraio (Montecristo), Isola del Giglio (Giannutri)

Nel caso dell’Arcipelago Toscano – e in particolare dell’Elba – sono emerse molte debolezze strutturali, ritardi, mancato rispetto degli impegni, arretratezza rispetto agli obiettivi energetici e ambientali europei.  Mentre all’Elba e Capraia la raccolta differenziata raggiunge ottime percentuali, all’Isola del Giglio è ferma al 31%. il dato peggiore in assoluto.

A Capraia, Elba e Giglio il trattamento delle acque con sistemi primari e secondari raggiunge ottime percentuali, ma presto i comuni e i gestori del servizio idrico dovranno fare i conti con la nuova Direttiva europea sul trattamento delle acque reflue urbane che si allinea agli obiettivi Ue per azione climatica, economia circolare e inquinamento zero e che prevede che entro il 2035  tutti gli agglomerati con 1.000 o più abitanti equivalenti si dotino di un depuratore per il trattamento secondario delle acque reflue che non è presente in diverse località dell’Elba.

Giglio e Capraia sono dotate di due dissalatori (3 con Giannutri) che garantiscono l’approvvigionamento idrico. All’Isola d’Elba se ne sta costruendo uno dopo anni di polemiche e opposizioni.

Ecco i dati per le Isole Toscane integrati da alcune precisazioni a cura del circolo Legambiente Arcipelago Toscano :

 

Isola del Giglio (GR) – Indice di sostenibilità 57%

Popolazione 1.322 abitanti, 21,5 Km2, 19,2 ab/Km2

Consumo di suolo 3,7%; aree a rischio idrogeologico 19,2% del suolo consumato; aumento del consumo di suolo 2006-2022 +0,43%

Depurazione acque reflue 88%

Perdite di acqua potabile dalle reti comunali 18,26%

Rifiuti urbani 1.412 tonnellate; Rifiuti urbani procapite 1.068 kg/ab anno; Raccolta differenziata 30,8%

L’Isola del Giglio non è interconnessa alla rete elettrica nazionale. Impianti fotovoltaici: 34,74 kW (0,03 KW ab); Solare termico non disponibile

Tasso di motorizzazione 0,64 auto/ab; Totale auto 855

L’isola del Giglio non ha risposto al questionario inviato. I dati riportati sono stati estrapolati dalle fonti ufficiali delle varie tematiche come riportato nella nota metodologica.

Ancora molto indietro la gestione dei rifiuti, che raggiunge valori di raccolta differenziata molto bassi, pari al 30,8%, e lontani dagli obiettivi europei del 2012 ma soprattutto in funzione di quelli che saranno gli obiettivi ancor più sfidanti dei prossimi anni. Una situazione ben fotografata da una produzione pro-capite di rifiuti urbani di 1.068 chili per abitante l’anno, doppiando di fatto la media nazionale, e ancora in aumento rispetto allo scorso anno.

La dispersione idrica è ben al di sotto della media nazionale, con un dato del 18,26%, diminuito tra il 2015 e il 2018, ma si può ancora migliorare nelle performance anche introducendo regolamenti edilizi volti al risparmio idrico nelle abitazioni e nelle strutture, con l’obiettivo di ridurre l’impronta idrica sull’isola anche in virtù della necessità di sviluppare politiche di adattamento efficaci per contrastare gli effetti del cambiamento climatico.

Da rivedere la mobilità, a cominciare dalla riduzione del tasso di motorizzazione, in linea con la non esaltante media nazionale, nonostante il 45% del parco auto circolante sia rappresentato da classi emissive superiori o pari all’Euro5. Da incrementare notevolmente lo sviluppo delle rinnovabili che oggi vedono un tasso pro-capite di fotovoltaico ancora molto lontano dalla media nazionale (cono soli 0,03 kW di fotovoltaico per abitante), a maggior ragione per un’isola che non è interconnessa e che quindi deve puntare decisamente alle fonti rinnovabili come strumento per coprire il proprio fabbisogno.

L’Isola del Giglio, unitamente con Giannutri è stata selezionata per diventare una delle 30 isole europee 100% rinnovabili. Il punto di partenza dello studio del programma un piano per aumentare la penetrazione di fonti di produzione rinnovabile. Tuttavia, oltre allo studio delle FER è necessario migliorare anche la stabilità della rete per consentire la graduale penetrazione delle rinnovabili nel mix elettrico, ma anche per accoppiarle in modo efficiente con gli impianti di stoccaggio. Le isole mirano inoltre a spostare il trasporto marittimo verso l’energia verde (alimentando i traghetti e le navi ad idrogeno o con biocarburante), e riconosce che l’intera logistica portuale ha bisogno di un profondo cambiamento in questo senso.

Oltre due milioni di euro per la sostenibilità. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica riconosce fondi dedicati a favore di quei territori che rientrano nel Programma UNESCO “Man and the Biosphere” e che l’Ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano coordina in termini di tutela, valorizzazione e promozione. Le proposte progettuali, finanziabili al 100%, dovevano pervenire entro lo scorso settembre 2023 e fare riferimento alle seguenti cinque tipologie di intervento: a) adattamento ai cambiamenti climatici; b) efficientamento energetico del patrimonio immobiliare pubblico; c) realizzazione di servizi e infrastrutture di mobilità sostenibile; d) gestione forestale sostenibile; e) innovazione tecnologica per il supporto alla prevenzione e al governo degli incendi boschivi. (fonte: mase.gov.it)

Basso, generalmente, il consumo di suolo registrato sull’isola, con un campanello di allarme rappresentato dal fatto che quel 3,72% totale è avvenuto nel 19% dei casi in aree a rischio idrogeologico. Occorre dunque puntare su politiche di tutela, prevenzione e ripristino della naturalità dei luoghi anche attraverso lo strumento del regolamento edilizio in chiave di sostenibilità’ che invece non è ancora stato ben sviluppato sull’isola.

 

Capraia (LI) – Indice di sostenibilità 49%

Popolazione 370 abitanti, 19,3 Km2, 19,2 ab/Km2

Consumo di suolo 1,45%; aree a rischio idrogeologico 7,3% del suolo consumato; aumento del consumo di suolo 2006-2022 +1,92%

Depurazione acque reflue 94%

Perdite di acqua potabile dalle reti comunali 43,62%

Rifiuti urbani 400 tonnellate; Rifiuti urbani procapite 1.081 kg/ab anno; Raccolta differenziata 48%

Capraia non è interconnessa alla rete elettrica nazionale. Impianti fotovoltaici: 44 KW (0,12 KW ab); Solare termico 2 m2 (0,01 m2 ab)

Tasso di motorizzazione 0,73 auto/ab; Totale auto 270

L’isola di Capraia è stata, ancora una volta, una delle poche a rispondere in maniera esaustiva al questionario inviato.

Il dato sulla produzione dei rifiuti, 400 tonnellate, rimane invariato, con i valori della raccolta differenziata fermi a quota 48,2%, ancora ampiamente sotto i valori di riferimento europei (65% di RD); questo gap deve essere colmato attraverso delle politiche mirate di gestione dei rifiuti come la raccolta porta a porta e la presenza di isole ecologiche nel territorio (prevista e finanziata tramite il PNRR), oltre che da campagne informative sia per residenti che per i turisti.

Bene l’aggiudicazione di fondi dal PNRR che vanno a colmare parte del gap accumulato ed i cui i benefici saranno tangibili nei prossimi anni.

Anche la dispersione idrica è ancora troppo alta rispetto a valori “fisiologici” ragionevoli, nonostante un leggero miglioramento che ha portato il valore nel 2018 al 43,62%; sono interessanti, ma non sufficienti, le misure introdotte per monitorare le pressioni delle reti e ridurre i flussi.

In positivo si segnala l’installazione di due fontanelle di acqua per diminuire l’uso delle bottiglie di plastica da parte dei turisti.

Troppo alto anche il tasso di motorizzazione, ampiamente al di sopra della media nazionale, con un parco auto circolante che per circa il 60% è composto ancora da veicoli di classe pari o inferiore all’Euro4.

Il consumo di suolo registrato sull’isola è molto basso, inferiore all’1,5%, ma per il 7,3% è stato fatto in aree a rischio idrogeologico. Occorre quindi introdurre misure di delocalizzazione dalle aree a rischio ove possibile per restituire spazio all’ambiente naturale e sicurezza alle persone.

Troppo basso invece il tasso di fotovoltaico per abitante rispetto alla media nazionale, come quello del solare termico, fermi rispettivamente a 0,12 kW/ab e 0,01 mq/ab.

Capraia è comunque l’unica isola minore ad aver investito in modo consistente sulle fonti di energia non fossili: la produzione di energia da parte di Enel Produzione è infatti interamente a biodiesel, con combustibile di natura vegetale ottenuto da olii derivanti dalla coltivazione di colza, soia, e altre coltivazioni di origine nord-europea. Nonostante però il biodiesel usato sia certificato come sostenibile, non si tratta di carburante ottenuto da una filiera corta, quindi la sostenibilità dell’isola anche da questo punto di vista è ancora migliorabile.

Buone le iniziative relative, ad esempio, ai regolamenti edilizi, che coprono settori strategici per l’adattamento e la mitigazione climatica e che vanno dal risparmio idrico all’istallazione del fotovoltaico, dal desealing al recupero delle acque piovane.

Importante la presenza di aree protette che ricadono sul 77% della superficie terrestre dell’isola.

 

Isola d’Elba (Campo nell’Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Portoferraio, Porto Azzurro, Rio – LI) – indice di sostenibilità 41%

Popolazione 31.351 abitanti, 224 Km2, : 139,96 ab/Km2

Consumo di suolo 7,25%; aree a rischio idrogeologico 28,9% del suolo consumato; aumento del consumo di suolo 2006-2022 + 2,24%

Depurazione acque reflue 88%

Perdite di acqua potabile dalle reti comunali 47,33%

Rifiuti urbani 28.912 tonnellate; Rifiuti urbani procapite 922 kg/ab anno; Raccolta differenziata 69,6%

L’Isola d’Elba è interconnessa alla rete elettrica nazionale. Impianti fotovoltaici: 3.623,8 KW (0,11 KW ab); Solare termico 200,23 m2 (0,01 m2/ab)

Tasso di motorizzazione 0,72 auto/ab; Totale auto 22.674

L’Isola d’Elba è la più grande tra le isole minori. Il suo territorio comprende sette Comuni: Portoferraio, Porto Azzurro, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Rio, Campo nell’Elba. Il Comune di Marciana è l’unico ad aver risposto al questionario in questa edizione; tuttavia, per l’intera isola, sono stati usati anche i dati da altre fonti ufficiali.

La performance di sostenibilità è decisamente da migliorare.

Il dato sul consumo di suolo risulta contenuto se si considera l’aumento 2006-2022 del 2,24% rispetto al consumo di suolo totale, ma le previsioni dei Piani strutturali recentemente approvati vanno verso un ulteriore aumento della cementificazione.

La raccolta differenziata raggiunge il dato di riferimento europeo, ma non va molto oltre anche se va sottolineato l’incremento dal 66 al 69,6%. La produzione di rifiuti pro-capite (922 kg/ab/anno) però è decisamente troppo elevata, e in aumento, con i Comuni di Rio (-15%) e Porto Azzurro (-16%) che  – secondo i dati forniti –  hanno ridotto del 18% la quantità di rifiuti prodotti nel periodo analizzato.

Mentre la depurazione delle acque reflue è garantita sufficientemente, sono ancora troppe le perdite di acqua potabile dalla rete, con una percentuale del 47,33%, un valore ben al di sopra della media nazionale. Il tasso di motorizzazione è leggermente superiore alla media delle isole minori. Il Comune di Marciana ha installato tre nuove fontanelle per l’erogazione di acqua di alta qualità nel centro abitato principale e nelle frazioni di Pomonte e di Procchio.

Muoversi con una App. Si chiama ‘Elba Sharing‘ ed è una declinazione locale del più ampio progetto

“Destinations”’, inserito nella rete Civitas, la più rilevante iniziativa introdotta dall’Unione Europea nel settore della mobilità e del turismo sostenibile. L’innovativo sistema, attivo da marzo 2024, coniuga nello stesso prodotto un pianificatore di viaggio, la possibilità di viaggi condivisi (car pooling), l’infomobilità che consente anche la partecipazione attiva degli operatori (taxi, noleggi, parcheggi ecc.) con le indicazioni delle disponibilità, oltre agli orari dei vari mezzi di trasporto. Attivi nell’App anche informazioni sulla viabilità, ordinanze, atti di interesse generale ed eventi sul territorio. (fonte: elbasharing)

Molto bassi i dati sulla diffusione di pannelli fotovoltaici e di solare termico, con una media rispettivamente di 0,11 kW/ab. e 0,01 mq/ab. In positivo si segnala nel Comune di Marciana l’efficientamento energetico di alcuni edifici comunali: la sostituzione degli infissi nella sede del Comune e l’installazione di pannelli solari, sostituzione infissi e installazione di una caldaia a cippato presso il plesso scolastico.

La situazione del fotovoltaico sembra però in rapido incremento, con molte recenti installazioni grazie al 110% e ad altri incentivi.

Si segnalano alcuni tentativi di destagionalizzare il turismo grazie ad eventi organizzati nella stagione di minor affluenza, anche in collaborazione con il Parco dell’Arcipelago Toscano.

Nel Comune di Marciana è presente il servizio navetta Marebus, il Mare&Shopping e Movi MArciana; è stato acquistato un’auto comunale ad alimentazione ibrida e sono state installate colonnine elettriche per la ricarica di auto e bici sull’intero territorio comunale.

Il Comune di Marciana Marina ha aderito al progetto “BECome” di Legambiente, AzzeroCO2 e KyotoClub per la realizzazione di una Comunità Energetica Rinnovabile.

Inoltre, nel 2021 la Fondazione Acqua dell’Elba ha presentato, dopo un processo partecipato, il Manifesto di Sostenibilità dell’Isola d’Elba, una road map per diventare completamente sostenibili entro il 2035, incentrando lo sviluppo su un turismo delocalizzato e attento all’ambiente, una forte identità territoriale, la valorizzazione del paesaggio e “una rivoluzione sostenibile dei sistemi energetici, idrici e di raccolta dei rifiuti”. Un impegno che, a leggere le cifre del rapporto, che è purtroppo in gran parte disatteso dagli stessi protagonisti che lo hanno sottoscritto e tra i quali non figura il circolo di Legambiente Arcipelago Toscano, che lo aveva ritenuto troppo poco ambizioso e in ritardo rispetto agli stessi obiettivi europei.

 

Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza ha commentato: «Un quadro certamente incoraggiante quello che emerge da Isole Sostenibili 2024che conferma l’impressione che dove meglio si può controllare, definire e accompagnare buone pratiche (vista l’esiguità dei territori di cui si parla) più facilmente si ricevono feedback positivi da cittadini e amministratori. Il Giglio e Capraia non sono nuove, peraltro, a performance ambientali così buone e non possiamo che esserne soddisfatti».

Per accelerare il passo della sostenibilità nelle isole minori, l’Osservatorio Isole Sostenibili di Legambiente e CNR-IIA propone 4 azioni concrete.

1 L’istituzione di una cabina di regia unica presso il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per dare supporto e indirizzo a chi amministra i territori isolani.

2 La realizzazione di una road map che accompagni le piccole isole a essere 100% rinnovabili entro il 2050.

3 La promozione di politiche di adattamento alla crisi climatica partendo da un piano di azione per la rigenerazione urbana degli spazi e degli edifici senza altro consumo di suolo e per evitare ulteriori sprechi e perdite di acqua.

4 Il coordinamento unico sulla gestione dei fondi del PNRR puntando prioritariamente sull’efficientamento e rafforzamento della gestione dei rifiuti per una migliore qualità del servizio e per ridurre a monte la produzione di scarti, partendo dalle attività commerciali e turistiche.

Una risposta a “Elba, fanalino di coda della sostenibilità nell’Arcipelago

  1. Stefania Conti Rispondi

    La frammentazione in 7 comuni per poco più di30.000 abitanti si spiega solo con una forte propensione al clientelismo degli elbani. Il tasso di aumento della cementificazione negli ultimi 16 anni ne è una conferma. Prevalgono gli interessi personali a breve termine con una miopia che porterà l’Elba al declino. Dispiace molto, l’Elba sarebbe una bellissima isola

    19 Giugno 2024 alle 18:31

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