Spiaggia di Fetovaia, subito revocato il divieto di balneazione

Si indaga comunque sulle cause, compresa l'eccessiva presenza di barche alla fonda

Con un provvedimento d’ordinanza – il numero 123 del 9 settembre 2023, il comune di Campo nell’Elba ha revocato il divieto di balneazione insorto dal 7 settembre a seguito di un campionamento delle acque effettuato da Arpat.

“Visto il sito denominato Sistema Informativo Regionale Ambientale della Regione Toscana (SIRA)  – si legge nel provvedimento – sul quale sono pubblicati in tempo reale i risultati dei controlli sulle acque destinate alla balneazione dal quale risulta che in Loc. Fetovaia, nel Comune di Campo nell’Elba, i controlli effettuati in data 08/09/2023 hanno dato risultati tali da rendere idonea l’acqua di balneazione;
Considerato che il sito sopra indicato risulta essere una fonte ufficiale di ARPAT e che la stessa azienda ha inviato comunicazione, anticipata per le vie brevi, nella quale informa questa amministrazione dei risultati del campionamento effettuato in Loc. Fetovaia dai quali emerge che le acque di balneazione risultano idonee”, il comune di Campo ha pertanto disposto il ritorno della normalità, che avverrà già dalle prime ore di domenica 10 settembre.

Un ritorno alla normalità che – però – è costato molto in termini di pubblicità negativa, visto che la notizia del divieto di balneazione a Fetovaia – proprio per il fatto che la spiaggia campese è una delle più note dell’isola e della Toscana – è rimbalzata su tutti i giornali più importanti d’Italia.

Adesso, per scongiurare ulteriori speculazioni, sarebbe importante che il comune di Campo nell’Elba rendesse note le motivazioni del temporaneo inquinamento che ha portato alla chiusura della balneazione. Oltre agli inviti fatti ad ASA, che gestisce la depurazione, per verificare il funzionamento degliimpianti, sarebbe il caso di valutare anche la foltissima presenza di imbarcazioni che quotidianamente stanno alla fonda proprio all’imboccatura della baia di Fetovaia. Una sola giornata di vento sfavorevole, infatti, potrebbe portare gli inevitabili scarichi delle barche nei pressi dell’arenile, nelle zone dove viene effettuata la campionatura delle acque per verificarne la balneabilità.

 

13 risposte a “Spiaggia di Fetovaia, subito revocato il divieto di balneazione

  1. Marisa Rispondi

    Ormai sono fuori tempo massimo x commentare l’ argomento ma la risposta di Annarosa Bevilacqua e Michela sono la prova che l’ Elba , se persiste ancora su questa strada ,
    ( I suoi amministratori ) si gioca il futuro …!!

    18 Settembre 2023 alle 22:17

  2. Annarosa Bevilacqua Rispondi

    Sono d’ accordo con il sig. Sergio in particolare. Anche io conosco l’Elba da molti anni. La prima volta fu nel 1969: era un paradiso. E col trascorrere degli anni, soprattutto gli ultimi la vedo sempre più trascurata. Mi domando, con immenso dolore , perché amo l’Elba, non si finirà di questo passo col distruggere la sua bellezza? Prima o poi non sarà così attraente, diminuirà il turismo (il che per l’ambiente non sarà un gran male). Temo che se i responsabili preposti non si daranno da fare e se le persone(ognuno di noi che ci vive e la visita)non saranno più rispettose, l’Elba sia destinata a un tragico declino

    12 Settembre 2023 alle 0:33

  3. Michela Rispondi

    Stata ad agosto di quest’anno a Fetovaia per 10 giorni. La linea dell orizzonte tra cielo e mare era impossibile distinguerla per la presenza di tante,anzi troppe imbarcazioni…Troppo deturpata,vera delusione.

    11 Settembre 2023 alle 23:43

  4. Barbara Rispondi

    In effetti era ora che venissero fatti dei controlli!!!!!!
    Anzi andrebbero estesi a tutte le spiagge perché nel mare si vedono spesso galleggiare cose “sospette” e la schiumetta è sempre più presente.
    Poco invitante per fare il bagno.

    11 Settembre 2023 alle 13:23

  5. Alberto Rispondi

    Rispondo al Sig. Bussolati.

    Non si tratta di 20 barche. Sono stato in albergo le prime due settimane di Agosto. Forse di notte restavano 20 barche, ma di giorno (ho le foto) se ne contavano anche un centinaio, di ogni foggia e stazza.
    Nuotando con gli occhialini fino alla boa limite, mi sono ritrovato spesso in una nuvola di rifiuti triturati, carta igienica flottante e molto altro.

    Non so come sia la situazione degli scarichi a mare di alberghi e ristoranti. Di certo le barche hanno una gran voce in capitolo.

    11 Settembre 2023 alle 12:34

  6. Fabio Bussolati Rispondi

    Scuate ma la scusa delle barche è quntomeno infantile e sterile…anche alla Biodola ci fu un riversamento di non so cosa a luglio!!! Sono spiaggie in cui non c’è più un metro libero x uno che volesse fare un bagno…sono decine di stabilimenti…forse i controlli andrebbero fatti alle strutture alberghiere vicine alle spiagge e agli stabilimenti stessi…ma è troppo facile dare la colpa a 20 barche in rada!!! Non pensate che i gommoni e i piccoli natanti possano rendere il mare non balneabile….Sono stufi di leggere sempre commenti populisti e scontati nella loro banalità

    11 Settembre 2023 alle 12:24

  7. Elisa Rispondi

    Ogni spiaggia più conosciuta è infestata da barche di ogni stazza, molto al di sotto della distanza consentita. Oggi a Laconella non si poteva nuotare per il numero impressionante di imbarcazioni sotto costa. Sarebbe opportuno che la Capitaneria di Porto facesse un ispezione

    10 Settembre 2023 alle 21:55

  8. Federica Nassi Rispondi

    Possiamo far rispettare la legge?
    Il regolamento è chiaro
    La legge sull’acqua prevede che tutte le imbarcazioni da diporto costruite a partire dal 2008 e dotate di servizi igienici debbano essere dotate di un serbatoio di contenimento (serbatoio delle acque nere) o di un sistema di trattamento delle acque reflue.
    Gli scarichi di acque nere, grigie o di sentina sono severamente proibiti nei porti e nella zona delle 3 miglia nautiche.

    Lo scarico delle acque nere è possibile oltre le 3 miglia, a condizione che la nave sia dotata di un sistema di frantumazione e disinfezione. Lo scarico deve essere effettuato ad una velocità di almeno 4 nodi.

    Ma sempre più porti o aree di ancoraggio sono accessibili solo se la nave è dotata di un sistema di ritenzione delle acque reflue. D’altro canto, ogni porto deve disporre di impianti di raccolta per i rifiuti e le acque reflue delle navi.

    In altre parole, la qualità dell’ancoraggio e della balneazione dipende dal nostro comportamento. Se la maggior parte di noi si prende la briga di svuotare i propri rifiuti molto lontano in mare, alcuni di noi gettano tutto in mare proprio nel luogo di chiamata.. Ovviamente quelle sprovviste non possono sostare in prossimità di ludi destinati alla balneazione. Ogni volta che vado al mare, acqua cristallina fino all’ora in cui nelle barche ormeggiate di fronte, non si fanno le faccende, per non parlarne di altro. Ma il parco dove si trova in questi casi e la Capitaneria di Porto?

    10 Settembre 2023 alle 13:44

    • Gianluca Rispondi

      Capitaneria di Porto?
      Sono stato in mare da giugno a inizio settembre e in tutta la costa sud mai visto Capitaneria, Carabinieri e Guardia di Finanza.
      Ma il problema rimane comunque l’inciviltà e l’ignoranza della gente. Ancorare a meno di 200 metri dalle spiagge con balneazione o sversare in mare quando si è alla fonda è prassi normale …. Purtroppo!

      10 Settembre 2023 alle 15:17

  9. Gianluca Rispondi

    Ipocriti!
    Sono anni che nei mesi estivi non c’è nemmeno un metro quadro di mare libero da barche.
    La potenza degli operatori turistici ha ripulito il mare.

    10 Settembre 2023 alle 13:22

  10. Elisa Santini Rispondi

    Sarebbe il caso che il comune effettuasse dichiarazione tempestiva sulle motivazioni di tale inquinamento e ponesse in essere immediatamente atti idonei a rimuoverne le cause! Compreso un limite alle barche che stazionano di fronte all’insenatura.

    10 Settembre 2023 alle 12:32

  11. Sergio Malan Rispondi

    Mi sa che – purtroppo – occorrerà imporre il “numero chiuso” di accessi sia ai turisti, che alle barche alla fonda.
    Sono un vecchietto per cui ricordo Fetovaia 45 anni or sono: niente di paragonabile ad oggi ( nessun stabilimento balneare con ombrelloni
    ed altro, solo alcuni turisti anche in stagione ). Capisco lo sviluppo turistico ed il conseguente lavoro indotto, però non bisogna esagerare, altrimenti tempo qualcgr anno ancora e si regredisce.

    10 Settembre 2023 alle 11:05

  12. Matteo Rispondi

    Ad agosto praticamente la rada era di fatto un porto turistico, decine e decine di imbarcazioni che sostavano anche la notte, l’unica speranza era fidarsi della corretta gestione degli scarichi, ma ci si può semplicemente fidare delle persone?

    10 Settembre 2023 alle 10:51

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