Uno studio di fattibilità per l’eradicazione degli ungulati

Convenzione tra comune di Marciana e il Pnat approvata dal consiglio direttivo dell'ente

Il comune di Marciana e il Parco Nazionale dell’Arcipelago procederanno con uno studio di fattibilità per l’eradicazione degli ungulati all’Elba. La convenzione tra Parco e amministrazione marcianese è stata approvata dal consiglio direttivo del parco riunitosi ieri pomeriggio. A disposizione 60 mila euro, di cui 36 mila assegnati al comune di Marciana dalla Gestione associata per il turismo, a cui il Parco nazionale ha aggiunto altri 24 mila. Sulla base di questa cifra sarò indetto un bando per individuare la società che dovrà procedere con lo studio che, come ha specificato il presidente del parco Giampiero Sammuri, dovrà essere effettuato in tempi relativamente brevi, 6-8 mesi, in modo di poter procedere il prima possibile con le eventuali azioni conseguenti se i risultati andassero nel senso di procedere all’eradicazione. La questione degli ungulati si fa sempre più pressante sull’isola e Marciana è uno dei territorio più interessato dal problema visto che oltre ai cinghiali ha anche una massiccia presenza di mufloni, e proprio questi, come ha spiegato in consiglio la vicesindaco Susanna Berti in quest’ultima settimana sono diventati particolarmente problematici. Lo studio di fattibilità era stato chiesto proprio dal sindaco di Marciana che sollecita da tempo una soluzione al problema che, nel versante occidentale è particolarmente pressante per il territorio e che mette a rischio anche l’incolumità delle persone. Non andrà ad analizzare solo agli aspetti tecnici relativi all’ eradicazione ma effettuerà anche un’analisi socio- economica sul territorio che chiede sempre maggiori abbattimenti. “Quest’anno noi abbiamo fatto un record di prelievi all’interno del parco per quanto riguarda i mufloni – ha spiegato il presidente dell’ente – arrivando al numero di 294, contro i 128 dello scorso anno. Procedere all’eradicazione è comunque una prospettiva che prima deve essere oggetto di analisi e di studio”. Che procederanno in contemporanea per mufloni e cinghiali visto che se anche se le tecniche sono diverse per lo più le azioni sono comuni alle due specie. E una volta avuto il risultato, conosciuti i costi e la possibilità di procedere, saranno messe in campo le azioni conseguenti il prima possibile. L’approvazione della convenzione è un primo passo molto importante perché darà la certezza su come procedere nei confronti del problema degli ungulati. La Regione Toscana ha dichiarato l’isola area non vocata al cinghiale e i comuni hanno individuato già un’area di sosta per stoccare gli animali nel comune di Campo nell’Elba, resta solo da individuare il percorso da attivare per l’eradicazione e la decisione del consiglio direttivo del paco va in questo senso, almeno per avere certezze su come e se sarà possibile procedere.

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