Associazione Dialogo, volontariato in ascolto in carcere

Incontro con Fondazione Exodus, rappresentanti della Caritas elbana e Auser

Un incontro per parlare di “volontariato in ascolto” si è svolto qualche giorno fa a Portoferraio (Sala Gran Guardia g.c.). Ad organizzarlo l’Associazione Dialogo che ha coinvolto altre realtà del volontariato impegnate sul territorio. Insieme ai volontari carcerari erano presenti, infatti, rappresentanti della Caritas elbana, della Fondazione Exodus, dell’Associazione Auser e altri.

“In un momento così grave (pandemia, guerra) – ha esordito Licia Baldi, presidente di Dialogo –  è bene incontrarci, ascoltarci, dialogare: abbiamo bisogno di sostenerci a vicenda, di condividere e non perdere chi, in questi mesi, si è avvicinato con i desiderio di collaborare”.

Si è trattato di un incontro di formazione e di informazione sulla realtà carceraria, “con lo scopo anche – ha aggiunto Baldi – di cementare i vari ruoli che interagiscono nel carcere ( direzione, educatori, polizia,  cappellano, docenti, volontari, garante…) per cercare di raggiungere l’obiettivo primario che anche la Costituzione affida all’esecuzione della pena: la rieducazione e il reinserimento sociale”.

Perciò, a parlare della realtà attuale del penitenziario di Porto Azzurro, sono state invitate le educatrici Giuseppina Canu e Maria Sara Aiosi, la mediatrice culturale Giuseppina Biondillo e la psicologa Elisa Casini. Ai loro interventi sono seguite domande e riflessioni da parte dei presenti.

Sono state richiamate anche le attività che svolge l’associazione Dialogo e le diverse collaborazioni. Con la Caritas, che sostiene i progetti associativi, e che è un importante punto di riferimento anche storico, dato che l’associazione è sorta grazie all’impulso dell’allora direttore diocesano, don Sebastiano Leone; una collaborazione che include il servizio della mensa San Giuseppe e l’aiuto alimentare. Con le altre realtà del Terzo Settore elbano attraverso il progetto condiviso “Soggetti Fragili”. Con la coop. Beniamino per l’accompagnamento di coloro che stanno terminando la pena, grazie a progetti di Regione e Cesvot). E poi con altri come Exodus, Insieme per l’Elba, Unicoop, Conad, Altamarea.

Accanto all’accoglienza di familiari di detenuti nella casa messa a disposizione dalla diocesi e dalla parrocchia della Natività, ci sono le attività relative alla cultura e all’istruzione che rappresentano da sempre l’ambito in cui è maggiormente impegnata l’Associazione. In particolare, sono stati segnalati il laboratorio teatrale, finanziato dalla Regione, e il progetto detenuti universitari, in parte finanziato dalla Fondazione di Livorno).

Purtroppo, tutti hanno sottolineato il grave problema della carenza del lavoro, altro cardine dei percorsi rieducativi, che riguarda tutte le carceri italiane come evidenziato dall’ultimo rapporto dell’associazione Antigone.

Infine, è stato lanciato un appello a quanti intendano mettere a disposizione anche una sola ora di volontariato collaborando alle iniziative di Dialogo. Per questo, è possibile scrivere a licia.baldi@virgilio.it  o telefonare al 3387665889.

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