“L’anima isolana” degli elbani di Roberto Ridi

Un atlante antropologico per immagini che cattura e racconta l’essenza degli abitanti

Il fotografo Elliot Erwitt diceva che “la fotografia è il lavoro dell’anima”. E l’anima era proprio ciò che i soggetti che posavano davanti alle prime macchine fotografiche temevano di perdere nel momento in cui quell’“infernale”, nuovo meccanismo sarebbe scattato, “catturando” la loro immagine e imprimendola su una carta “magica”. Molti, addirittura, dopo il flash, si toccavano i tratti del volto o chiedevano di guardarsi allo specchio per assicurarsi che i loro connotati fossero ancora tutti al loro posto. Chissà se i loro sospetti erano fondati, se davvero una fotografia riesce a catturare l’anima profonda di una persona? E chissà se è capace di catturare l’essenza più autentica, la sostanza genuina, lo spirito di un’intera isola? La risposta è sì, se dietro l’obiettivo c’è un fotografo come Roberto Ridi.

Gli scatti del suo progetto “Elbani. Anima isolana” rappresentano un vero atlante antropologico contemporaneo: un racconto dell’isola fatto – questa volta – non attraverso la sua natura mediterranea, i suoi scorci meravigliosi, le sue rocce baciate dal sole o le sue spiagge toccate dalle onde del mare cristallino, ma attraverso lo sguardo – ironico, sprezzante, orgoglioso, profondo – di chi quella natura, quegli scorci, quelle rocce, quelle spiagge e quel mare li abitano, li vivono, li plasmano ogni giorno, tutto l’anno.

“Elbani. Anima isolana” è un progetto che parte da lontano, dagli anni ’90, dalla gestazione lunga, che è riuscito nel difficile e ambizioso obiettivo di restituire attraverso le immagini l’identità più profonda della comunità elbana, quel “qualcosa” che non si riesce a spiegare a parole.

Scorrendo le immagini, si ha come l’impressione che l’isola ti guardi e che tu guardi l’isola. Non solo quella foto, quel soggetto, quel volto, quello sguardo: l’isola. Il dito puntato di Valter Gemelli, le rughe di Filippo Boreali, il sorriso elegante di Licia Baldi, il Napoleone di Franco Giannoni, la posa serafica di Angela Galli, le erbe spontanee alle spalle di Federico Nardi, gli occhi magnetici di Arcangelo… Tutto questo racconta l’isola: la sua natura, la sua storia, la sua arte, la sua creatività, i suoi guizzi, le sue abitudini, la sua fatica, la sua gente. Ogni foto è il verso di un’unica, lunga, straordinaria canzone popolare che tutti noi isolani conosciamo e canticchiamo sin dalla nascita – e che solo chi sbarca “sullo scoglio” con l’anima aperta (appunto “isolana”), e non da semplice turista mordi, consuma e fuggi, riesce a sentire.

“L’isola non è solo un luogo geografico, è un insieme di umanità, una sensazione interiore di condivisione, radici, memoria. E credo che ogni volto racconti una storia. Questo progetto è nato in modo quasi naturale” spiega Roberto Ridi. “La selezione è partita dal basso, attraverso una ricerca minuziosa dei personaggi e collaborando con le varie Pro loco del territorio, che ringrazio. Dietro ogni ritratto c’è stato un grande, grandissimo lavoro: tecnico, concettuale, umano, emozionale. Si pensa a cosa rappresenta quel personaggio, cosa lo caratterizza, al tratto che si vuole fare emergere. E nel momento in cui ritrai una persona, vieni investito di un’enorme responsabilità: quella persona si mette nelle tue mani, ti dà piena disponibilità e tu devi cercare di rendere la sua essenza. Riesci a farlo solo se con ognuno si instaura un rapporto sincero, perché il re davanti all’obiettivo diventa nudo. Per questo considero ognuna di queste foto un vero e proprio viaggio: e ogni volta che ne guardo anche soltanto una, lo ripercorro tutto e per me è una sensazione incredibile. Anche perché ripenso a tutte le difficoltà incontrate, assolutamente normali per un progetto vasto come questo, e ringrazio la disponibilità delle persone fotografate che hanno dato a me e a chi ha collaborato con me la forza e la voglia di superare gli ostacoli ed andare avanti, arrivando a questo risultato straordinario”.

“Elbani. Anima isolana” è un progetto che va oltre le immagini, perché per raccontare l’isola d’Elba non basta una vita intera: ci sono anche testimonianze video, filmati, social dedicati, un sito e, a breve, anche un libro interattivo.

Il progetto, poi, è frutto dell’intenso lavoro di una famiglia “allargata”: accanto a Roberto in questo incredibile viaggio c’era il figlio Niccolò, che si è occupato della parte video, la moglie Loredana Zugno, cui è toccato l’onore e l’onere della parte di segreteria, Massimo Zottola, responsabile della promozione e Claudio Tognoli per l’eccellente allestimento delle mostre di Rio e di Portoferraio.

A rendere possibile tutto questo anche il sostegno prezioso di varie realtà del territorio: main sponsor Acqua dell’Elba, da sempre molto attenta al territorio per quanto riguarda la parte artistica e umana, insieme a Blu Navy, Barontini Petroli, Conad e il Rotary Club Isola d’Elba.

“Elbani. Anima isolana” è stata in mostra a Rio e a Portoferraio, nella suggestiva cornice della Torre del Martello, nell’area archeologica della Linguella, ma l’idea – e la sua natura – è quella di trasformarla in una mostra itinerante, che toccherà tutti i comuni dell’Elba: un’isola raccontata a 360 gradi, in tutti i suoi luoghi.

Silvia Leone

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