In questi giorni a Legambiente Arcipelago Toscano sono giunte, da escursionisti e soci, numerose segnalazioni su situazioni di dell’area tra Rio Marina e Bagnaia, passando per Cavo, alcune riguardano fatti già denunciati dall’Associazione ambientalista, altri presentano un peggioramento di quanto già segnalato e altri ancora sono problemi più recenti.Su tutto questo è necessario che intervengano le istituzioni competenti per riportare normalità e tutela dove sembrerebbe proprio che non ci siano.
Ecco i casi più segnalati:
Cala Seregola: Un fiume giallo arriva ormai in spiaggia e a breve al mare non sappiamo che tipo di inquinanti contenga … e comunque una parte del parcheggio adiacente alla spiaggia è diventata uno stagno. Sopra, dove sorgono costruzioni minerarie sempre più in rovina (che altrove sarebbero archeologia industriale) sino franati diversi massi e ci sono pericolosi spunzoni di ferro arrugginito in bella vista e recinzioni e “reti di sicurezza” divelte sia a destra che a sinistra sotto i ruderi.
Topinetti: Nonostante le segnalazioni di Legambiente e cittadini, nessuno sembra essersi interessato dell’evidente dissesto idrogeologico in corso della scarpata che dalla strada provinciale scende fino al mare. Non è stato fatto niente per consolidare il versante, le reti a protezione sono sempre più arrugginite e lo sgretolarsi del terreno riempie fossi e canalizzazioni mai puliti. Ovunque ci sono vecchie staccionate da risistemare.
Puppaio: E’ in corso la bonifica dell’area dell’ex discarica e del laghetto ma dal terreno emergono ancora resti e rifiuti. La bonifica è terminata così o ci sarà un’ulteriore copertura dell’area interessata dai lavori?
Sentieristica: Diversi escursionisti ci hanno segnalato l’abbattimento di alcuni cartelli segnavia di CAI e Parco e la chiusura di sentieri che portano ai laghetti rossi. Inoltre, non mancano segnalazioni della presenza sui sentieri e piste forestali/minerarie di auto fuoristrada e moto da cross. Una situazione che sembra favorire anche l’attività di bracconieri. Il Parco Nazionale è a conoscenza di tutto questo e ha dato qualche nulla-osta riguardante chiusura e uso della sentieristica?
Zupignano: Sulla costa di Zupignano, tra Nisporto e Bagnaia e nel territorio del Parco Nazionale è in atto una grossa frana visibile anche dal Traghetto. Visto l’avvicinarsi della stagione turistica e che le spiagge di quella costa molto ripida, pur isolate e difficili da raggiungere a piedi sono frequentate da un turismo nautico che cerca tranquillità, ci chiediamo cosa sia stato fatto per determinare il rischio frane e per la loro messa in sicurezza.
Il post-alluvione nel versante nord-occidentale di Rio
Le situazioni di Bagnaia (parte della quale nel territorio di Portoferraio), Nisporto e Nisportino non sono cambiate, a parte qualche intervento di cosmesi sulle spiagge, rispetto alla situazione creatasi dopo l’alluvione del febbraio 2015 e successive e già segnalata più volte dal nostro circolo. Sta drammaticamente emergendo l’incapacità e l’inadeguatezza delle varie amministrazioni che si sono succedute a far fronte al dissesto idrogeologico appesantito dalla rapida evoluzione della crisi climatica che colpisce buona parte delle nostre spiagge e la stessa Portoferraio con i conseguenti danni alla vita dei cittadini e all’economia turistica.Nemmeno in presenza di criticità oramai sfuggite di mano i nostri sindaci riescono a organizzarsi per far si che siano gli organismi regionali della Protezione civile e del Genio civile oltre alla sovraregionale Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale ad affrontare in modo coordinato e sistematico l’attuale emergenza.







