La rete per le malattie rare alla giornata regionale

di Azienda Usl Toscana Nord Ovest

Nel corso del tradizionale convegno regionale che accompagna la giornata mondiale, ospitato lo scorso 27 febbraio nell’aula magna di Careggi a Firenze, la rete per le Malattie rare dell’Asl Toscana nord ovest si è presentata, con l’intervento di Maria Chiara Dell’Amico, responsabile dell’ufficio aziendale dedicato a questa tematica, inserito nello staff della Direzione.

Di fronte a una platea formata da operatori, medici, studenti ma anche associazioni di familiari, è stata tracciata una sorta di “carta d’identità” del gruppo lucchese.

Tutti i setting – organizzati, compatti e concreti – costituiscono l’esatta “miniatura” del sistema sanitario pubblico e sono impegnati a perseguire alcuni specifici obiettivi: standardizzazione dei percorsi per patologia, migliore gestione delle risorse, continuità assistenziale, monitoraggio e valutazione.

Tanto è stato fatto per uniformare la presa in carico, ma altrettanto resta da fare per migliorare i dettagli dei vari “step” che la costituiscono. In particolare la “messa a terra” dei Percorsi diagnostici terapeutici assistenziali (pdta) regionali è indispensabile per un’Azienda territoriale così estesa.

I primi documenti pubblicati nell’Intranet IGEA riguardano la presa in carico dei pazienti con patologia neuromuscolare rara geneticamente determinata e quelli con sarcoidosi.

Altri pdta sono adesso in fase di recepimento.

Il piano di formazione 2026 dell’Asl è in questo senso inclusivo e il primo evento avrà luogo sabato 7 marzo: si intitola “Amiloidosi cardiache: dalle red flags al pdta” e viene preparato assieme a Fondazione Monasterio e Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana.

Vi sono anche altri eventi in preparazione per il primo e il secondo semestre 2026, con la presenza costante del Forum Toscano Associazioni Malattie Rare (TAMR).

Oltre a quanto già “in progress” o pianificato, da evidenziare alcuni “desiderata” espressi da alcuni setting della Rete. Tra questi: un coordinamento sempre più forte tra clinici della Rete aziendale e regionale, e farmacie di continuità; la redazione di un pdta sulla presa in carico del paziente con linfedema; un’integrazione strutturata degli interventi psicologici ai pazienti con SLA e loro familiari, con aggiornamento dei pdta in essere, in collaborazione col neurologo “case manager”; l’integrazione del piano terapeutico convenzionale con la medicina integrata (MI), qualora il paziente lo desiderasse, in stretta collaborazione col clinico “case manager” e i professionisti MI; integrazione della pianificazione condivisa delle cure (PCC) su un modulo preimpostato o direttamente su Fascicolo sanitario elettronico (FSE), in ambito di cure palliative, soprattutto per i pazienti con SLA; la redazione di un documento aziendale sulle MAT, in linea col pdta regionale che si sta realizzando; la promozione di studi clinici multicentrici e retrospettivi, epidemiologia dettagliata delle neuropatie ereditarie in collaborazione con più aziende e col supporto delle associazioni dei pazienti.

Continua quindi l’impegno dell’Asl e di suoi professionisti sulle malattie rare che – come ha sottolineato lo scorso 27 febbraio a Firenze l’assessora al diritto alla salute e alle politiche sociali Monia Monni – “rappresentano uno dei punti più alti di responsabilità per un sistema sanitario pubblico”.

La Regione Toscana e le Aziende sanitarie del suo territorio possono infatti vantare percorsi di avanguardia che negli anni hanno anticipato decisioni nazionali. C’è stato poi un investimento importante sulla formazione, sulla costituzione di reti e sulla ricerca, con un ruolo fondamentale ricoperto anche da associazioni e famiglie.

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