Portoferraio

“La scuola come comunità educante”, Cogestione al Foresi

Tre giornate che hanno trasformato la scuola. Tutto si è svolto in un clima di allegria

Nei giorni 23, 24 e 25 febbraio si sono svolti all’ISIS Foresi tre giorni di cogestione, organizzati dalle studentesse e dagli studenti e approvati all’unanimità dal Consiglio di Istituto. Tre giornate che hanno trasformato la scuola.
Le aule, i laboratori e gli spazi comuni hanno accolto attività molto diverse tra loro: dalla storia con-temporanea all’orientamento universitario, dalla robotica agli esperimenti di chimica, dalla teoria del-la nutrizione all’uncinetto, dal cinema ai temi di attualità, fino ai tornei sportivi e ai momenti di espressione artistica e musicale. Un programma ricco, costruito con cura e responsabilità che ha visto protagonisti studenti, docenti e personale esterno autorizzato, uniti dal desiderio di condividere sape-ri, passioni ed esperienze.
Tutto si è svolto in un clima di allegria e di collaborazione. Un’atmosfera serena e partecipata che ha dimostrato come, quando la scuola si apre all’ascolto e alla corresponsabilità, i ragazzi sappiano ri-spondere con maturità, entusiasmo e senso civico.
Desidero rivolgere un ringraziamento sincero a tutte le studentesse e a tutti gli studenti che si sono impegnati attivamente nell’organizzazione e nella riuscita dell’evento, mettendo a disposizione tem-po, competenze, creatività ed energie. Un ringraziamento altrettanto sentito va ai docenti, al persona-le ATA e agli esperti esterni che hanno accompagnato e sostenuto questo percorso con professionalità, disponibilità e passione.
Le giornate di cogestione rappresentano un esempio concreto di educazione civica vissuta, non solo insegnata: partecipazione democratica, rispetto delle regole condivise, attenzione al benessere delle persone, alla cura degli spazi e alla sicurezza.
Come ha ricordato il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana, la scuola è prima di tutto una comunità educante, un presidio di democrazia e di coesione sociale, in cui ogni scelta deve avere come riferimento la persona dello studente e il suo diritto a crescere, apprendere e costruire il proprio progetto di vita.
È proprio questa la convinzione che emerge con forza dall’esperienza della cogestione: la migliore prevenzione di ogni forma di disagio e di violenza è la costruzione quotidiana di relazioni significative, di un ambiente in cui ciascun alunno si senta accolto, riconosciuto e parte di un progetto comune. Una scuola che i ragazzi sentono come propria è una scuola che rispettano, che frequentano con pia-cere, nella quale costruiscono apprendimenti significativi e imparano a confrontarsi, a stare insieme, a prendersi cura degli altri.
Queste tre giornate non sono state una parentesi, ma l’espressione più autentica di ciò che la scuola può e deve essere: un luogo in cui crescere insieme, con responsabilità, fiducia e speranza nel futuro.

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