Parole in Chiostro, “La vita segreta del Gonni”

Al Centro Culturale De Laugier, lunedì 11 settembre l'ultimo appuntamento letterario

Si conclude in bellezza, parlando di arte, la rassegna letteraria Parole In Chiostro, organizzata anche quest’anno da Mardilibri grazie al supporto economico dell’Assessorato alla Cultura di Portoferraio e alla collaborazione della Proloco nel chiostro di uno dei luoghi più rappresentativi e simbolici del centro cittadino. Uno spazio che ispira al dialogo culturale, alla promozione artistica, che invita grandi e piccini a “salire su”, ad elevarsi, a ricercare.
E proprio nell’ottica di una continua indagine dentro le storie e le vite degli altri, la rassegna non poteva che scegliere ospite conclusivo più azzeccato di Angelo Airò Farulla, intellettuale e fine narratore, che nell’opera edita da dei Merangoli e presentata in anteprima la notte dell’11 settembre in dialogo con Antonella Giuzio, ripercorre
opere e momenti biografici del pittore e cronista Iginio Gonich, più conosciuto come Gonni, nato nel 1911 nell’Istria e morto nel 2003. Si tratta di uno dei “pittori delle dune”, dell’uomo che intervistò per ben due volte Adolf Hitler. E’ la storia – anche – dell’approdo dopo “un folle viaggio ubriaco”, come scriveva Matteo Nucci in un articolo sul Venerdì di Repubblica qualche tempo fa, in quella che sarebbe diventata per un po’ l’isola delle tende e degli artisti, in quella piccola baia (Procchio) ancora semivuota, con na piccola trattoria dove pensare, scarabocchiare e scrivere. Ma Gonni
non è solo l’Isola d’Elba, non è certo solo Firenze né la terra di origine. E sarà interessante seguire le parole di Airò Farulla per ricostruire la geografia umana ed emotiva dell’artista.
“In una stagione 2023 continuamente piena di sorprese e di complessità, in egual misura” – sorride la curatrice Boano di Mardilibri –: “Traccio un bilancio che mi fa portare a casa soddisfazioni e sorrisi, nonostante la fatica: il chiostro pieno di persone con Sergio Rossi e Alvaro Claudi, durante il nostro primo appuntamento, il valore sociale delle parole di Claudio Fava, la rivisitazione in costume e il piglio quasi teatrale dell’appuntamento con Miccichè, ed ora Airò Farulla, un prezioso amico e collaboratore che seguo e incoraggio da anni. Fare cultura è un privilegio, farla con la
passione di un team e di colleghi disponibili, è una fortuna. Grazie davvero a tutti i partecipanti”.

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