Slow Life – Slow Games all’Isola d’Elba per “giocare sano”

Prevenzione dell’azzardopatia, realizzata dall’USL Toscana nord ovest con Lucca Comics

Il gioco di ruolo, come arma per prevenire la dipendenza da gioco d’azzardo. Arriva nell’Isola d’Elba (il 28 e 29 novembre) e coinvolge 13 classi degli Istituti comprensivi di Portoferraio e Porto Azzurro lo speciale tour che toccherà tante scuole della Toscana. La campagna di prevenzione dell’azzardopatia, che sta interessando già 11 ospedali nell’area Toscana Nord Ovest, entra adesso in tantissime scuole, per parlare ai giovani, con un percorso ludo-educativo che mira a contrastare il diffondersi della dipendenza dal gioco d’azzardo, coinvolgendo tutti i gradi dell’istruzione, dalle scuole primarie fino alle scuole secondarie di secondo grado.

L’iniziativa rientra nell’importante progetto “Slow Life – Slow Games: Gioca al ritmo giusto”, sviluppato dall’Azienda USL Toscana nord ovest, in collaborazione con Lucca Crea (società del Comune di Lucca che organizza anche il festival Lucca Comics & Games) grazie al finanziamento del Ministero della Sanità che la Regione Toscana ha destinato alla realizzazione di un piano di contrasto al gioco d’azzardo.

Il progetto, si prefigge di combattere il gioco d’azzardo e di “Prevenirlo attraverso una sana educazione al gioco, che sia pura passione e divertimento – dichiara il dottor Maurizio Varese, responsabile del progetto e direttore dell’Area Dipendenze Azienda USL Toscana nord ovest -. Nelle scuole entreremo con modalità diverse, a seconda del grado di istruzione – spiega ancora Varese -. Nelle scuole secondarie di primo grado elbane, Slow Games porta i giochi di ruolo: le classi vengono divise in gruppi da 5/6 studenti, ognuno di questi affidato a un istruttore che insegna loro un gioco che sviluppa la socializzazione fra i ragazzi, promuove il rispetto reciproco e delle regole, oltre a far comprendere che il gioco deve essere puro divertimento e basta. Gli studi ci dicono, purtroppo, che il fenomeno dell’azzardopatia interessa anche ragazzi e ragazze sempre più giovani. L’Istituto Nazionale di Sanità, nell’ottobre del 2018 ha rilevato ben 673mila minorenni (fascia d’età 14/17 anni) che hanno avuto accesso al gioco d’azzardo legale, pur non avendone i requisiti per legge. Un 14enne su 4 (il 24% in Italia) ha dichiarato di aver giocato almeno una volta. Percentuale che arriva al 35% tra i 17enni.

Agli alunni più piccoli, invece, facciamo sperimentare i giochi da tavolo, per favorire il sano divertimento e la socializzazione. Miriamo a diffondere così la passione per i giochi di abilità, per contrastare lo svilupparsi della dipendenza da quelli d’azzardo”.

La campagna “Slow Life – Slow Games: Gioca al ritmo giusto”, partita dalla scorsa estate con una serie di attività nelle piazze, prosegue con la realizzazione di speciali presidi negli ospedali toscani (fino al 23 dicembre), toccando ben 11 strutture dell’area Toscana nord ovest, nei quali, grazie anche alla presenza del personale del SerD, si forniscono informazioni e consigli sul gioco responsabile.

Nelle scuole dell’Elba sono arrivati ragazzi che “insegnano a giocare”, definiti in linguaggio tecnico “Master”, provenienti dalle associazioni: Più Prato, The Agency e Narratori di Mondi, che hanno seguito l’intero percorso del progetto e sono formati per questo tipo di attività. Al momento il progetto ha già coinvolto oltre 20 scuole della Toscana, arrivando in 118 classi e facendo giocare circa 2.500 studenti per un totale di 448 sessione di gioco.

Le attività stanno riscontrando un grande successo, incassando la soddisfazione degli insegnanti coinvolti che parlano di un miglioramento nella socializzazione e nella comunicazione tra gli studenti, che ben si ritrovavano nei meccanismi del gioco di ruolo; diversi insegnanti hanno notato che anche ragazzi che normalmente non interagiscono in classe, con l’attività sono arrivati a esprimersi di più e meglio. Tantissimi studenti hanno chiesto che l’esperienza venisse ripetuta, oltre a informazioni come dove poter reperire il materiale per poter replicare l’esperienza anche a casa, in famiglia o con gli amici.

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