Progetto LIFE A_MAR Natura 2000 sui siti marini, c’è il Pnat

di Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano

La rete Natura 2000 nei paesi mediterranei dell’UE, malgrado esista da 30 anni, è ancora poco conosciuta, specie per quanto riguarda la parte a mare. I siti marini tutelati, istituiti più tardi rispetto a quelli terrestri e generalmente non riportati su carte nautiche o mappe web, risultano essere meno identificabili per il grande pubblico. Da queste valutazioni la necessità di attivare un maggiore impegno per informare la cittadinanza, intesa nella sua accezione più ampia, della loro esistenza e per stimolare comportamenti consoni, più rispettosi e tesi ad una più efficace protezione dello straordinario capitale naturale presente nei nostri mari. Questo lo scopo prioritario del progetto LIFE A-MAR NATURA 2000 che coinvolge siti Natura 2000 marini nel Mar Mediterraneo, in particolare in Italia (288 siti) e Spagna (272 siti), ma anche in Francia, Grecia, Malta e Albania. L’obiettivo è ridurre gli impatti e le pressioni su questi siti e modificare il comportamento degli stakeholder locali (pescatori, subacquei, tour operator, diportisti, organizzazioni locali, residenti, turisti, ecc.).
Il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, inserito nel Santuario Internazionale per la promozione dei Mammiferi Marini, con i suoi oltre 614 Km quadrati di estensione a mare e i suoi 18 siti RETE NATURA 2000 di cui 6 anche marini, ha deciso di cofinanziare il progetto quadriennale Life A-Mar Natura2000 (LIFE20 GIE/IT/001352), approvato a fine 2021 dalla Commissione Europea.
“Obiettivo principale del progetto – ha affermato il Direttore del Parco Nazionale Maurizio Burlando – è promuovere una partecipazione attiva e consapevole della cittadinanza alla tutela della biodiversità nei siti marini della Rete Natura 2000 (RN2000) attraverso la sensibilizzazione di specifiche categorie di utenti del mare sull’esistenza, la localizzazione, le caratteristiche e l’importanza di essi, ma anche promuovere comportamenti ecosostenibili nella loro fruizione, attivare la cittadinanza alla conoscenza e al monitoraggio dell’ambiente marino migliorando la comunicazione e il loro riconoscimento. Si tratta di un’iniziativa coordinata da Federparchi nell’ambito della quale ci sarà modo di confrontarsi e condividere buone pratiche con altri partner, tra i quali i Parchi Nazionali dell’Asinara e delle Cinque Terre.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Marta Musso parla agli studenti di mare e della sua salute

La giovane biologa marina, vincitrice del Premio Donna di Mare ospite della Green Week

Aperture natalizie dei siti museali a Portoferraio

I musei civici resteranno aperti dal 1 dicembre 2022 all'8 gennaio 2023

Plasticene, l’età della plastica che si mangia il mare

Il biologo elbano Nicola Nurra: “Ingeriamo 11mila microplastiche all’anno”