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“Borghi di Marciana 2026”, dieci progetti per due comuni

Le giunte Barbi e Allori insieme per accedere ai finanziamenti per le piccole comunità

Marciana e Marciana Marina. Insieme hanno presentato domanda per ottenere i fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) con il progetto “Borghi di Marciana 2026”, una proposta locale di rigenerazione culturale e sociale delle due comunità insulari.
Il finanziamento se concesso è a fondo perduto ed è pari al 100% delle spese ammissibili per la realizzazione degli interventi proposti. Ogni piano di rigenerazione culturale e sociale deve individuare interventi di interesse collettivo sostenibili nel tempo, sinergici e integrati tra loro, finalizzati alla rivitalizzazione socioeconomico dei piccoli borghi storici, in grado di produrre effetti in termini di occupazione, contrasto all’esodo demografico, incremento della partecipazione culturale e dell’attrattiva turistica. Sono 10 i progetti distinti di questi tre a Marciana Marina e 7 Marciana.
Si parte con la “Rifunzionalità  della Collegiata di San Sebastiano come Teatro della comunità di Marciana (400mila euro); poi il rilancio del Circuito Culturale di Marciana attraverso la valorizzazione del Monte Capanne (70mila); la rigenerazione urbana e socio-culturale della fonte Napoleone (60mila); il festival della Bellezza del Mare (100mila); rifunzionalizzazione dei percorsi pedonali di Marciana (500mila); Poggio, Borgo dell’Amore (100mila); VisitMarcianaApp, progetto digitale a supporto della comunicazione turistica e culturale (84mila); creazione dell’itinerario interterritoriale “Sentiero dei borghi” (30mila); lavori di restauro conservativo della Torre Medicea di Marciana Marina e suo programma di valorizzazione culturale (600mila); Elba Jazz Contest: attività di promozione di residenze artistiche (136mila). «L’Unione Europea – si legge nella deliberazione della giunta marcianese di Barbi – ha risposto alla crisi pandemica con il Next Generation EU, un programma che prevede investimenti e riforme per accelerare la transizione ecologica e digitale, migliorare la formazione delle lavoratrici e dei lavoratori, conseguire una maggiore equità di genere, territoriale e generazionale. Per l’Italia il Ngeu presenta un’opportunità imperdibile di sviluppo, investimenti e riforme. E il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha una durata di sei anni, dal 2021 al 2026». Si tratta dunque di interventi che intendono «riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica, contribuire a risolvere le debolezze strutturali dell’economia italiana, e accompagnare il Paese su un percorso di transizione ecologica e ambientale», come evidenzia la giunta di Marciana.

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