Un no deciso all’allevamento di cinta senese a Pianosa

Legambiente: questa proposta è un mistero, decisa contrarietà. L'isola va tutelata

Si sta precisando il quadro delle improvvide dichiarazioni del presidente della Regione Toscana sull’introduzione a Pianosa di suini: non si tratterebbe di cinghiali ma di cinte senesi da salvare dalla possibile estinzione causata dalla peste suina.
Va fatto notare che cinghiali, maiali o cinte senesi appartengono alla stessa specie (Sus scrofa) e che quindi nulla cambia per quanto riguarda l’introduzione di una specie invasiva in un’area protetta dalla legge Italiana e dalle direttive europee.
Inoltre, è abbastanza singolare che mentre in diverse isole del mondo associazioni ambientaliste internazionali procedono alla rimozione di cinghiali e maiali inselvatichiti, si voglia immettere una “razza” nota per le sue abitudini di vita allo stato brado in un’Isola dove negli anni passati si è proceduto, tra mille polemiche, all’eradicazione di ratti, gatti, fagiani e pernici per riportare Pianosa alla sua originaria biodiversità.
Nel tentativo di difendere un’ipotesi indifendibile, malpensata e ancora peggio proposta, si dice che alla fine si tratta solo di mettere in un’area recintata e “sicura” e già esistente 9 esemplari di cinta senese selezionati, sorvolando sul fatto che non lo si fa certo perché restino 9: se si vuole davvero salvare la razza bisogna che si riproducano.
Se si vuole salvaguardare la cinta senese con 9 capi ci sono decine di luoghi, non sulle isole protette dell’Arcipelago Toscano, dove li si può tenere in sicurezza lontano dai cinghiali. Cosa c’incastri Pianosa con la cinta senese è un mistero.
Inoltre, i mufloni all’isola del Giglio erano in un recinto perfettamente ermetico, così come i daini nel parco nazionale del Circeo, ma poi sono scappati e le conseguenze le sappiamo.
Circola anche voce che il presidente Giani avrebbe già fatto accordi con qualche amministratore per ottenere i necessari permessi. Ma il nulla-osta lo deve dare il Parco Nazionale in base a un parere ISPRA e speriamo e chiediamo che il presidente del Parco e il nuovo direttivo chiariscano cosa ne pensino di tutto questo.
Legambiente esprime la sua decisa contrarietà: Pianosa non può essere trasformata né in un allevamento di specie alloctone, né nel buen ritiro per super-ricchi che qualcuno sembra avere in mente. La sua ricchezza è la biodiversità marina e terrestre, è la sua storia da custodire, e il suo mare da tutelare.

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