Speriamo che la notizia che sta circolando su social e giornali che, durante la presentazione della Casa della Comunità elbana a Portoferraio, il presidente della Regione Eugenio Giani avrebbe annunciato di voler creare a Pianosa un allevamento di cinghiali da selezionare per produrre alla fine una sorta di “cinta elbana”, sia il frutto di un colpo di sole.
Giani ha anche finalmente annunciato la nomina di Paolo Cassola, già direttore del Parco Nazionale del Circeo, come Commissario (coordinatore) ad hoc per ridurre gli ungulati all’Elba, il che vuol probabilmente dire, come avevo già scritto, che non si tratta e non potrà trattarsi di un commissario con pieni poteri – fuori e dentro il Parco Nazionale – per mettere in atto il progetto di eradicazione dei cinghiali e mufloni, che è del Parco Nazionale, che a sua volta è sotto il controllo del fantasmatico ministero dell’ambiente, Enti nazionali che quindi non possono sottostare a un commissario nominato dalla regione. Vedremo cosa dirà la leggina regionale annunciata da Giani sulla questione.
Ma la strampalata ipotesi dell’allevamento di cinghiali-maiali a Pianosa rischia di essere una bomba istituzionale innescata proprio sotto la poltrona del neo-commissario regionale che non ha nessun potere per realizzarla dentro l’area protetta. Se queste sono le direttive che la giunta regionale intende dare al Commissario, si comincia malissimo, andando in direzione contraria a quella giusta e a quanto fatto finora dal Parco a Pianosa.
Lo sgangherato progetto accennato del Presidente della Regione (sembra ancora una volta malconsigliato da una ex assessora) è semplicemente inattuabile: la legge 394 ’91 sulle aree protette e la Direttiva europea sulle specie aliene vietano di introdurre animali alloctoni in un Parco Nazionale e Pianosa, oltre che Parco Nazionale, è anche Zona speciale di conservazione (ZCS) e Zona di protezione speciale (ZPS) e l’introduzione di cinghiali-maiali-cinte violerebbe le Direttive Habitat e Uccelli e la recente Nature Restoration Law europea. Inoltre, il riferimento alla cinta senese elbanizzata/pianosizzata riporta all’allevamento di animali bradi o semibradi, vaganti su ampie porzioni di territorio, altro che eradicazione!
Su questo la Regione (e il Parco Nazionale) rischierebbe l’apertura di una procedura di infrazione dell’Unione europea.
Pianosa, sempre più arida e colpita dal riscaldamento globale, con la sua ridotta cuticola fertile, è uno dei posti meno indicati per “selezionare” cinghiali o “cinte elbane” e ci chiediamo quanto denaro pubblico verrebbe sottratto a un vero contenimento degli ungulati all’Elba e quanto tempo e quali operatori richiederebbe un progetto del genere che appare irrealizzabile e contrario alle normative italiane ed europee e al Piano del Parco Nazionale in vigore e alla sua variante in discussione, che Giani dovrebbe conoscere bene, visto che il Piano lo ha approvato anche la Regione e che sulla variante il Nucleo unificato regionale di valutazione (NURV) della Regione Toscana, ARPAT e altri Enti hanno fatto durissime osservazioni proprio a tutela della biodiversità che l’irrealizzabile allevamento ipotizzato da Giani danneggerebbe.
Non credo che l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), pur indebolito dal governo Meloni, possa dare il via libera a un’ipotesi del genere.
Spero che tutto resti un’estemporanea idea estiva frutto della calura. Ma al presidente della Regione voglio anche dire con la massima chiarezza che, prima di tornare all’Elba a fare ipotesi irricevibili e irrealizzabili di questo tipo dovrebbe confrontarsi con le forze politiche locali che in Regione sostengono la sua Giunta. Invece, troppe volte veniamo messi di fronte al fatto compiuto, a proposte che non condividiamo che, come questa volta, arrivano per qualche strana coincidenza proprio nei momenti di difficoltà di una destra divisa sulle poltrone e sul Parco.
E’ un atteggiamento che sconfina nell’autolesionismo, che non condividiamo e la Giunta Regionale deve prenderne atto e cambiare registro.
Anche in quest’Isola non è più il momento del fatto compiuto, delle trovate che denotano una scarsa conoscenza territoriale e sociale. A noi non interessano le dichiarazioni a effetto o le photo opportunity.
Su questioni delicate come queste Giani deve confrontarsi con le forze politiche del Campo Largo e con i cittadini elbani, non fare comparsate per sparare ipotesi che a volte, come per i cinghiali-maiali-cinte di Pianosa, non stanno semplicemente in piedi.
Umberto Mazzantini
*Segretario Circolo “Patrizia Piscitello” Isola d’Elba di Sinistra Italiana – AVS
*Ex consigliere del Direttivo del Parco Nazionale Arcipelago Toscano

