In una calda state del 2024 all’Open Air Museo Italo Bolano nasceva questo progetto, un’idea di pace e solidarietà tra i popoli: L’Eco-bandiera della Pace, un progetto dell’artista tifernate Moira Lena Tassi volto a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità e sulla voglia internazionale di Pace, “…una Pace disarmata e disarmante” (cit. Papa Leone XIV).”
Pace e Arte vanno a braccetto, sono solidali, perché l’Arte non ha né confini né bandiere; se poi la facciamo interpretare dai bambini, dalle persone fragili e indifese diventa un messaggio d’amore internazionale, solidale, incondizionato.
E così Moira ha portato avanti questo progetto per due anni, e lo ha fatto condividere da tante e tante persone valicando i confini d’Italia, utilizzando tele bianche riciclate, da Bali, e perfino dalla Palestina, in un periodo in cui era ancora martoriata dalle bombe.
L’iniziativa nasce dall’idea che la pace non sia soltanto un ideale astratto, ma un impegno concreto da costruire attraverso la partecipazione delle persone. La lunghezza eccezionale raggiunta da questa bandiera – oltre 150 metri – rappresenta simbolicamente il cammino che unisce comunità diverse, culture, generazioni e territori in un unico messaggio di speranza.
Il progetto ha coinvolto volontari, associazioni, scuole e cittadini, chiamati a contribuire alla realizzazione dell’opera. Ogni tratto della bandiera diventa così il risultato di un lavoro condiviso, trasformando il simbolo in una testimonianza di collaborazione e inclusione.
Oltre al valore artistico, l’iniziativa assume una forte dimensione educativa.
In un periodo storico caratterizzato da conflitti e tensioni internazionali, opere come questa ricordano come i simboli possano ancora avere la forza di unire le persone e stimolare una riflessione collettiva. La scelta di realizzare una bandiera così imponente non risponde soltanto a un primato dimensionale, ma vuole trasmettere un messaggio semplice e potente: la pace cresce quando viene costruita insieme.
L’iniziativa di Moira Lena Tassi si inserisce in quel filone di progetti civili e culturali che utilizzano l’arte partecipata come strumento di sensibilizzazione. La grande bandiera diventa così non solo un oggetto da osservare, ma un’opera da vivere, capace di coinvolgere migliaia di persone in un’esperienza condivisa.
Più che un record, questa bandiera rappresenta un invito a guardare oltre le differenze, ricordando che ogni piccolo contributo può entrare a far parte di qualcosa di molto più grande: un messaggio di pace destinato ad attraversare confini, lingue e generazioni.
In sintesi alcune tappe del progetto:
6 aprile 2025: Il debutto ufficiale con il primo srotolamento a Città di Castello.
12 ottobre 2025: La storica esposizione ad Assisi, in occasione della Marcia della Pace Perugia-Assisi.
21 dicembre 2025: L’arrivo a Sassoferrato, con il coinvolgimento attivo delle scuole locali.
16 maggio 2026: La tappa a Polverigi, che ha visto la partecipazione entusiasta dei bambini del territorio di Polverigi e Agugliano.
Con immagini e filmati l’artista documenterà il grande viaggio di questa bandiera che ha coinvolto fin ora più di 2000 bambini e persone in condizione di fragilità.
Ad oggi, il progetto vanta una rete internazionale in continua espansione. Non si tratta più solo di un’iniziativa locale, ma di un vero e proprio ponte di unione tra le culture. Hanno aderito al progetto numerose scuole e associazioni non solo in Italia, ma in tutto il mondo: dalla Spagna alla Polonia, fino alla Palestina e all’Indonesia, dimostrando che il desiderio di pace non conosce confini.
Durante la serata di venerdì, verranno esposti gli ultimi eccezionali pezzi di bandiera realizzati da:
– I bambini della Terra Santa School of Bethlehem (Betlemme);
– Gli alunni delle scuole elementari e prime medie di Polverigi e Agugliano;
– I bambini della scuola francese Collège Rocher du Dragon (Aix-en-Provence, Francia), il cui contributo è arrivato grazie a un progetto Erasmus di gemellaggio con la scuola media Alighieri-Pascoli di Città di Castello, questi ultimi in anteprima.
Ma la serata riserva anche una sorpresa inaspettata: il collegamento video speciale con Luisa Morgantini, già vicepresidente del Parlamento Europeo e fondatrice dell’associazione AssoPacePalestina.
La sinergia attiva con l’associazione ha permesso al progetto di superare barriere apparentemente insormontabili, arrivando a coinvolgere anche i bambini del campo profughi di Nablus, dando voce a chi spesso non ce l’ha.
L’appuntamento è quindi per venerdì sera all’Open Air Museum Italo Bolano.
L’incontro è a ingresso libero ed è aperto a tutta la cittadinanza, ma soprattutto ai bambini, i veri e unici protagonisti di questo immenso messaggio d’amore che grida a gran voce: “Pace”.



