Portoferraio

“A Portoferraio amministratori senza progetti ne idee”

di Partito Democratico

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Nell’ultimo consiglio comunale, nella sconsolante pochezza della
compagine che sgoverna Portoferraio -neanche il capogruppo interviene
per motivare le scelte della maggioranza-, il neo assessore Roberto
Marini è parso il migliore per distacco nei banchi della maggioranza.
“Beati monoculi in terra caecorum.”
Marini che ha fatto parte di molte amministrazioni che hanno governato
Portoferraio e che sembrava inspiegabilmente non spiegarsi chi ci fosse
stato in biscotteria negli ultimi venticinque anni.
Ma il punto oggi è un altro: cosa sta accadendo a Portoferraio? Cosa
hanno in testa Nocentini e la sua amministrazione?

Quello che si è visto, dall’inizio della consiliatura, è una sorta di
attacco alla storia amministrativa di questa città, un tentativo di
porsi come salvatori di un comune che nel tempo è stato sempre mal
governato, di guerra a ciò che è stato fatto fin qui.
La cosa è iniziata subito, con l’atteggiamento irrispettoso di alcuni
amministratori, venuti dal resto dell’isola a mostrare ai portoferraiesi
come governare questo “piccolo paese”, ritrovando poi la via di casa in
men che non si dica.

Anche se non si vede, ha lo stesso significato il declassamento della
segreteria comunale e ora la rinuncia alla dirigenza che fu una
conquista degli allora amministratori (ovviamente di centro sinistra)
che tentarono di adeguare la nostra città a realtà altrettanto complesse
anche di dimensioni demografiche maggiori.
Un porto praticamente in città, con i problemi del traffico soprattutto
nei giorni estivi, l’ospedale che d’estate deve servire centinaia di
migliaia di persone e d’inverno tutta l’Elba, una città storica, con un
patrimonio culturale enorme largamente da mantenere o recuperare ed una
viabilità interna complicata, le scuole di tutta l’isola, i servizi, per
tutti, dodici mesi l’anno, il territorio costiero, l’impatto del turismo
non solo balneare e altro, altro ancora.

Non era un vezzo, né la volontà di sperperare denaro pubblico, era la
presa di coscienza della complessità dei problemi che investono un
comune di nemmeno 12 mila abitanti che però deve affrontare temi di
enorme difficoltà da gestire con competenza e serietà.

Come si fa a pensare di approcciarsi semplicisticamente a questa
complessità?
Con quattro schemetti da presentare su una tv durante il consiglio
comunale?

Oggi, soprattutto nel dibattito sui social, si cerca di far passare la
narrazione che nel tempo “sono stati tutti uguali”, che i mali vengono
da lontano.
Non è così! Non è vero che negli ultimi 30 anni tutte le amministrazioni
hanno contribuito a questo disastro.
Negli ultimi 30 anni si sono recuperati importanti siti storici e
culturali, ci sono state iniziative estive di valore nazionale, non gli
uomini travestiti da cigni, il patrimonio di Portoferraio è stato spesso
restituito alla fruizione dei portoferraiesi.
Il problema è che oggi quel patrimonio è chiuso o scarsamente e male
utilizzato.

Lo ricorderemo ai cittadini di Portoferraio a breve, ricostruendo i
progetti e le realizzazioni che in questi anni i governi di centro
sinistra hanno prodotto per la città.

Poi aspetteremo invano altrettanto dall’attuale compagine alla guida
della città.

In soli due anni si è ridotta Portoferraio come mai (MAI!) si è vista
prima, sotto il profilo dell’abbandono e della mancanza di qualsiasi
prospettiva. Nessun progetto, nessuna idea.
Un po’ di asfalto qua e là.

Di fronte a questo disastro “Portoferraio c’è” si occupa di cercare una
nuova collocazione al Municipio di Portoferraio. Un altro schiaffo alla
storia ed all’identità di Cosmopoli e un rischio concreto di svuotamento
definitivo del nostro centro storico.

Ma davvero qualcuno crede alla favola che per 30 anni, da Fratini a
Peria, a Zini ma perfino Ageno e Ferrari, tutti fossero una massa di
inetti incapaci e che oggi Nocentini, Manzi e company siano chiamati a
risolvere i loro misfatti? Davvero esiste qualche portoferraiese che non
cambierebbe, seduta stante, questa scalcinata armata Brancaleone con
quegli amministratori?

PD Portoferraio

Una risposta a ““A Portoferraio amministratori senza progetti ne idee”

  1. Isolato Rispondi

    La credibilità di molte affermazioni di Scelza e dubbia. A partire dal 2000 a Portoferraio hanno governato per 25 anni il centrosinistra, per quasi 15 il centrodestra. Quindi tutti hanno responsabilità. L’unico mandato produttivo e stato quello di Peria nonostante la macchina del Comune inficiata dalle imposizioni e sfuriate di un dirigente già allora candidato al licenziamento. Dopo molto buio con Ferrari come con Zini e rinnovamento poco o nulla se i nomi sono quelli citati così che non c’è da meravigliarsi di un cavallo di ritorno come Marini. Una idea di Portoferraio non l’ha il centrodestra ed e tanto più grave perché e al governo, non l’ha avuta il centrosinistra. Specchio della situazione il placido passaggio del piano strutturale nella sostanza invariato dal mandato Zini a quello Nocentini. Non ci sono soluzioni di parte per dire sono più bravo di te c’è necessità di chiamare a confrontarsi sul futuro i migliori talenti che hanno calcato la scena politica, amministrativa e professionale per consegnare poi a chi ha il mandato di governo un quadro di possibilità, di idee, per un progetto concreto.

    11 Luglio 2026 alle 9:40

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