Prima giornata del Castanetum Flower a San Cerbone

di Pedalta Aps

Lunedì 6 luglio si è svolto il primo appuntamento del Castanetum Flower Festival a Marciana, all’ombra dei castagni di San Cerbone.
Nella cornice dei secolari castagni di Poggio, presso l’Eremo di San Cerbone (noto anche come Romitorio), si è svolta la prima giornata del Castanetum Flower Festival a Marciana.
San Cerbone.
L’Eremo si trova all’Isola d’Elba, a 530 metri di altitudine sul Monte Capanne, tra i paesi di Marciana e Poggio. È considerato il luogo di culto più antico dell’isola. La sua storia inizia nel VI secolo, quando il vescovo Cerbone fugge qui dalla vicina Populonia per scampare
ai Longobardi, trovando riparo in una grotta. Dopo la sua morte, avvenuta nel 575, viene costruita la prima piccola chiesa. Nel 1421, il frate san Bernardino da Siena vi fonda un convento francescano. In seguito i frati lasciano la struttura, che diventa così un eremo.
Oggi l’eremo si raggiunge solo a piedi, tramite sentieri che attraversano i boschi di castagni.
La passeggiata e l’incontro sul paesaggio
L’evento è iniziato con il cammino dei viandanti da Poggio al Romitorio di San Cerbone.
Ad attendere i camminatori nei castagneti c’erano i rappresentanti del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: la dottoressa Francesca Giannini, responsabile dell’ufficio per la conservazione e tutela della biodiversità; il sindaco del Comune di Marciana, Simone Barbi; il presidente della Pro Loco di Marciana, Icilio Disperati; il presidente dell’associazione Pedalta, Ivano Ferrini; il direttore della cooperativa agricolo-forestale “Nanni Elba” William Caggiano; e il tecnico Agostino Sichi. Gli ospiti sono intervenuti sul progetto di restauro ecologico e paesaggistico dei castagneti di Marciana e dei muretti a secco di San Cerbone.
Le degustazioni delle aziende locali
Ad allietare il pomeriggio sono state le aziende locali, che hanno offerto in assaggio i loro prodotti a base di castagne:
– I dolci alle castagne, vincitori del 2° premio al 15° concorso gastronomico nazionale ideato dall’associazione nazionale Città del Castagno (indetto a ottobre del 2021), creati dalle mani sapienti delle donne dell’associazione Pedalta: Edissa Segnini, Arabella Artieri e Luana Anselmi;
– La Birra dell’Elba, che ha proposto la “La Caldarrosta”, una birra prodotta con miele di castagno e castagne in fiocchi. Al naso, l’interessante profumo di miele di castagno è seguito da leggere note erbacee;
– Il laboratorio artigianale “Il Capepe”, un’azienda d’eccellenza a conduzione familiare. Chiamata così in omaggio a una delle colline più belle che circondano il borgo medievale di Marciana, l’impresa dedica energia e competenza alla produzione di marmellate i cui
gusti e accostamenti seguono la maturazione stagionale dei frutti del territorio marcianese. Il Capepe lavora i prodotti nello stesso giorno della raccolta. La qualità delle materie prime
è assicurata da una ricerca attenta di frutti di stagione, sia nei boschi circostanti sia presso coltivazioni selezionate che garantiscono frutti privi di trattamenti;
– L’Azienda Agricola “Zega”, situata in un angolo di paradiso dell’Elba, adagiato su una collina protetta alle spalle dal paese di Marciana e circondata da lecci e castagni. Qui maturano le uve, le olive e prende forma il miele. Dai frutti della terra lavorata con
passione e cura nascono i prodotti elbani.
Gli artigiani
Hanno arricchito la giornata due maestri artigiani: Gionatan Bisso, che intaglia il legno e in particolare quello di castagno – presenza ricca e generosa delle nostre colline – modellandolo e creando oggetti artistici; e Gaudenzio Coltelli, che con pazienza e meticolosità intreccia i vimini per dare forma a ceste e panieri che rievocano tempi antichi.
Una prima tappa della manifestazione – che si concluderà con le due serate del 18 e 19 luglio a Marciana – che ha dato grande soddisfazione agli organizzatori e grande piacere ai partecipanti (molte le famiglie con figli al seguito), grazie a una vera e propria full immersion nella natura, nella storia rurale e religiosa dei territori marcianesi.
Ci piacerebbe concludere con un pensiero di Carlo Petrini (fondatore di Slow Food) sul movimento del Rinascimento Rurale italiano: «Il turismo deve far bene, e non solo far soldi. Bisogna tornare a dare valore al senso del limite e ricordarsi delle umili origini contadine di questi territori.»
P.S. ringraziamo tutti gli intervenuti e vi aspettiamo sabato 18 luglio alle ore 17,30 alla Fortezza Pisana.

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