Regione: seconda variazione bilancio, il dibattito

Ecco i vari interventi dei consiglieri di Fratelli d'Italia e Futuro Nazionale

Aprendo il dibattito generale sulla seconda variazione di bilancio il consigliere di Fratelli d’Italia Luca Minucci ha detto “nessuno di noi è contrario ai contributi straordinari e agli aiuti agli Enti locali, però dobbiamo sottolineare che c’è troppa discrezionalità sulla distribuzione delle somme. Non c’è una visione chiara di dove si vuole che vada questa Regione e il bilancio e le manovre che sono collegate al documento di economia e finanza dovrebbero garantire a tutti i territori le medesime possibilità di crescita”.

“Per la Maremma e Grosseto – ha proseguito – ci sono diversi interventi finanziati, però ci tengo a sottolineare che tanti di questi comuni che vengono aiutati vivono uno spopolamento e l’annientamento del commercio locale. Si tratta spesso di paesi semi abbandonati e ridotti a un dormitorio. La provincia di Grosseto a differenza di Firenze e della Piana, dal punto di vista delle possibilità solo di spostarsi, vive un’arretratezza che nel 2026 è difficile da accettare. Per questo va cambiato il paradigma nella costruzione di questo bilancio con formule diverse dall’aiuto a chi conosco, ma valorizzando i territori della Toscana diffusa spesso citata dal presidente della Giunta Giani. Servirebbero per questo dei bandi regionali che permettessero a tutti di partecipare. Questa è la Regione delle promesse non mantenute in campagna elettorale, come gli interventi promessi per la mitigazione del dissesto idrogeologico, fondamentali in questa fase di cambiamento climatico. Mentre la vera sfida sul reddito cittadinanza, per cui sono stati erogati solo 100mila, è quanti cittadini verranno reinseriti nel mondo del lavoro”.

Nel suo intervento il consigliere Matteo Zoppini (Fdi) si è concentrato sulle materie di competenza della commissione Istruzione e cultura di cui è membro. “Quello che esaminiamo in Aula oggi è il documento più importante in cui si dovrebbero declinare gli atti di indirizzo, la visione e le strategie operative della Giunta, ma questo per quanto riguarda la cultura emerge poco”. L’esempio più evidente per il consigliere Zoppini è quello “dell’inserimento all’interno del Defr dei 30mila euro destinati al trasloco della Fondazione Toscana Spettacolo dalla sede di Santa Apollonia ai locali di Novoli. Al di là dell’importo che incide poco, preoccupa il significato politico. Oggi c’è un’occupazione e invece di contrastare l’illegalità vengono stanziati 30mila euro per consentire la prosecuzione di questa occupazione”. “Noi – ha proseguito Zoppini – ci saremmo aspettati dei punti chiari sul futuro di quello che è il diritto allo studio in Toscana anche e non solo perché come è noto nel 2028 mancheranno ad ARDSU 30milioni di euro e che la Regione e il Ministero dovranno individuare. Ci saremmo aspettati dalla Regione anche una linea su quelle che sono le borse di specializzazione medica aggiuntiva, su cui la Regione anni fa metteva diversi milioni di euro e che oggi sono state azzerate. Così come sulle borse di psichiatria infantile che sono richieste da più Università toscane. Abbiamo poi sollevato quesiti in commissione sui 200mila euro individuati sui programmi di pace per capire come verranno utilizzati”. Concludendo il suo intervento Zoppini ha accolto positivamente gli interventi per San Casciano dei Bagni e per la casa di Rodolfo Siviero a Firenze, come quelli per la valorizzazione della danza, “ma non capiamo le strategie e le scelte della Giunta che portano a una linea di intervento nel defr rispetto a un’altra. Le risorse su ricerca cultura e università sono sempre un buon investimento, ma quello che ci domandiamo è quali sono le priorità che hanno condizionato le scelte”.

La consigliera di Fratelli d’Italia Marcella Amadio ha paragonato il bilancio della Giunta “al vostro libro dei sogni. Chi non conosce i territori lo legge e vi fa i complimenti, ma la realtà è diversa”.

Parlando delle infrastrutture e del capitolo sul mantenimento e l’adeguamento dei fondali dei porti di competenza regionale la consigliera Amadio ha parlato della situazione di Marina di Campo: “Un porto dove il fondale è pieno di cose e che ha bisogno di un dragaggio, perché le imbarcazioni non entrano e se non entrano si perdono gli attracchi con conseguenze economiche e per il turismo”.

Amadio è stata molto critica anche sul contratto con Toremar entrato in vigore nel 2025: “I traghetti sembrano delle bagnarole e basta poco vento per non farli partire e molta gente è costretta a dormire al porto di Piombino. Toremar non investe sui traghetti e non garantisce la continuità territoriale. Se parliamo poi del capitolo salute cominciano i dolori. I soldi sono sempre meno e presidi fondamentali come Porto Ferraio e Piombino vengono smantellati. Il reparto di cardiologia richiesto, perché fondamentale, per Piombino e Porto Ferraio non lo fate. E con una scelta di buon senso andrebbe aperto un punto nascita a Piombino”.

Tornando a parlare del libro dei sogni la consigliera Amadio ha aggiunto “c’è un libro dei buoni e dei cattivi. Con Firenze matrigna rispetto agli altri territori e per Livorno e la mia provincia ho visto poco o nulla. L’unica cosa che vedo sono i contributi a favore della Galleria ex voto del Santuario di Santa Maria di Montenero. Quando si fanno i progetti e si pensa ai finanziamenti bisognerebbe comportarsi come il buon padre di famiglia con equità, ma Livorno arriva sempre dopo gli altri”.

Secondo il consigliere Enrico Tucci (FdI): “Quello che conta in un bilancio al di là dei numeri è la filosofia che è sottesa. E la filosofia di questa Regione da tanti anni è quella di dare contribuiti a chi li chiede, e talvolta anche a chi non li chiede, ma senza una visione di sviluppo”. Il consigliere Tucci ha fatto riferimento all’ultimo rapporto di Bankitalia sull’economia toscana per mettere in evidenza come “la crescita sia debole, si fatica a ritrovare il dinamismo che c’era prima della pandemia con un aumento del pil nel 2025 inferiore alla media nazionale. Risultati modesti che dimostrano una debolezza strutturale. Alla base del sistema produttivo ci sono micro e piccole imprese attive nei settori tradizionali meno orientate all’innovazione. L’export è sostenuto prevalentemente da due attività, il farmaceutico e i metalli preziosi ma questo non basta”.

Il consigliere Tucci ha poi sottolineato come a chiedere un cambio di marcia sia stato anche il segretario regionale del Pd Fossi, “mentre sono pronti a scendere in piazza il 9 luglio i sindacati

con una giornata di sciopero. Sciopero che nasce per la situazione drammatica dell’industria toscana, particolarmente critica per il comparto della moda, con i salari reali cresciuti pochissimo e che hanno portato alla perdita del potere di acquisto. Dall’industria dipende futuro della Toscana e in questo atto non ce n’è traccia”.

La consigliera di Fratelli d’Italia Serena Bulleri ha sottolineato come “da questo bilancio emerga la linea di indirizzo politico su quello che la Regione deve perseguire e lo vediamo in come spende.

Ci dice gli interessi collettivi che la Regione intende perseguire e da questo bilancio vediamo che non c’è una visione sui diritti fondamentali. Vediamo che nonostante i continui richiami che la Regione prende dalla Corte dei Conti c’è un’erogazione finanziaria che la Corte in passato ha definito a rivoli. C’è un palese squilibrio del perimetro sanitario. A fronte di questa parcellizzazione che non sappiamo se verrà sistemata da un maxiemendamento non possiamo che pronunciarci in maniera nettamente contraria”.

Nel suo intervento il portavoce dell’opposizione Alessandro Tomasi ha esordito dicendo che non si capisce se il presidente Giani sia quello che “gestisce l’ordinario o vuole fare le riforme. Che vuol portare a compimento l’aeroporto di Firenze, la Fi-Pi-Li e affrontare temi come la deindustrializzazione e il tema della formazione o sia semplicemente il presidente che gestisce l’ordinario come è evidente da questo bilancio con lo spacchettamento delle risorse e con opere non strategiche”. Tra gli interventi positivi evidenziati dal portavoce Tomasi “l’efficientamento energetico per le scuole o quando si interviene per evitare che un comune perda i fondi del pnnr o quando si fa per garantire il diritto dei ragazzi ad andare a scuola. Però ci sono interventi che non capisco come quando il presidente elargisce 200mila euro alla diocesi di Livorno o alla fondazione Rondine, ma non capisco come altre fondazioni possano avere modo di contattarla per avere un trattamento simile”.

Il portavoce Tomasi ha poi sottolineato come il keu sia ancora un’emergenza attuale “e non capiamo quanti soldi ci vorranno ancora. Non sono d’accordo poi con i 3milioni di euro di barriere antirumore per la stazione Guidoni, quando a finanziare questo intervento dovevano essere le Ferrovie dello Stato. Ci preoccupa poi l’aumento dei costi per la realizzazione dell’ospedale di Cisanello. Siamo arrivati a 588milioni di euro e ci chiediamo se si arriverà a 800milioni complessivi. Sul comune di Cavriglia non capiamo come chieda 4,8milioni di euro per il progetto di Castelnuovo d’Avane e ne riceva 6,8 coprendo anche la parte che il comune cofinanzia”.

“Un ultimo dato preoccupante – ha sottolineato Tomasi – è quello della sanità con i 35milioni di euro di debito per ristorare le aziende sanitarie che hanno attinto al Fondo sanitario per fare gli investimenti. Io ho chiesto che tipo di investimenti sono e non tutti sono urgenti, ma sono stati utilizzati per fare cose ordinarie. Le cifre spese in questa prima parte dell’anno sono alte ed è necessario un freno”. “Siamo in un momento decisivo di grandi scelte – ha concluso Tomasi – se vuole una mano noi ci siamo. Servono scelte strategiche sulla deindustrializzazione, sulle politiche sull’abitare, sull’agricoltura e sulla peste suina. Non è vero che tutto va male ma nemmeno che tutto va bene”.

Per Claudio Gemelli di Fratelli d’Italia “c’è il rischio di vanificare il lavoro delle commissioni con gli emendamenti che arriveranno a seguito di trattative che ha convolto solo una parte della maggioranza. L’obiettivo dovrebbe essere quello di rendere attrattiva la Toscana, e in questa variazione non si riescono a trovare aspetti che dovrebbero renderla più competitiva e attrattiva.

Gli interventi a pioggia non servono a questo e mancano le opere strategiche per questa regione dalle strade, allo smaltimento dei rifiuti, dal sostegno alle imprese e all’agricoltura fino alla mitigazione del dissesto idrogeologico”.

Parlando delle infrastrutture toscane il consigliere Gemelli ha sottolineato come “servano interventi massivi sulla Firenze-Pisa-Livorno anche per garantirne l’insonorizzazione. Interventi di risanamento acustico per cui vengono spesi pochi soldi. Si tratta di una strada pericolosa, una vera e propria trappola, perennemente cantierizzata con code ogni giorno e per la manutenzione il budget ordinario è di solo di 8,4milioni di euro all’anno. Questa è una variazione che inserisce 4milioni sulla manutenzione straordinaria, ma mi chiedo se è davvero la misura giusta per andare a mettere in sicurezza questa trappola di strada anche perché manca una programmazione pluriennale. A proposito di infrastrutture finalmente abbiamo visto la posa della prima pietra per il ponte a Signa con interventi per 5milioni previsti, immagino per l’adeguamento dei prezzi, ma quello che è un obiettivo che si doveva raggiungere decenni fa, ora viene sbandierato come una grande operazione”.

Nel suo intervento Massimiliano Simoni ha illustrato la posizione del Gruppo Misto – Futuro Nazionale: “Diciamo un netto no ad un approccio ragionieristico con le risorse distribuite a pioggia per inseguire le emergenze senza una vera pianificazione strutturale. C’è una totale mancanza di visione dei bisogni della nostra Regione. Con la variazione di bilancio si tamponano discutibili scelte del passato”. “Il primo pilastro su cui si fonda questa variazione di bilancio è la sanità e il sociale a cui viene destinato un terzo delle risorse, tra cui 20milioni di euro per l’ampliamento del nuovo ospedale di Cisanello a Pisa. Non siamo contrari all’ammodernamento della struttura, ma mentre si concentrano milioni sui poli centrali i cittadini dei luoghi periferici continuano ad affrontare interminabili liste di attesa, con pronto soccorso al collasso e la carenza cronica di medici di base. E i 30 milioni complessivamente stanziati per sanità e sociale non bastano per colmare la voragine creata da una gestione fallimentare. E si annunciano grandi problemi sulle assunzioni nelle case di comunità”. Il consigliere Simoni ha anche criticato la riforma delle Asl e sottolineato come sempre più cittadini toscani siano costretti a rinunciare alle cure mediche.

Il consigliere Simoni ha anche criticato le scelte fatte sulle infrastrutture “con una variazione di bilancio che troppo spesso serve solo “a rincorrere il rincaro dei materiali e a finire opere già avviate dimostrando una totale mancanza di programmazione a lungo termine. La nostra Regione ha un disperato bisogno di collegamenti ferroviari tra l’entroterra e le coste e di rafforzare significativamente la dorale tirrenica, ma servono anche opere idrogeologiche fondamentali per prevenire il dissesto”. “Sulla cultura e l’istruzione – ha concluso Simoni – assistiamo alla consueta spartizione basata su consuete battaglie ideologiche buone solo a raccogliere qualche voto in più”.

Quali le principali opere strategiche per la Toscana? Diego Petrucci (FdI) non ha dubbi: la più importante riguarda le strutture di Pronto Soccorso, o meglio l’indennità di funzione economica per coloro che vi lavorano, qualcosa di concreto quindi e non una pacca sulle spalle. Il consigliere ha sottolineato come sia stato il Governo Meloni ad introdurre l’indennità di Pronto soccorso, concedendo la facoltà alle Regioni di integrare con risorse proprie. E la Toscana? “Non ha stanziato neppure tutto quello che ha erogato lo Stato”, ha ribadito il vicepresidente del Consiglio regionale. Da qui l’invito ad intervenire sul welfare aziendale, magari riducendo di 500 unità i 2142 primari, uno ogni 4 posti letto, quindi risparmiando 25 milioni l’anno per restituire dignità agli operatori dei Pronto soccorso. Tra le altre misure strategiche Petrucci ha ricordato la “rivoluzione” di Meloni sul Piano Casa, a fronte di una Toscana che conta 5000 alloggi popolari vuoti e non assegnati. In conclusione, del suo intervento ha ribadito la necessità di investire su dotazioni infrastrutturali specifiche, per definire una precisa strategia di sviluppo in Toscana.

Vittorio Fantozzi (FdI), riconoscendo la difficoltà ad intervenire nel contesto di un dibattito, senza ripetersi o finendo per sminuirne le misure, ha parlato di variazione di bilancio da “leggere” lasciandosi guidare non da un libro di scienza delle finanze, ma dalle lenti della politica. Secondo il consigliere, “prima ancora di variazione di bilancio, dobbiamo parlare di assestamento politico”. “E mentre Giani con la sua metrica intercetta le necessità delle comunità locali noi captiamo il malcontento dei toscani, pronti a discernere gli interventi di necessità da quelli dettati dal sentimento del governatore”, ha affermato, nella consapevolezza di quanto possa essere difficile, “nella vostra maggioranza trovare una convincente sintesi di governo”.

“Lei mi insegna che bilancio e variazione tendono a rappresentare la visione che si ha della Toscana”, ha esordito Jacopo Cellai (FdI), rivolgendosi al presidente Giani. “Ma ancora siamo in attesa del Programma regionale di sviluppo, che è il fulcro dell’azione di governo della Regione; la tenuta dei conti in sanità ha i suoi chiaro-scuri; sul fronte di Toscana Strade è difficile stabilire quante risorse debbano essere allocate”, ha sottolineato, ricordando ancora i 3 milioni per la terza Torre di Novoli, tramontata per il diniego del Sindaco di Firenze. Infine: “anche le grandi opere di cantierizzazione devono rispondere ad una visione strategica”, ha concluso Cellai.

Secondo Alessandro Capecchi (FdI) è sugli obiettivi generali di programmazione che si articolano gli interventi: “il criterio, presidente Giani, deve essere quello della programmazione, non quello della simpatia”; e mentre ancora non si è visto il Programma regionale di sviluppo e si continuano ad elargire risorse tra chiese, associazioni teatrali e arredi per palestre, “stiamo facendo un’operazione corretta nei termini di manutenzione del nostro patrimonio?”, si è chiesto retoricamente il consigliere, rivolgendosi all’Aula di palazzo del Pegaso. Capecchi, facendo un rapido calcolo, ha ricordato che nella nostra Regione, dal 2020 al 2026 si sono elargiti con il consueto meccanismo “a pioggia” oltre 1 miliardo e mezzo di euro, risorse che, al contrario, avrebbero potuto essere utilizzate per realizzare interventi obiettivamente più “necessari”. Il consigliere ha quindi concluso auspicando approfondimenti su una serie di partite, da Firenze Fiera a Fidi Toscana, passando dalla gestione della Laguna di Orbetello.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Regione: il dibattito sulla seconda variazione di bilancio

Gli interventi di Forza Italia, FdI, Avs, Casa Riformista , M5S e Partito Democratico

Regione: seconda variazione bilancio, l’intervento di Giani

Il governatore della Toscana presenta pacchetto per interventi nella regione