Riceviamo e pubblichiamo
“A egregie cose il forte animo accendono l’urne de’ forti…
e bella e santa fanno fanno al peregrin la terra che le ricetta.”
A noi i versi di Foscolo neppure ci sfiorano, a noi “barocci di mare” neanche ben “calafatati”, distratti da soldi e turismo, delle urne dei forti non ce ne frega niente.
Lo dimostra lo stato di completo abbandono in cui versa la parte antica del Cimitero della Misericordia a Portoferraio, “regno” oramai incontrastato di piccioni, gabbiani e guano secco che imbratta le lapidi e scricchiola quando qualcuno si avventura, a proprio rischio, tra i corridoi e le strutture pericolanti.
Noi dovremmo solo vergognarci di come vengono trattati e considerati coloro che ci hanno lasciato e che dovrebbero essere di stimolo a chi rimane.
Non so di chi siano le “colpe” e l’effettiva responsabilità di questa assurda negligenza e costante ignavia, che perdura da tanto, troppo tempo: so però che tenere in questo stato un ambiente sacro e di memoria di tutti non è decoroso per la nostra comunità che deve pretendere dignità per il nostro Cimitero, un luogo talmente prezioso che ritengo quasi sacrilego questo abbandono all’oblio.
Riccardo Nurra
cittadino di Portoferraio





