Il sentiero 101 è il percorso simbolo del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano: partendo dal centro storico di Marciana raggiunge la vetta di Monte Capanne attraversando antichi castagneti, raggiungendo il santuario di San Cerbone e inerpicandosi tra macchia mediterranea, rocce e caprili fino a toccare la vetta dell’Elba e dell’Arcipelago.
Ma proprio nel cuore verde del Parco Nazionale, a due passi dalle vie di granito di Marciana, escursionisti e marcianesi hanno segnalato a Legambiente una serie di perdite che, in un periodo di estrema e prolungata siccità, disperdono acqua preziosa da tubazioni ufficiali che attraversano e sfregiano questo sentiero iconico, da captazioni abusive e da pozze che sembrano realizzate per questo scopo.
Il risultato è che questo sentiero – la mamma di tutti i sentieri elbani – è attraversato e sfregiato da un groviglio di tubi che sversano copiosamente, mentre la mancanza di manutenzione costante è visibile anche nei rovi che stanno per occupare un tratto del sentiero e nella situazione sempre più precaria del pontino in legno che attraversa il fosso dove scorre ancora un rigagnolo d’acqua prezioso per la fauna e la flora.
Altri sversamenti sulle strade sono stati segnalati a Legambiente anche in via del Pozzatello a Marciana (dove però sono già intervenuti i vigili urbani) e alla Conca.
Questo non può più essere il biglietto da visita della sentieristica elbana: dove possibile le tubazioni di ASA vanno interrate dopo un’accurata revisione e manutenzione, mentre il groviglio di tubi neri abusivi (che sono anche vere e proprie micce per gli incendi) deve essere risanato con un’azione di decisa pulizia, sia sul 101 che altrove.
Acqua e sentieri sono beni comuni, indispensabili alla nostra economia turistica, non possono essere sprecati e trattati in questo modo. Gli Enti che devono proteggere natura e risorse idriche, a cominciare dal Parco Nazionale e ASA, intervengano al più presto e con decisione.


