C’è qualcosa che non torna e ci stupisce nello scontro esploso all’interno di Bene Comune. E non è soltanto il durissimo botta e risposta tra la capogruppo Marcella Merlini e il consigliere Daniele Palmieri. Dietro le accuse reciproche sembra emergere una frattura ben più profonda, che rischia di far saltare definitivamente gli equilibri della forza di opposizione presente in Consiglio comunale. Tutto nasce da un post di Palmieri, che denuncia le condizioni degli uffici comunali ricordando un episodio risalente ai primi anni Duemila: un dirigente che, secondo il consigliere, avrebbe acquistato un climatizzatore utilizzando fondi della biblioteca. Palmieri sostiene anche di avere riferito quei fatti alla polizia giudiziaria nel 2007. Ci si sarebbe aspettati una replica della maggioranza ,anche sé estranea ai fatti dell’ epoca , Invece ad attaccare Palmieri è stata proprio la sua capogruppo, Marcella Merlini, che ha preso ufficialmente le distanze dalle sue dichiarazioni, definendole esclusivamente personali. Una presa di posizione che lascia spazio a diversi interrogativi politici. Perché tanta determinazione nel contestare il proprio collega anziché chiedere chiarimenti sui fatti richiamati? Forse la capogruppo si è informata sulle vicende amministrative di oltre vent’anni fa? E soprattutto, perché scegliere di difendere quella ricostruzione invece di concentrarsi sulle problematiche attuali della città? Domande che diventano ancora più pesanti dopo la replica di Palmieri, il quale richiama la propria deposizione davanti alla polizia giudiziaria e lancia un messaggio inequivocabile: «Nella vita politica bisogna scegliere da che parte stare. Con la città e con i lavoratori oppure con gli amici». Chi sarebbero questi “amici”? Palmieri non lo dice. Ma il riferimento alimenta inevitabilmente il dibattito politico, anche perché nei commenti ai post diversi cittadini si chiedono come mai Merlini sembri così informata su fatti che risalgono a oltre due decenni fa. Una cosa, però, appare evidente. Bene Comune esce da questa vicenda profondamente divisa. La capogruppo smentisce pubblicamente il collega. Palmieri replica ricordando che Merlini rappresenta soltanto uno dei due consiglieri del gruppo e che non può parlare a nome dell’intera opposizione. Nel frattempo il resto del centrosinistra tace. Nessun intervento dell’ex sindaco Angelo Zini, nessuna presa di posizione del Partito Democratico. Un silenzio che contribuisce ad alimentare la sensazione di un’opposizione sempre più frammentata. Alla fine il vero vincitore rischia di essere il sindaco Tiziano Nocentini. Mentre gli avversari consumano una guerra interna combattuta sui social, la maggioranza osserva da spettatrice una frattura che potrebbe avere conseguenze ben oltre questa legislatura. Questa sconsolante immagine di una politica fatta di accuse infamanti che lasciano spazio a maldicenze a danno di persone che non possono neanche difendersi e la dimostrazione che a nostro parere come forza politica riteniamo che determinati soggetti non abbiano a cuore l’interesse della città.


