Portoferraio 1782. Sul buon governo della città

di Marcello Camici

Carte dell’anno 1782 ,conservate nell’archivio storico del comune di Portoferraio ,sono scritte e sottoscritte “mano propria” dai devotissimi e obbligatissimi servitori Tommaso Coppi e Cristino Manganaro . Fanno parte della Magistratura degli Anziani : Coppi con qualifica di primo degli Anziani ,Manganaro di secondo degli Anziani .Le carte sono quattro e costituiscono una lettera che i suddetti Anziani indirizzano a tutti gli amministratori pubblici di Portoferraio dell’epoca in primis all’intero corpo degli Anziani chiamandoli “molto magnifici” seguiti dal Governatore, dal Giudice (auditore ) ed infine dai Componenti il Magistrato della comunità (il Consiglio Generale della città di Portoferraio).
Non a caso i molto magnifici Anziani aprono l’elenco .Nella architettura amministrativa di Portoferraio del 1782 ,riformata da Pietro Leopoldo, sono diventati sei da tre che erano da quando erano stati creati nel cinquecento per concessione degli Statuti da parte di Cosimo I alla comunità di Portoferraio. Il Primo Anziano o Capo Anziano è il più importante.Fanno parte del Consiglio generale dal quale sono scelti annualmente a ricoprire questa carica. Agli Anziani spettava convocare il Consiglio Ordinario e proporre gli argomenti su cui deliberare “ma habbino cura di proteggere le vedove pupilli orfani et persone miserabili habbiano ad intervenire col Commissario nel constituire li preselli alle grasce e conservar le misure e i pesi giusti et dichiarare le pene alle trasgressioni restando però doppo le consulte fatte con loro l’Autorità nel Commissario di deliberare e risolvere o condannare li delinquenti.Siano stimatori due di loro di pegni e cose mobili delle quali stime ne debbon essere soddisfatti ad arbitrio del Commissario .Habbino per loro salario alla fine dell’offizio un piatto ò tondo di stagno per ciascheduno di loro di libre tre.”
(“Dell’offizio et accolta dell’Anziani”.Statuti di Portoferraio 1574.Archivio storico comune Portoferraio)

Per una più approfondita conoscenza su chi sono gli Anziani,cosa è e cosa fa il “corpo degli Anziani” vedi “Architettura amministrativa civile della città di Portoferraio nel settecento” (Marcello Camici. Youcanprint 2023)
Coppi e Manganaro sostengono che è un preciso dovere di coloro che destinati a presiedere al buon governo di una città impieghino ogni loro premura affinchè essa” ben regolata sia non solo nel formale ma eziamdio nel materiale” perché “la felicità dei concittadini pende non tanto dalla retta esecuzione del primo ,quanto ancora dalla perfetta osservanza del secondo”
Pertanto Coppi e Manganaro richiamano l’attenzione sul fatto che è necessario mantenere in buono stato le strade e le vie pubbliche della città perché “dal ben’essere di queste dipendono gli scoli dell’acque ,e gli sgorghi delle fogne,l’espulzione di quell’umidità che può sorgere sono nono nocive alla conservazione degl’individui e finalmente il libero e sicuro passaggio degli abitanti sì in tempo di giorno che di notte “
Per far ciò sollecitano la Magistratura Comunitativa a scelte politiche :stimano necessario costituire un fondo annuale (“assegnamento annuale”) non minore di duemila lire fiorentine da destinare per il restauro e i l mantenimento delle strade e vie pubbliche della città. Sostengono inoltre che tali soldi “ potrebbe rilevarsi dal Ritratto annuale che si fa mediante lo spiano e vendita del pane del nostro forno comunitativo e col guadagno resultante dallo smercio delle farine che in esso si vendono.”
Il “Ritratto annuale” deve intendersi introito annuale .
Nel 1782 a Portoferraio il Forno Comunitativo è istituzione pubblica succeduta nello smercio di farina e pane per la popolazione all’istituto dell’Abbondanza,che era stato chiuso . Per approfondimento sull’istituto pubblico dell’Abbondanza a Portoferraio leggi https://www.academia.edu/45101124/POLITICA_ECONOMICA_NEL_1700_MAGISTRATURA_DELLABBONDANZA_MARCELLO_CAMICI_ALLEGORIA_DELL_ABBONDANZA
Il Forno Comunitativo è abilitato ad acquistare grano e farina e a vendere ai privati fornai non era permesso.
Era dato in appalto.
Lo “spiano “ era una tassa chiamata anche diritto di spianatura, cioè il compenso dovuto per l’uso del forno pubblico e per la cottura del pane :una quota che l’appaltatore del forno doveva versare alla cassa di Comunità nella persona del Camarlengo di comunità di turno.
Concludono asserendo che “Il Provvedimento sarà necessario ; la proposta sembra eseguibile onde non sta che alla Signorìe Loro Illustrissime il farne e deputarne lo stanziamento”
Qui di seguito la trascrizione integrale delle carte di archivio:

”Molto Magnifici Signori Anziani
Illustrissimi Signori Governatore e Auditore
e
Componenti il Magistrato
di
questa Comunità

E’ precipuo dovere di coloro, che destinati sono a presiedere al Buono Governo d’una qualche Città,acciò quella regolata sia non solo nel Formale ma etiamdìo nel Materiale.
La felicità dei Concittadini pende non tanto dalla retta esecuzione del primo quanto ancora dalla perfetta osservanza del secondo ;servendo l’uno d’alimento allo spirito,l’altro di difesa al corpo.
Una delle principali regole per conservare il Materiale suddetto è il mantenere in buono stato le strade e vie pubbliche della città.
Dal ben’essere di queste dipendono gli scoli dell’acque ,e gli sgorghi delle fogne,l’espulzione di quell’umidità che può sorgere sono nono nocive alla conservazione degl’individui e finalmente il libero e sicuro passaggio degli abitanti sì in tempo di giorno che di notte .
Questi vantaggi non si risentono né risentir si possono in questa nostra Città a motivo del pessimo stato in cui attualmente ritrovansi la maggior parte delle strade che la circondano.
Anzi temer si deve a ragione che col tratto del tempo rendasi quella inabitabile qualora opportunamente presi non siano i necessari rimedi.
Per ovviar adunque a sì notabil pregiudizio credesi opportuno doversi pensare a costituire un assegnamento annuale non minore di lire duemila fiorentine da impegnarsi d’anno in anno nella riattazione, ossia rifacimento di ciascheduna via di questa nostra suddetta città a forma del bisogno,e nell’acquisto di materiali che saranno necessari a tal fine.
Questo assegno poi potrebbe rilevarsi dal Ritratto annuale che si fa mediante lo spiano e vendita del pane del nostro forno comunitativo e col guadagno resultante dallo smercio delle farine che in esso si vendono.
Il Provvedimento sarà necessario ; la proposta sembra eseguibile onde non sta che alla Signorìe Loro Illustrissime il farne e deputarne lo stanziamento
Delle Signorìe Loro Illustrissime
Portoferraio 13 gennaio 1782
Devotissimi Obbligatissimi Servitori
Gio. Tommaso Coppi Primo degli Anziani
Cristino Manganaro Secondo degli Anziani”
(Filza “ Istanze comunitative dal 1784 al 1790 “ C25 – 19 .Carta senza numero di pagina. Archivio storico comune di Portoferraio).

La carta di archivio è interessante per spunti di riflessione che la lettura può sollecitare , forse ancora attuali.

MARCELLO CAMICI

Prima carta. Filza “Istanze comunitative dal 1784 al 1790 “  C25 – 19 .Carta senza numero di pagina. Archivio storico comune di Portoferraio

Seconda carta. Filza “Istanze comunitative dal 1784 al 1790 “  C25 – 19 .Carta senza numero di pagina. Archivio storico comune di Portoferraio

Terza carta. Filza “Istanze comunitative dal 1784 al 1790 “  C25 – 19 .Carta senza numero di pagina. Archivio storico comune di Portoferraio

Quarta carta. Filza “Istanze comunitative dal 1784 al 1790 “  C25 – 19 .Carta senza numero di pagina. Archivio storico comune di Portoferraio

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

La scoperta di Rio Elba: una pergamena di Sant’Agostino

Il racconto de Il Sole 24 Ore, venerdì 24 alle 18 a Elba Book l'inaugurazione. La storia