Anche il sindaco di Rio, Marco Corsini, interviene nel dibattito sul bando per la continuità territoriale marittima dell’arcipelago toscano, rispondendo alle dichiarazioni dell’assessore regionale ai trasporti Filippo Boni, che nei giorni scorsi aveva spiegato come la procedura per l’affidamento del servizio sia ormai nella fase finale e quindi difficilmente modificabile prima dell’aggiudicazione. Corsini si dice “un po’ sorpreso” dalle parole dell’assessore, ricordando come i sindaci elbani abbiano partecipato a degli incontri durante la lunga gestazione del bando, avanzando osservazioni e richieste precise sulle caratteristiche del servizio di continuità territoriale. “Questo bando – sottolinea Corsini – ha avuto una gestazione lunghissima che ha attraversato addirittura due giunte regionali. La Regione aveva tutto il tempo per recepire le indicazioni che noi sindaci avevamo avanzato in questi mesi”. Il sindaco di Rio esprime inoltre perplessità sull’ipotesi di intervenire successivamente alla stipula del contratto con eventuali modifiche: “Riservarsi di cambiare le prestazioni in corso d’opera non è molto serio e denota una scarsa conoscenza di come funzionano i contratti pubblici”. Per Corsini, però, il nodo centrale non riguarda soltanto la qualità del naviglio o del servizio offerto, ma soprattutto la capacità della Regione di garantire controlli efficaci e continui sul rispetto degli obblighi previsti dal contratto. “La continuità territoriale vive di continuità – afferma – e quando questa viene interrotta in maniera poco comprensibile e poco giustificabile, l’interesse pubblico degli abitanti dell’Elba non viene tutelato adeguatamente”. Secondo il sindaco di Rio, negli anni passati sarebbe mancato soprattutto un sistema di verifica realmente incisivo. “Il vero problema – conclude Corsini – non è soltanto come deve essere svolto il servizio, ma il fatto che la Regione assicuri un controllo penetrante, costante ed efficace, esercitando anche un adeguato potere sanzionatorio. Quello che nuoce davvero alla continuità territoriale è il disservizio”.


