Navi ferme a banchina, oggi decide e risponde il comandante

Un lettore: La sicurezza bene primario, dannoso dire "Ai miei tempi si partiva sempre"

In risposta alla lettera sulle corse saltate e all’intervento di Paolo Messina, riceviamo e pubblichiamo il contributo di un lettore che propone una riflessione personale sul tema delle soppressioni. Al centro, il ruolo e le responsabilità del comandante alla luce delle norme attuali.

Il lettore premette di non voler polemizzare, ma di offrire un punto di vista alternativo: Ma oggi il quadro normativo in materia di sicurezza marittima è profondamente cambiato e attribuisce al comandante una responsabilità diretta, personale e non delegabile. Il Codice della Navigazione e le normative internazionali dell’International Maritime Organization, in particolare il codice ISM (International Safety Management), impongono procedure rigorose e tracciabili nella valutazione del rischio meteomarino. La decisione di partire o meno non è più una scelta “di pancia” o legata a pressioni commerciali. Una partenza in condizioni non sicure può comportare responsabilità civili, penali e disciplinari. Anche tra navi gemelle possono esserci condizioni operative differenti come carico, distribuzione dei pesi, rotta, aggiornamenti meteo locali o limitazioni temporanee incidono sulle valutazioni. Il comandante resta l’autorità ultima a bordo e non è tenuto ad uniformarsi alle decisioni di altri. Quanto all’ipotesi di interruzione di pubblico servizio, il lettore ricorda che non sussiste reato in presenza di forza maggiore o stato di necessità. A questo proposito è bene sottolineare che la sicurezza della navigazione è un bene primario tutelato dall’ordinamento. E’ inutile e dannoso affermare “ai miei tempi si partiva lo stesso” perché significa ignorare un sistema che impone standard molto più severi. Se la sospensione della corsa è imposta da condizioni meteomarine avverse o esigenze di sicurezza documentate, manca l’elemento soggettivo del dolo. La cultura della sicurezza oggi prevale su quella dell’”eroismo”. Un altro dato trascurato è quello della stagionalità, quando in estate le interruzioni sono meno frequenti per ragioni meteorologiche e organizzative, mentre sulle nuove navi finanziate con fondi pubblici – destinate a Toremar – è giusto chiedere trasparenza senza però confondere l’ammodernamento della flotta che serve ad aumentare la sicurezza nella navigazione. La conclusione è netta: prima di chiedere il nome del comandante, occorre chiedersi se si preferisca un viaggio puntuale o un viaggio sicuro. Una nave che resta in porto, talvolta, non rappresenta un disservizio ma l’applicazione rigorosa della legge.

3 risposte a “Navi ferme a banchina, oggi decide e risponde il comandante

  1. Francesco Muscariello Rispondi

    BUONGIORNO SONO UN EX DIRETTORE DI MACCHINA , DA POCO IN PENSIONE.
    HO LAVORATO SU QUESTA ROTTA PER 8 ANNI E VI ASSICURO CHE È UNA DECISIONE SEMPRE ACCORTA, PRIMA DI SOSPENDERE LA CORSA. LE RESPONSABILITÀ SONO TANTISSIME. IL MARE LO SI STIMA..NON LO SI SFIDA.

    14 Febbraio 2026 alle 12:58

  2. Antonio Rispondi

    Ma questa presa in giro quanto ancora deve durare!! DOVETE TOGLIERE SUBITO LA RIO MARINA BELLA DA ULTIMA CORSA !!!

    14 Febbraio 2026 alle 11:42

  3. alessandro lucchesi Rispondi

    Meglio sarebbe mettere le toremar più grosse sulle ultime corse,lasciando le piccole negli orari meno affolati

    14 Febbraio 2026 alle 10:37

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