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Stop a raccolta di abiti usati: “Abusi e mancanza di rispetto”

Il sindaco Papi spiega: "Indumenti in condizioni indecorose e conferimenti impropri"

Il Comune di Porto Azzurro ha sospeso il servizio di raccolta degli abiti usati e rimosso i cassonetti dedicati. Il sindaco, Maurizio Papi, spiega che la decisione è diventata inevitabile dopo mesi di comportamenti scorretti da parte dei cittadini. Molti indumenti conferiti erano in condizioni “vergognose”, venivano inseriti rifiuti di ogni tipo: plastica, organico, elettrodomestici, quadri con vetri, materiali ingombranti e perfino deiezioni animali. Un utilizzo improprio che ha trasformato il servizio in un punto di degrado e ha costretto il Comune a intervenire. Il sindaco sottolinea che gli abiti donati sono destinati a persone in difficoltà “ma con la stessa dignità di chi li dona”, e che conferire indumenti sporchi o rovinati equivale a calpestare quella dignità.

Papi richiama inoltre il problema più ampio della mancanza di educazione civica e del rispetto per il bene comune. Il Comune auspica ora il coinvolgimento della Caritas e del terzo settore per attivare un servizio più controllato, con una selezione degli indumenti al momento del conferimento. E infine sottolinea con forza la mancanza di educazione civica in alcune famiglie.

Cosa fare adesso: gli abiti in buono stato devono essere portati direttamente alla Caritas. Quelli non più utilizzabili vanno smaltiti come rifiuti indifferenziati presso il centro di raccolta o le isole ecologiche informatizzate.

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