Banco continuità territoriale marittima, le richieste del PD

di Simone De Rosas* e Massimo Scelza*

È un momento decisivo per il futuro del trasporto marittimo in continuità territoriale da e per l’arcipelago toscano. Le preoccupazioni sono molteplici, per il personale impiegato fino ad oggi in TOREMAR e per residenti e pendolari che quotidianamente usano la nave per andare a lavorare, a studiare, a curarsi. La materia è estremamente tecnica e complicata ma il confronto con l’Assessore ai trasporti pochi giorni fa in Consiglio regionale è stato rilevante per chiarire meglio i termini del lavoro in corso per arrivare all’organizzazione del nuovo servizio. Una cosa è chiara: nessuno, tranne l’Autorità regolatoria dei trasporti (ART) – di diretta emanazione del ministero dei trasporti a guida Salvini -, si è espresso a favore dell’affidamento del servizio tramite OSP (obblighi di servizio pubblico) della linea A2 Portoferraio – Piombino. Nessuno, né l’Assessore ai trasporti, né il Presidente della Giunta regionale. La contrarietà a questo tipo di affidamento è supportata dai gruppi consiliari di maggioranza e di opposizione in Consiglio Regionale, dai sindacati, dalle categorie datoriali, dai sindaci dei comuni dell’Arcipelago. Di conseguenza, se ancora non fosse chiaro: tutti (anche la Regione Toscana) vorrebbero un bando che affidasse ad un’unica società tutte le linee di collegamento tra il continente e le isole dell’Arcipelago. Replicando, migliorando in termini di modernizzazione delle navi, di puntualità delle corse, di frequenza e di durata durante l’arco della giornata, l’attuale servizio di TOREMAR. La questione non è quindi cosa “si vuol fare” ma cosa “si può fare” con le norme attuali sulla concorrenza e con le indicazioni che arrivano da ART. Su questo terreno si gioca questa difficile partita su cui l’amministrazione regionale sta effettuando tutte le valutazioni tecniche ed economiche per decidere il percorso migliore da intraprendere. E tra le cose che si possono fare, di cui il Partito Democratico si fa promotore, c’è che non si sottragga un euro da questo Arcipelago rispetto alla precedente sovvenzione erogata a TOREMAR nell’infausta ipotesi che si debba procedere ad un affidamento tramite OSP e non tramite contratto di servizio. Quelle risorse, eventualmente risparmiate sulla tratta Portoferraio/Piombino, possono essere utilizzate per scontistiche o gratuità per chi si muove per studio e per salute. Oltre a questo, la richiesta che, come partito, abbiamo avanzato all’assessore è che il servizio faccia un avanzamento importante, a maggior ragione se gestito con gli OSP. Servono più corse, il tempo della tratta non deve superare l’ora e dieci minuti, serve una nave più tardi la notte per rientrare all’Elba, serve la certezza di navi adeguate anche in inverno, una flotta più moderna anche in termini di eco sostenibilità, un collegamento migliore con la rete ferroviaria anche pensando a uno stesso gestore per il trasporto marittimo e per il servizio ferroviario Campiglia/Piombino (come proposto dal nostro consigliere Anselmi), serve assolutamente mantenere tutta l’occupazione in forza a TOREMAR con gli stessi standard contrattuali. Ci sentiamo di chiedere serietà a tutte le forze politiche e di smetterla, un minuto dopo l’approvazione unanime di risoluzioni in consiglio regionale, di uscire sulla stampa fingendo che non esista il libero mercato o la concorrenza o alcun sistema giuridico di norme che impedisce di concedere sovvenzioni pubbliche ad imprese erogatrici di servizi pubblici ma a rilevanza economica in cui vi è un interesse manifestato da parte di più aziende. Non è così solo da noi, ma in Italia e in tutta Europa. Le conseguenze di questo possibile affidamento con OSP della linea Portoferraio/Piombino e con contratto di servizio per le tratte deboli ci preoccupa molto, anche alla luce delle ultime dichiarazioni di Moby in qualità di detentrice del capitale di TOREMAR. Non riteniamo sbagliato parlare di tariffe residenti ai cittadini toscani, anzi lo abbiamo proposto alcuni anni fa nei mesi da ottobre ad aprile e oggi c’è arrivato anche Landi della Lega Nord oppure di elettrificazione delle banchine come Petrucci di Fratelli d’Italia (ed abbiamo lavorato per questo negli anni passati), ma prima di tutto occorre pensare che in ballo c’è un servizio essenziale erogato ai cittadini e alle imprese dell’arcipelago toscano da parte di una società che rischia 150 esuberi. Se la casa va a fuoco, prima salviamo le persone, poi le cose.

*Simone De Rosas – Segretario Federazione PD Val di Cornia e Isola d’Elba
*Massimo Scelza – Segretario PD Isola d’Elba

Una risposta a “Banco continuità territoriale marittima, le richieste del PD

  1. Massi74 Rispondi

    Siete fantastici. La colpa è sempre degli altri anche per i danni che avete fatto voi e che continuate a fare. Certe cose si sapevano dai tempi del COVID quando al governo c’era ovviamente il PD e come ministro dei trasporti c’era la De Micheli che diceva ai ragazzi del nord Italia in pieno inverno di aprire i finestrini degli autobus per tutelarsi dal contagio.

    4 Luglio 2024 alle 17:35

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