l'interveto

Specie aliena, dubbi e considerazioni generali

di Marcello Camici

L’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale(ISPRA)ha pubblicato i nuovi dati sulle specie aliene invasive del rapporto IPBES(Intergovernmental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services ) (https://www.isprambiente.gov.it/it/news/specie-aliene-invasive-i-nuovi-dati-del-rapporto-ipbes ).
La ricerca scientifica mi ha sempre appassionato particolarmente nel campo medico,dove ho trascorso la mia attività professionale. Il buon Dio mi ha concesso di arrivare alla terza età e la passione sopra accennata oggi continua con la lettura di letteratura scientifica di argomenti medici che sono stati oggetto di ricerca da parte mia quando ero giovane .Poichè amo la natura è stato inevitabile allargare l’attenzione verso l’ambiente nel quale “specie aliena” è chiamata quella specie animale o vegetale trasportata dall’uomo in modo volontario o accidentale al di fuori dell’area d’origine .
Messa così la faccenda si complica per la specie Homo perchè ne esce male e acquisisce il distintivo di “serial killer ecologico” .
Linneo trattando degli organismi viventi è il primo ad aver formulato il concetto di specie e diviso la natura in regni e specie.(VEDI FOTO)
Darwin ha scritto che le specie si sono diffuse e scomparse con il meccanismo della evoluzione, risultato del caso(mutazione genetica) e della necessità (adattamento all’ambiente)e con il meccanismo della selezione naturale(eliminazione degli individui più deboli che per le loro caratteristiche sono meno adatti a sopravvivere in determinate condizioni ambientali).
La teoria di Darwin spiega lo sviluppo di specie animali e vegetali sin dai tempi più antichi e/o la loro scomparsa sin dai tempi più antichi, con i meccanismi sopra accennati .
L’ecologia più recentemente ha definito il concetto di ecosistema e la paleoantropologia ha delineato ecosistemi scomparsi.
La specie Homo da quando è comparsa sul pianeta è in contatto con gli equilibri degli ecosistemi .
Questa specie ha anche rischiato di scomparire ed è diventata quello che è con i meccanismi sopra accennati:evoluzione e selezione naturale.
Dopo di che,detto ciò, faccio molta fatica a capire perché una specie animale o vegetale è ritenuta aliena,ancora di più se questo carattere di alieno è assunto solo quando c’è intervento della specie umana: l’essere umano è diventato elemento perturbante dell’ecosistema in cui vive.
Anzi ,non lo capisco.
Quando in letteratura scientifica leggo che è stato scoperto un nuovo organismo vivente in un luogo dove prima non era mai stato riscontrato mi domando e da dove proviene e se debba essere ritenuto alieno o alloctono in questo luogo in cui è stato ritrovato,se debba essere ritenuto invasivo cioè nocivo all’equilibrio dell’ecosistema in cui si trova , indipendentemente che sia o no arrivato per mano umana,volontariamente o involontariamente.
Quando vengo a sapere che alcune specie aliene animali e vegetali ritenute aliene in un dato ecosistema in quanto in questo sarebbero pervenute per mano umana ,e che per ricadute economiche e problemi sanitari che causano, debbono essere contenute con l’eradicazione cioè con la uccisione,la eliminazione totale, non sono d’accordo essendo molti altri i metodi di contenimento prima di eradicare.
Ringrazio il dr Leonardo Forbicioni per avermi dato incipit a scrivere le considerazioni di cui sopra dopo aver letto quanto ha scritto al sottoscritto dalle pagine di questo giornale vedi https://www.elbareport.it/scienza-ambiente/item/63049-leonardo-forbicioni-specie-aliene-e-specie-neonative,-il-caso-dell-ereste-griseus

MARCELLO CAMICI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Il commissario per il problema ungulati è indispensabile

di Comitato Pro Rocco e il Comitato spontaneo emergenza "Nord-Ovest"

Insieme per Mola: un occasione per la pulizia della spiaggia

In occasione della Giornata Mondiale delle Zone Umide appuntamento con Legambiente

Bando per evitare la presenza di plastica sulle spiagge

di Riserva della Biosfera Isole di Toscana Mab Unesco