Il Pnat aderisce alla prima Giornata della Geodiversità

Sabato 8 ottobre passeggiata geologica con Andrea Brogi dell'Unversità di Bari

Circa un anno fa, nel novembre 2021, in occasione della 41ª sessione della Conferenza Generale, l’UNESCO ha individuato il 6 ottobre come data per celebrare ogni anno la Giornata Internazionale della Geodiversità. Scopo di questa iniziativa è di dimostrare che la geodiversità – ovvero la diversa tipologia di rocce, minerali, fossili e dei vari processi che li hanno formati – è alla base della variabilità degli ambienti naturali ed è quindi un valore da preservare e come tale da conoscere e valorizzare, anche in quanto bene non rinnovabile. L’assetto geologico ha ricaduta diretta sulle caratteristiche di un territorio e ne condiziona fortemente le diverse forme di vita (umana, animale, vegetale). Si pensi a un ambiente carsico o desertico o vulcanico e a quelli che sono gli aspetti derivati da tale caratterizzazione geologico-geomorfologica: i materiali da costruzione utilizzati, gli habitat che permettono l’insediamento di particolari piante e specie animali; i terreni nell’ambito dei quali vengono condotte le diverse attività agricole. Ma il patrimonio geologico, nelle sue differenti articolazioni, offre anche un contenitore straordinario di geositi di valore estetico, scientifico, didattico, divulgativo, adatti per svelare i segreti del Pianeta Terra e comprenderne i complessi meccanismi evolutivi.

“In questo contesto – afferma il direttore Maurizio Burlando – anche il Parco Nazionale Arcipelago Toscano aderisce alla prima Giornata Internazionale della Geodiversità, forte di un territorio riconosciuto a livello mondiale per le sue molteplici formazioni geologiche, per l’inestimabile patrimonio mineralogico, per la millenaria ed affascinante storia geomineraria, per i variegati processi geomorfologici che hanno modellato versanti montuosi, coste e spiagge, per i siti fossiliferi di interesse paleontologico che testimoniano antiche presenze animali e vegetali. Un patrimonio sul quale il Parco Nazionale sta investendo sempre più convintamente in termini di conoscenza e di valorizzazione, collaborando con Università e Istituti di ricerca, predisponendo cartografie tematiche, allestendo centri visite e percorsi geologici dedicati, approfondendo il ruolo delle georisorse presenti e promuovendo il geoturismo quale formidabile opportunità per godere dei paesaggi mozzafiato e delle eccellenze delle sette isole che costituiscono l’Arcipelago Toscano.

Coerentemente con gli obiettivi precedentemente illustrati e confermando l’impegno già assunto negli anni scorsi, anche in questo 2022 il Parco Nazionale aderisce alla Settimana del Pianeta Terra, rassegna nazionale di eventi dedicati alla valorizzazione del patrimonio geologico con due appuntamenti che sono resi possibili grazie alla collaborazione di esperti che consentono approcci alle geoscienze molto differenziati.

Sabato 8 ottobre il geologo Andrea Brogi dell’Università di Bari condurrà i partecipanti in una passeggiata geologica: un percorso attraverso i processi geologici all’origine delle peculiarità geologico-minerarie dell’Elba orientale e che fanno di quest’isola un unicum per la varietà di rocce e minerali di ferro in tutta l’area mediterranea. Un percorso che dalle località di Reale-Terra Nera, fino alle sponde della baia di Barbarossa (Porto Azzurro), permetterà di analizzare gli affioramenti di minerali e rocce che si sono formate a seguito di processi geologici legati all’apertura del Tirreno settentrionale ed avvenuti nella crosta terrestre circa 7-5 milioni di anni fa. Domenica 9 ottobre, insieme al ceramista Alfredo Gioventù, il Parco realizzerà un laboratorio dedicato a bambini e famiglie presso il CEA di Lacona: la scoperta e l’osservazione dei “disegni” dei sassi saranno il pretesto per narrarne la “storia”, dal loro formarsi come rocce al loro adagiarsi, levigati, su una battigia. Gli elementi naturali diventeranno così anche strumenti per il gioco ed il racconto, utilizzando le argille di differenti colori in contesti che ripropongono l’ambiente naturale “in scala”: il laboratorio stimolerà l’osservazione minuziosa, la capacità immaginativa, la riflessione sul rapporto fra territorio naturale, antropizzazione e patrimonio litico.

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