Leggo diversi interventi interessanti da parte di autorevoli editorialisti locali e di persone legate al mondo culturale elbano: sempre di più si invoca un rinnovamento dell’offerta culturale elbana. Un’ offerta che sia massimamente fruibile e che possa tuttavia mantenere un livello piuttosto alto in termini di qualità. Per proporre un turismo culturale efficace all’Isola d’Elba a mio avviso è necessario superare il modello del turismo balneare ‘mordi e fuggi’, integrando il patrimonio storico e archeologico con la natura, l’outdoor e l’enogastronomia locale. L’isola vanta una stratificazione culturale straordinaria, dagli Etruschi a Napoleone, fino alla millenaria epopea mineraria. Trasformare il distretto minerario (come le Miniere di Capoliveri e Rio Marina) in un’esperienza di archeologia industriale e speleologia leggera, valorizzare le residenze storiche della Palazzina dei Mulini e di Villa San Martino come centri di narrazione della vita e dell’impatto geopolitico dell’Imperatore, creare itinerari dedicati alle fortezze d’altura etrusche e alle lussuose ville romane (come la Villa romana delle Grotte), sviluppare percorsi storici tra le maestose fortificazioni di Portoferraio (Cosmopoli) e le strutture spagnole di Porto Azzurro. Creare quindi ‘Pacchetti Multiprodotto’: il turismo culturale moderno funziona se abbinato ad altre esperienze, quindi proporre pacchetti di turismo lento e sostenibile che uniscono il trekking o la mountain bike alla scoperta di borghi arroccati e siti archeologici nascosti. Puntare sulla destagionalizzazione ossia utilizzare la cultura come leva di marketing per attirare visitatori (specialmente stranieri) nei mesi di ‘spalla’ (aprile-maggio e settembre-ottobre) perché in questi periodi il clima è ideale per visitare musei a cielo aperto senza il caldo estivo. E poi ancora coinvolgere le realtà e le Istituzioni Locali ad esempio collaborare attivamente con lo SMART (Sistema Museale dell’Arcipelago Toscano) per sfruttare progetti innovativi e proporre progetti culturali strutturati tramite la Fondazione Isola d’Elba, che raccoglie idee per lo sviluppo sociale e culturale del territorio e fare rete con i vari infopoint gestiti dalle Pro Loco dell’Elba per distribuire brochure tematiche e itinerari consigliati. La cultura passa anche dal ‘piatto’ quindi promuovere itinerari legati alla cucina elbana tradizionale (come la schiaccia briaca, il gurguglione o lo stoccafisso alla riese) spiegandone le origini storiche legate ai minatori e ai pescatori. Sviluppare quindi campagne di comunicazione basate sul concetto di ‘Elba come microcosmo di storie digitali’ per cui utilizzare video interattivi, podcast storici e guide digitali per mostrare l’isola come un museo diffuso, valorizzando anche eventi culturali fondamentali come il prestigioso Premio Letterario Internazionale Raffaello Brignetti e senza falsa modestia i ‘nostri’ Premio Letterario La Tore isola d’Elba e Premio Strega all’Elba. Inoltre valorizzare il Museo Open Air Italo Bolano che rappresenta un pilastro fondamentale per il turismo culturale dell’ Isola d’Elba. Esso non è un semplice spazio espositivo, ma un esperimento d’avanguardia perfettamente in linea con le moderne tendenze del turismo sostenibile ed esperienziale. Anticipando i tempi il compianto e a me caro Italo Bolano (e ora l’infaticabile operosità di Alessandra) ha creato un parco d’arte dove le monumentali ceramiche e sculture si integrano con la macchia mediterranea, piante tropicali e piante grasse. Esso risponde alla domanda del turista moderno che cerca luoghi aperti, legati al benessere psicofisico e lontani dal turismo di massa. Il museo non è un tempio statico della memoria, ma un centro culturale attivo che ospita laboratori di ceramica, pittura, conferenze e spettacoli teatrali e attira artisti e intellettuali da tutto il mondo, posizionando l’Elba all’interno di un circuito culturale internazionale che va ben oltre i confini locali. Per dare all’Isola d’Elba un’ identità culturale forte ed internazionale senza cadere nella noiosità, bisogna poi ripartire dallo spirito pionieristico di eventi storici come Elbajazz di Paolo Boggi e Musica dal Mondo, la straordinaria intuizione di Peter Pracht a Marciana Marina. Quei festival funzionavano perché non erano ‘ingessati’: portavano star mondiali (da Al Jarreau a Roy Paci, da Raul Paz a Caparezza) in mezzo alla gente, usando piazze e palchi sull’acqua come scenografie naturali. La musica classica o il jazz d’estate possono risultare d’élite. Portare invece gli artisti sulle scogliere, nelle fortezze medicee o sulle spiagge (come faceva il palco sull’acqua di Pracht a Marciana Marina) trasforma il concerto in un evento sensoriale unico al mondo: il format vincente di Musica dal Mondo mescolava la world music con il pop d’autore, il rock e i DJ set. L’internazionalizzazione si ottiene unendo mondi diversi, gli artisti internazionali non devono fare un concerto e scappare, ma abitare l’Elba per una settimana, fare workshop con i giovani, e farsi fotografare nei borghi. Questo crea notizia, hype sui social e appeal internazionale. Ecco tre proposte concrete e moderne ispirate ai grandi fasti marinesi, progettate per posizionare l’Elba nel mercato globale: ‘Elba Global Sound’ (Erede di Musica dal Mondo): un festival di World Music contemporanea focalizzato sui ritmi del Mediterraneo e dell’Atlantico, ma con formati accessibili a tutti avente come location ideale il lungomare di Marciana Marina, ripristinando il mitico palco sull’acqua davanti alla spiaggia. Abbinare i concerti gratuiti in piazza a ‘Food District’ internazionali temporanei sulla banchina, dove chef stellati reinterpretano lo stoccafisso o il gurguglione elbano in chiave street food esotico. Seconda proposta: Elbajazz & Electronics (erede di Elbajazz) ossia jazz classico (sul modello dei seminari nazionali che ancora oggi resistono all’Elba) che incontra la Nu-Jazz e l’elettronica nordeuropea con location ideale l’esssere itinerante tra la Piazza della Chiesa di Marciana Marina, la Fortezza Pisana di Marciana Alta e le Miniere di Capoliveri. Poi i Sunset Acts: concerti di grandi trombettisti o pianisti jazz internazionali che suonano al tramonto sulle scogliere (ad esmpio a Sant’Andrea o a Pomonte), seguiti da un DJ set raffinato. Zero noia, massima condivisione. Infine ‘Water & Stone Festival’ (arte contemporanea, architettura e musica): chi meglio del nostro presidente della Proloco Gianlorenzo Anselmi potrebbe dirigerlo? un grande festival multidisciplinare che unisce la scultura open-air (eredità del Museo Italo Bolano) con performance musicali d’avanguardia attraverso una rete che unisce il distretto artistico di San Martino (Museo Bolano), il Cotone di Marciana Marina e le fortezze storiche con installazioni d’arte contemporanea galleggianti o proiettate sui palazzi storici tramite video-mapping 3D, inaugurate da performance musicali live di livello europeo. Evitiamo di frammetare l’offerta culturale e di intrattenimento, come sta accadendo, in mille pur significativi rivoli: facciamo poche ma grandi cose, come un tempo. Insomma, innovare nel rispetto della tradizione, sviluppare tenendo in debito conto le moderne tecnologie e un pubblico giovane. Fare cultura si può e si deve, farlo con intelligenza anche: occorre l’idea giusta e il cervello collegato.
Jacopo Bononi- presidente del Premio letterario La Tore Isola d’Elba

