La chiesa spesso indicata come Cappella dell’Annunziata è edificio sacro ancora oggi esistente FOTO 1
Insieme all’oratorio di S. Rocco è una delle cappelle più antiche della città di Portoferraio di poco posteriore alla fondazione di Cosmopoli: queste cappelle erano chiamate “suburbane” perché fuori dalle mura .Ha una notevole importanza nella storia locale.Edificata in onore della SS. Annunziata .I lavori di costruzione iniziarono il 25 marzo 1574 e ,non a caso in questo giorno. Il giorno 25 di marzo è infatti dedicato alla festa della SS .Annunziata in cui si commemora l’ episodio evangelico dell’annunciazione .Il 25 marzo è anche inizio dell’anno fiorentino .
Lo “stile” o computo fiorentino dell’anno è un sistema cronologico usato a Firenze (e in gran parte della Toscana) fino al XVIII secolo. La sua particolarità fondamentale è lo spostamento del Capodanno al 25 marzo, festa dell’Annunciazione. Chiamato per questo “ab Incarnatione” sostituito poi dal calendario gregoriano
In quell’anno ,1574 ,con le elargizioni raccolte da Gio. Paolo di Bartolo Cipriani iniziarono i lavori vicino alla strada che partendo da Portoferraio portava in campagna,detta “strada maestra che conduce per l’isola ”.I lavori iniziano nel luogo detto “Monte al di là del Cavo Bianco di dentro” il quale da quel giorno diviene “Monte della Santissima Annunziata.”I lavori sono terminati qualche anno dopo, il 4 gennaio 1581,grazie all’aiuto economico di benefattori tra cui il governatore di Portoferraio Marzio dei Conti di Montauto.Un disegno a china e acquerello (datazione 1688-1701) dal titolo “Veduta di Portoferraio per la parte di terra verso Ponente”individua molto bene la costruzione della cappella nella legenda alla lettera numero 22

La sua forma originaria era esagonale con cupola, un impianto architettonico raro e di grande eleganza, che ha portato alcuni studiosi a collegarlo alla cultura progettuale di Bernardo Buontalenti, attivo in quegli stessi anni. Una foto eseguita da Giorgio Roster alla fine dell’ottocento inquadra la cupola esagonale
Tra il 1621 e il 1645 l’oratorio venne ampliato con apertura di altari laterali e di un loggiato esterno
Nel 1719 la chiesa fu interdetta durante il governatorato Niccolini per motivo che serviva da rifugio ai soldati disertori fuggiti dal presidio militare di Longone
Nel 1799, durante l’occupazione francese fu adibita a deposito di armi
Nel 1818, sotto Ferdinando III, l’interno fu restaurato in occasione della costruzione del nuovo cimitero, affidato alla Confraternita del Santissimo Sacramento.La costruzione del nuovo cimitero avvenne per effetto delle leggi granducali del tempo che avevano apportato innovazione nella disciplina sepoltuaria vietando la sepoltura delle salme nelle chiese :lo ricorda una epigrafe latina esistente sulla porta della chiesa della SS Annunziata mentre era gonfaloniere di Portoferraio Gaetano Savi
L’oratorio era la cappella dell’antico cimitero di Portoferraio e conserva ancora oggi le lapidi dei cittadini illustri della città.
La chiesa è attualmente in disuso liturgico,abbandonata, ma nei secoli passati non lo era.
Lo documenta carta conservata nell’archivio storico del comune di Portoferraio dallo scrivente ritrovata .Gio .Santi Cantini,sacerdote con qualità di confessore ,è organista alla SS Annunziata . Come umilissimo servo supplica Gonfaloniere e Priore rappresentanti della comunità di Portoferraio di volergli concedere una “onesta gratificazione” per questa sua attività di organista dentro la chiesa della SS Annunziata ,attività che esercita da 17 anni gratuitamente. Motiva la supplica col fatto che in tutte le chiese dove c’è l’organo è “praticato di dare all’organista o paga mensuale o annuale gratificazione” aggiunge poi che “in questa piccol isola ed in alcune Chiese di questa città viene praticato il pagarlo “.Il supplicante spera in quanto “affidato nella retta giustizia,ed integrità delle Signorìe Loro Molto Magnifiche in atto di fede devotissimo”.
E’ qui integralmente trascritto il documento di supplica
“Molto Magnifici Signori Gonfaloniere e Priori
Rappresentanti questa Comunità di Portoferraio
Il sacerdote Gio. Santi Cantini umilissimo servo delle Signorie Loro Molto Magnifiche con il devoto rispetto le rappresenta che oltre al servizio che questi presta a questa Chiesa Annunziata come Sacerdote, Confessore che serve ed ha servito ancora per lo spazio di anni diciassette come organista senza alcun stipendio e gratificazione.
Supplica la somma bontà delle Signorìe Loro Molto Magnifiche volersi compiacere di ordinare che dalla Cassa Comunitativa li venga pagata una onesta gratificazione per detto suo servizio di organista prestato e che giornalmente presta a detta Chiesa giacchè per tutte le chiese dove c’è l’organo viene così praticato di dare all’organista o paga mensuale o annuale gratificazione e più in questa piccol isola ed in alcune Chiese di questa città viene praticato il pagarlo .Al che giova sperare,affidato nella retta giustizia,ed integrità delle Signorìe Loro Molto Magnifiche in atto di fede devotissimo
Con reverenza
Il Supplicante Santi Cantini mano propria”
(Filza “ Istanze comunitative dal 1784 al 1790 “ C25 -19 .Carta senza numero di pagina .Archivio storico del comune di Portoferraio)

Il documento non porta la data in cui è stato scritto ma il fatto che don Cantini supplica Gonfaloniere e Priori fa inquadrare con certezza la vicenda dopo l’anno 1774 ,anno di riforma delle amministrazioni comunali operata dal granduca Pietro Leopoldo con la quale il Magistrato degli Anziani creato durante il dominio mediceo è sostituto da gonfaloniere e priori nell’amministrazione di Portoferraio .Più in particolare il documento deve essere inquadrato dopo l’anno 1784 essendo la carta trascritta contenuta in faldone di archivio che inizia dal 1784 .
La conoscenza che la vicenda è accaduta dopo il 1784 è importante perché indica che la cappella fino a quella data era in piena attività liturgica dopo oltre due secoli dalla fondazione. Nell’ottocento ,con la costruzione del camposanto, inizia l’abbandono .
Leone Damiani individua il principale motivo di tale abbandono scrivendo nei primi anni del novecento : “Questa cappella, che un tempo era l’oratorio dell’unico camposanto della città, vide segnata la sua ora di abbandono da parte del clero, e di oblìo e di indifferenza da parte dei cittadini dopochè i cimiteri delle due Confraternite furono edificati e sorsero le rispettive cappelle , che i privati e le confraternite stesse concorsero con ogni cura e con profusione di mezzi ad abbellire e decorare .E mentre sulle cappelle dei due cimiteri si raccoglieva ogni premura ,poco o nulla mai si fece ,per mantenere decorosamente questo caratteristico santuario della Annunziata che ha una notevole importanza nella storia locale…”
(“L’Annunziata” Leone Damiani .”Lo Scoglio. Elba ieri,oggi,domani” numero 37 del 1993 pg. 17)
L’oratorio era , come accennato,la cappella dell’antico cimitero di Portoferraio e conserva ancora oggi le lapidi dei cittadini illustri della città. Una di queste è particolarmente suggestiva. Si trova sotto il portico del loggiato e ricorda Maria Guarello moglie di Jacopo Foresi.

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Nella scrittura sopra la lapide (epigrafe), il marito e i figli compiangono la scomparsa “Qui giace MariaForesi nata Guarello morì di anni 54 il 9 marzo 1848 Il marito e i figli posero questa memoria piangendo”
Il marito piange la morte della moglie Maria avvenuta nel marzo del 1848 con queste poche semplici e suggestive parole;”Addio moglie affettuosa guardami dal tuo soggiorno di pace come solevi in questa vita che or mi pare deserta senza di te”
Il ritratto di Maria Foresi nata Guarello è esposto nella pinacoteca di Portoferraio dipinto da Giuseppe Bezzuoli


