Donata Columbro sarà ospite, venerdì, ad Autorə in Vantina

Angelo Airò Farulla, per Autorə in Vantina

Venerdì 10 luglio 2026, alle ore 21:30, si terrà il quinto incontro della rassegna letteraria Autorə in Vantina, organizzata dal comune di Capoliveri, dalla libreria MardiLibri di Portoferraio e dalla Pro loco di Capoliveri.

Ospite della serata sarà Donata Columbro, che parlerà del suo “Perché contare i femminicidi è un atto politico” (Feltrinelli 2025).
Columbro è giornalista, formatrice, divulgatrice, speaker, docente universitaria. Tiene un corso presso la Scuola Holden e una newsletter settimanale su «dati, algoritmi contemporanei e femminismo». Tra le sue pubblicazioni: “Ti spiego il dato” (Quinto Quarto Edizioni 2021); “Dentro l’algoritmo. Le formule che regolano il nostro tempo” (effequ 2022); “Quando i dati discriminano. Bias e pregiudizi in grafici, statistiche e algoritmi” (Il Margine 2024).

In un’epoca come l’attuale, dove impera il regno della quantità, la realtà è descritta, compresa, creata, e da sempre più persone anche vissuta attraverso dati, calcoli, sistemi. La realtà delle cose non è quindi soltanto manipolabile, ma anche e soprattutto fortemente limitata. Il campo d’esistenza umano, a livello sociale e collettivo, mentre sogna scenari d’evoluzione e crescita infinita, si va fortemente restringendo, diminuendo. Non essere presenti in una o più banche dati, motori di ricerca, archivi et similia vale quasi non esistere. «Tenere traccia di ciò che non viene registrato è fondamentale», si scrive nel libro, «perché se qualcosa non fa parte della narrazione dominante rischia di scomparire». Nello specifico, si parla di violenza sulle donne, ma il ragionamento è applicabile a qualunque altro argomento suscettibile d’analisi e interpretazione statistica.
Donata Columbro legge la questione soprattutto dal punto di vista politico, come si evince già dal titolo, perché «la scienza dei dati e la statistica non sono pratiche neutrali» e «la dimensione di ogni evento è collettiva, non personale» e riguarda «l’intera società».
Per l’autrice si tratta di «guardare alla scienza dei dati e alla statistica dal punto di vista delle opposizioni sistemiche che esistono nella società», per capire «come la produzione dei dati, privata e istituzionale, può peggiorare o migliorare le disuguaglianze esistenti».

 

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