Mercoledì 1 luglio, alle ore 21,15 presso l’Open Air Museum Italo Bolano, Alvaro Claudi inaugura il mese centrale dell’estate al Museo con la presentazione del suo ultimo libro: STORIA DI UNA BOTTEGA DI CAMPAGNA – Schiopparello: racconti di una famiglia, di un territorio e di cucina, edito da Parsephone.
Alvaro è amico di lunga data prima di Italo e del Museo Open Air e da tempo anche mio, con grandissimo onore e piacere.
Già da gennaio Alvaro mi parlò di questo libro che stava per essere pubblicato ed espresse il desiderio di presentarlo al Museo anche perché Italo era citato nel volume “… per un’antica parentela con Concetta Bolano; quando stava a Magazzini si fermava spesso, non solo per usufruire dei servizi offerti o per mangiare al Ristorante, ma soprattutto per salutare i nonni di Elisabetta che chiamava zii.” Cito dalla conversazione avuta con Alvaro, precisando che Elisabetta è sua moglie.
Ecco quindi che la serata scaturisce anche dal desiderio di approfondire questo aneddoto sulla vita di Italo in uno dei suoi “luoghi del cuore” sulla sua Isola: Magazzini.
Avremo anche il piacere di collaborare a questa presentazione con l’Accademia della Cucina, delegazione Isola d’Elba, della quale Rossana Galletti è Presidente, e Rossana stessa dialogherà con Alvaro sul suo libro.
«Questa pubblicazione ha una grande valenza per ciò che riguarda la “memoria” di questa frazione di terra e mare del Comune di Portoferraio, da cui dista sette chilometri, e mi riguarda in primis perché io sono nata proprio qui, e qui la mia famiglia ha le sue radici. Una terra di campagne coltivate e da cui le famiglie traevano il proprio reddito, vigneti, campi, stalle, animali da cortile e orti. […] Questo spaccato di vita ci racconta le diverse sfaccettature di un modo di pensare e di agire di questa semplice società le cui giornate erano scandite dal passare lento del tempo e dalle stagioni, così come i sapori e il ricordo dei piatti che Alvaro ci presenta, pietanze che rappresentano un’identità e un valore importante». (Rossana Galletti)
Antonello Marchese, autore del disegno pubblicato nella copertina dal titolo “Le alghe dello Schiopparello”, dice: “Questo scritto ci aiuterà a comprendere l’essenza del territorio che ha ruotato intorno alla rivendita di famiglia, storica attività che ho conosciuto e apprezzato sin da piccolo, fulcro commerciale e sociale di questo pezzetto d’Elba, ‘Lo Schiopparello’, situato tra terra e mare, luogo dove, come ho già scritto altrove, sembrava, allora, non ci mancasse nulla, con il negozio di Generi Alimentari, ma anche Emporio, e il Bar della Famiglia Marinari. Qui da piccolo e ragazzo trovavo anche le penne e i quaderni a righe e a quadretti, anche quelli di formato più grande! E quando c’era il compito in classe anche i fogli a protocollo che erano infilati nei numerosi scaffali della bottega, accanto o poco lontano dalle scatolette di pelati, tonno e di fagioli, oggetti che l’abile Guerrino estraeva alla richiesta”.
Lasciando voce ad Alvaro egli dice: “Le botteghe, presenti in passato nelle zone di campagna, oggi si sono drasticamente ridotte a causa delle profonde trasformazioni del tessuto socio-economico[…]Ed ecco perché chi ha i capelli bianchi o quanto meno brizzolati, non può fare a meno di farsi prendere da una certa nostalgia, lasciandosi abbandonare ai ricordi di quando la bottega di prossimità era, non soltanto luogo destinato agli acquisti, ma, anche, un’occasione per scambiare opinioni, consigli e idee.
Dare voce ai loro ricordi è un’operazione culturale importante per non dimenticare la storia del luogo e delle persone che lo hanno abitato in un periodo di grande trasformazione per l’Isola d’Elba”.
Tutti conoscono Alvaro Claudi, non un “semplice” chef, alla pari di quanti primeggiano sugli schermi televisivi. Lui è qualcosa di diverso, qualcosa di più: per lui la gastronomia non è solo passione coltivata da bambino, per lui la gastronomia è cultura, storia, raffinata ricerca delle radici storiche ed etniche di un piatto che, con sapienza ed esperienza acquisita in anni e anni di ricerca, riemerge dalle sue mani e dal suo cuore riportando alla luce sapori e profumi persi da tempo.
E Alvaro è anche un fine e colto scrittore, che ha tradotto sulle pagine la sua passione per la ricerca sul cibo e la sua cultura. Tutti conosciamo le sue ricerche sulle tradizioni gastronomiche elbane, spesso ricostruite intervistando vecchie cuoche e “scovando” antichi ricettari, come quello che ritrovò sulle ricette per Napoleone Bonaparte.
Così Alvaro Claudi ha ricostruito, attraverso il cibo, gli innumerevoli apporti che la cucina elbana ha avuto dai tanti popoli che hanno percorso in lungo e in largo il Mar Tirreno incontrando e spesso conquistando la nostra incomparabile Isola.
Ho personalmente apprezzato la splendida presentazione che fece a Scarperia qualche anno fa del suo libro “Mugello Terra mia” perché Alvaro è mugellano di nascita, ma ormai elbano dall’età di 18 anni. E chissà se quel nipotino biondo-ricciuto che, durante la segregazione del Covid, gli suggerì di scrivere un libro sulle storie, i ricordi e le ricette della sua terra di origine, oggi forse un giovanottino, sarà presente nel Giardino dell’Arte ad ascoltare ancora una volta il nonno?
Mi farebbe piacere.
Vi aspettiamo, quindi, per conoscere aneddoti e ricordi di questo “fazzoletto d’Elba” e certamente c’è anche da aspettarsi qualche “sorpresa gastronomica”…
Nella foto, del 2014, Alvaro Claudi in una sua conferenza al Museo nel 2014, con Italo Bolano

