Da oggi la Misericordia di Portoferraio mette a disposizione della Regione Toscana un nuovo PCA – Posto di Comando Avanzato dedicato al servizio AIB (Antincendio Boschivo), un importante strumento operativo destinato a supportare la gestione delle emergenze legate agli incendi boschivi.
Il mezzo, altamente specializzato, consentirà al Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS) di coordinare e gestire in modo ancora più efficace gli interventi durante gli incendi di maggiore entità, garantendo un controllo puntuale delle attività sul campo e un miglior raccordo tra tutte le componenti coinvolte nelle operazioni.
Il nuovo PCA è dotato di postazioni informatiche, sistemi radio collegati con le centrali operative e con le squadre impegnate negli interventi, permettendo così una gestione integrata delle comunicazioni e delle risorse disponibili. Grazie a queste dotazioni sarà possibile ottimizzare il coordinamento delle squadre terrestri, dei mezzi aerei e delle altre strutture operative coinvolte nelle attività di spegnimento.
L’attivazione del Posto di Comando Avanzato rappresenta un investimento significativo a favore della sicurezza del territorio e della tutela del patrimonio ambientale, sempre più esposto al rischio incendi durante la stagione estiva.
Con questa nuova risorsa, la Misericordia di Portoferraio conferma il proprio impegno nel settore della protezione civile e della gestione delle emergenze, mettendo a disposizione della collettività professionalità, mezzi e volontari qualificati per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente e alla sicurezza dei cittadini.



leo
Riferimenti normativi nazionali
Legge quadro in materia di incendi boschivi (L. 21 novembre 2000 n. 353) e relative Linee guida (D.P.C.M. 20 dicembre 2001). Fornisce alle Regioni gli indirizzi per predisporre gli atti di tutela del patrimonio boschivo dagli incendi, rimandando l’emanazione di norme applicative a leggi specifiche delle Amministrazioni competenti.
Definisce le materie di competenza dello Stato, come ad esempio l’organizzazione e la gestione dei mezzi aerei nazionali, e delle Regioni, alle quali spetta la programmazione delle attività di prevenzione e lotta attiva. E’ di competenza regionale anche il coordinamento delle proprie strutture con quelle statali e l’istituzione e gestione della Sala operativa unificata Permanente.
La Regione Toscana (non sono fan di Giani … anzi tutt’altro) è all’avanguardia in questo campo, non solo a livello nazionale, tecnici di tutta Europa vengono a specializzarsi e tenere corsi nella struttura di Regionale in Pineta di Tocchi – Monticiano
https://www.regione.toscana.it/emergenza-e-sicurezza/speciali/aib-antincendi-boschivi/norme-nazionali-e-regionali-su-boschi-e-foreste
21 Giugno 2026 alle 10:16
Laura. P
Nessuno nega che la Toscana abbia un sistema AIB e che la legge glielo permetta, ma confrontandola con altre regioni, quali Lazio, Puglia, Piemonte, Lombardia e ect, le domande di prima erano lecite . Ma aggiungo, anche i Vigili del Fuoco dispongono di strutture e centri di formazione d’eccellenza, personale permanente con impareggiabile esperienza, mezzi specializzati e una catena di comando istituzionale operativa 24 ore su 24.
La questione non è stabilire chi sia più bravo, ma chiedersi perché il cittadino toscano debba finanziare un sistema parallelo, con sale operative, DOS, PCA, mezzi dedicati e coordinamenti regionali, quando esiste già un Corpo dello Stato pagato dalla fiscalità generale e quindi anche toscana, organizzato proprio per gestire emergenze complesse e lo fa ovunque più che egregiamente, veramente riconosciuto a livello mondiale.
Basti vedere l’ultimo incendio al Monte Faera, dove la macchina regionale DO a base volontaria ha mostrato difficoltà e sofferenza, che pare anche normale, essendo appunto, volontaria, saltuaria e carente di esperienza.
I volontari, voglio ribadire, sono una risorsa preziosa e indispensabile, ma il coordinamento strategico e professionale di uomini e mezzi potrebbe essere affidato a una struttura statale unica, evitando sovrapposizioni e possibili sprechi. La legge consente alle Regioni di organizzarsi autonomamente, certo, ma questo non impedisce di discutere se sia davvero la soluzione più efficiente ed economicamente vantaggiosa per i cittadini.
Se no rimane un bacino “giocattolino”, dove versare soldi pubblici, e di fatto, facendogli fare la fine del solito Italian Job.
21 Giugno 2026 alle 17:59
Laura. P
Trovo assurdo che la Toscana sia probabilmente l’unica regione in cui i cittadini pagano due volte per avere strutture, mezzi e funzioni che lo Stato già garantisce attraverso il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Nulla da eccepire sull’impegno della Misericordia e dei volontari, che rappresentano una risorsa preziosa. Quello che non condivido è la scelta politica e organizzativa di creare un sistema parallelo, con propri mezzi, proprie sale operative, propri posti di comando e figure di coordinamento, quando esiste già un Corpo dello Stato con professionalità, organizzazione e competenze specifiche nel soccorso tecnico urgente e nel coordinamento delle emergenze.
Quanti milioni di euro vengono spesi ogni anno per mantenere un doppione di ciò che i Vigili del Fuoco già garantiscono? E quale vantaggio concreto ne traggono i cittadini toscani? I volontari sono fondamentali, ma il coordinamento professionale di uomini e mezzi, soprattutto quando sono coinvolte risorse statali, dovrebbe essere affidato a chi lo fa per istituzione e per mestiere.
Sembra la solita gestione all’italiana: dove ci sono soldi pubblici da spendere, poco importa se si creano sovrapposizioni e inefficienze.
20 Giugno 2026 alle 13:32