Truffata da sedicente maresciallo, le portano via oro

I consigli della Polizia anche in vista delle prossime festività. Le truffe più frequenti

Una signora italiana del  ’45  sulla sua utenza fissa riceve una chiamata da un tizio che si qualificava come maresciallo dei carabinieri. Comunicandogli che il figlio si trovava in stato di fermo presso la loro caserma poiché aveva investito una donna in avanzato stato di gravidanza. Motivo per il quale era necessario che la signora  consegnasse all ‘emissario di sua fiducia settemila euro. La signora  stordita dalla sorpresa e soprattutto impaurita rispondeva di non essere in possesso di quella somma di danaro e  mai  lo aveva conservato in casa. Costui replicava che in assenza di danaro si poteva “aggiustare” la situazione con degli oggetti in oro. L’uomo sollecitava il tutto minacciando la signora di un eventuale causa di fronte al giudice

Mentre il presunto “maresciallo”intratteneva la signora  al telefono chiedendole un elenco degli oggetti in oro che avrebbe dovuto consegnare ad una persona di sua fiducia, contemporaneamente le  intimava di rispondere anche al cellulare.

La signora risponde al cellulare ove un sedicente  avvocato Santogatto. confermava la versione nonchè la richiesta del  finto “maresciallo”, comunicandole  che  sarebbe stata  raggiunta a casa da un suo “assistente” a cui consegnare quanto richiesto. Qualche minuto dopo alla porta di casa della signora   si presentava un giovane dall’età di circa 25/30 anni, magro, alto, carnato scuro, capelli corti scuri che in italiano le chiedeva di consegnargli quanto richiesto.

Tutto questo succedeva mentre la signora era  ancora al telefono con l’uomo qualificatosi come “maresciallo”  che si raccomandava  di fidarsi ciecamente della persona che la stessa aveva di fronte in quanto di sua massima fiducia,  consegnando  i seguenti oggetti:

2 collane in corallo, I collana in oro giallo con iniziali, 3 spille di cui una con madonnina, 2 braccialetti in oro giallo con lettere iniziali, 1 orologio in oro bianco, 1 orologio in oro giallo, 13 anelli in oro di cui alcuni con pietre preziose, 1 fede in oro, 2 crocifissi in oro.

Solo dopo che il malfattore si allontanava , la signora  richiamava telefonicamente entrambi i figli  che provvedevano a rassicurare sia pur tardivamente  la madre.

 Truffe alle persone anziane

Le truffe agli anziani e i modi per “estorcere” loro soldi sono tanti e a volte molto fantasiosi.

La Polizia di Stato da tanti  anni non si stanca di dare consigli e suggerimenti per non cadere negli inganni e promuovendo campagne sociali.

Da tenere presente che spesso per strada si presentano persone ben vestite che con modi affabili parlano agli anziani offrendo loro finte eredità o false pietre preziose, utilizzando anche trucchetti psicologici come quello di inserire nel discorso familiari e figli, toccando così le corde più sensibili della persona.

Soprattutto in vista delle prossime festività natalizie , quando tutti  siamo  proiettati  in una quotidianità più frettolosa   cerchiamo di non perdere di vista l’attenzione che tutti come buoni cittadini dovremmo avere e conservare nei confronti di  quelle  persone più deboli, più sole e quindi più esposte a raggiri -posti in essere in modalità diversificate – da parte di malintenzionati.

  Innanzitutto a tutti diciamo “Non vergognatevi e denunciate chi approfitta di voi”
Sul  sito della Polizia di Stato possiamo trovare una serie di esempi dei raggiri utilizzati più spesso dai criminali – e dei quali potrebbe rimanere vittima chiunque – ma anche suggerimenti per non cadere preda di chi approfitta delle vostre debolezze.

Consigli e iniziative che vogliono proteggere anche dalle pesanti conseguenze psicologiche che le truffe possono avere sugli anziani. Purtroppo accade che qualche pensionato truffato non abbia denunciato il fatto.

Vi ricordiamo pertanto prima di tutto di denunciare tempestivamente eventuali truffe ricordando più particolari e dettagli possibili. Per quanto riguarda le persone che suonano alla porta spacciandosi per funzionari di società o enti di servizio, è importante: farsi dare gli estremi e verificare con l’ente di appartenenza. Se continuate ad avere dubbi… chiamate il 113!

Ecco alcuni degli stratagemmi più utilizzati dai malintenzionati per truffare le persone anziane.

 

Falso incidente a figli o nipoti .

La persona anziana viene contattata telefonicamente da un presunto amico del nipote e del figlio riportando un incidente stradale a fronte del quale lo stesso necessiterebbe di una somma “X” di denaro nell’immediatezza

Finto avvocato/poliziotto/carabiniere/finanziere
Ricevete una telefonata da un signore dai modi gentili che si presenta come un avvocato e vi dice che vostro figlio o nipote è responsabile di un incidente; addirittura ve lo passa al telefono, ma la chiamata è molto disturbata. Ovviamente non è il vostro congiunto, ma è facile cadere in errore perché la notizia dell’incidente vi ha destabilizzato emotivamente.
Il truffatore vi dice che per risolvere immediatamente il problema e non avere guai con la giustizia ha bisogno subito di soldi in contanti.
Non è vero nulla, è una truffa. Non fatevi imbrogliare e chiamate subito un conoscente che vi possa mettere in contatto con i vostri veri familiari. Se non avete nessuno chiamate noi.

Falsi funzionari Inps, Enel o Inpdap
Si presentano alla porta di persone anziane con la scusa di dover controllare la posizione pensionistica o contributiva; o ancora per controllare il contatore del gas, della luce ecc. ma in realtà raggirano le persone facendosi consegnare soldi o sottraendo beni o altre cose di valore.
Ricordatevi che prima di fare dei controlli nelle case, gli Enti affiggono preventivamente degli avvisi nel palazzo con dei recapiti che potete chiamare.

Falsa beneficenza
Un signore ben vestito, 50/60 anni circa, a volte con accento straniero, si finge un medico o un rappresentante di una casa farmaceutica alla ricerca di un deposito per effettuare una donazione di medicinali a scopo di beneficenza. Ferma un signore per strada, normalmente in quartieri borghesi, chiedendo informazioni su questo deposito: il signore ovviamente non sa niente. Passa un’altra persona, il complice, che fa finta di sapere dove sia il deposito ma dice che è stato chiuso.
A quel punto l’unico modo per fare la donazione è solo tramite un notaio ma serve un anticipo in denaro che ovviamente dice di non avere con sé. L’anziana vittima viene convinta che può contribuire alla beneficenza se fornisce il denaro che serve per il notaio e come ringraziamento gli sarà riconosciuto un compenso in denaro. La vittima viene accompagnata in banca a ritirare una cifra che può essere anche di qualche migliaio di euro e poi fatta salire sull’auto per andare dal notaio. Durante il tragitto i truffatori “si ricordano” che sicuramente servirà una marca da bollo. Si fermano davanti a un tabaccaio e chiedono alla signora di andare a comprarla. Appena la persona truffata scende, naturalmente, fuggono.

False pietre preziose
Un signore di aspetto rassicurante e in genere di mezz’età, si finge straniero e vi dice che per un’urgenza deve raggiungere il Paese d’origine ma non ha disponibilità di soldi liquidi per il viaggio.
Generalmente ferma una signora per strada e cerca di venderle un anello o delle pietre preziose che a suo dire avrebbero un valore di alcune migliaia di euro e, vista la fretta, è disponibile a venderle alla signora a molto meno.
In quel momento passa un altro signore ben vestito che dice di essere un gioielliere e mostra tanto di lente per controllare le pietre. Breve controllo e subito si offre di comprarle per 5mila euro. A quel punto lo straniero mostra simpatia per la vittima e insiste che sia lei a comprarle. E spesso riesce a convincerla facendosi dare “solo” 2/3mila euro.

Falsa eredità 
La stessa procedura è utilizzata anche per una falsa eredità da consegnare. Un signore si spaccia per qualcuno in cerca di un vecchio amico a cui dovrebbe consegnare del denaro relativo a un’eredità. Ferma una persona anziana per chiedere informazioni su quel fantomatico amico ma ovviamente nessuno lo conosce finché un passante, complice del truffatore, si ferma e dice che quella persona è morta.
L’unica soluzione è il notaio ma serve l’anticipo. E l’epilogo è sempre la fuga dopo aver fatto allontanare la vittima con un pretesto.

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