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Sequestro di attrezzi da pesca nel porto di Marciana Marina

Nove nasse calate illegalmente per la cattura di pesci è servito un sommozzatore

Nella giornata del 25 agosto, nell’ambito di una complessa attività di polizia marittima, il Nucleo Operativo di Polizia Ambientale della Capitaneria di porto di Portoferraio e il personale dell’Ufficio locale marittimo di Marciana Marina hanno effettuato il sequestro di attrezzi da pesca illegalmente posizionati nelle acque dell’Arcipelago Toscano, in particolare nel porto di Marciana Marina.
Il nucleo di polizia marittima, che ha operato a seguito di segnalazione pervenuta da Legambiente Arcipelago Toscano, ha rinvenuto nove nasse cilindriche con armatura in ferro e plastica di varie forme e grandezze, illegalmente calate in porto ed utilizzate per la cattura di pesci e crostacei.
Le attrezzature da pesca, prive di contrassegni di individuazione, erano state in parte abbandonate sul fondale marino rappresentando una potenziale minaccia per la fauna e per l’ambiente marino e in parte collegate allo scafo di piccole unità ormeggiate in porto.
L’illecito posizionamento degli attrezzi, oltre a violare le vigenti disposizioni in materia di pesca, costituiva potenziale pericolo per la sicurezza della navigazione nelle acque portuali, nonché per le specie marine protette presenti in una zona di mare soggetta a particolari tutele ambientali, in quanto ricadente all’interno Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e del Santuario dei Mammiferi Marini “Pelagos”.
Gli attrezzi da pesca sono stati recuperati anche grazie all’ausilio di un sommozzatore esperto e sono stati posti sotto sequestro.
Nel corso dell’operazione sono state rinvenute e liberate in mare alcune specie marine protette ancora vive, tra cui diverse oloturie (considerate a rischio estinzione) e un esemplare di granseola.
L’operazione ha consentito di interrompere una situazione di illecito sfruttamento della risorsa ittica e si inquadra nell’ambito delle più ampie attività di sorveglianza e monitoraggio condotte dalla Guardia Costiera a tutela della risorsa ittica, dell’ambiente, della collettività e quindi del superiore prioritario interesse pubblico.

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